January 14, 2008

Filed under: fisica fiscale

[warning: great amount of entropy and little information following. premise: bad english writing. disclaimer: no scientific accuracy. synopsis: just personal considerations, which will probably change in time]

I dubbi, prima di tutto

Il professore di cosmologia gettava il sasso e ritraeva la mano, insinuando provocazioni che lasciava studiatamente cadere, assieme al tono di voce. Agli studenti allibiti non rimaneva che lambiccarsi sulle ceneri dei propri studi profanati, mentre i profani rassegnati alla prorpia ignoranza allargavano le braccia in segno di sconforto e non sapevano se ammirare o detestare il cattedratico. Sull’altare erano state immolate le prede più famose:

- la conservazione dell’energia

- l’aumento dell’entropia

- la relatività dei sistemi di riferimento inerziali

Queste domande il sottoscritto se le è trascinate per anni, e recentemente sono riaffiorate. Beh, togliamo subito un po’ di ruggine. Quanto alla prima, non è che l’energia non si conservi. E’ che non lo sappiamo. Cioè, sappiamo che a livello locale l’energia fluisce senza dispersioni. E quindi, direte voi, brutti cervelloni basta che consideriate tutti i flussi di energia che avvengono nell’universo, cioè "integriate" su tutto lo spazio, e globalmente l’energia totale sarà conservata. Il problema è che "lo spazio" in Relatività Generale, la teoria di Einstein che sottende alla Cosmologia, è un oggetto molto complicato, per esempio suscettibile di deformazione per la presenza di "materia-energia", e non sappiamo come si fa ad "integrarci sopra". Il nostro Universo, per quanto unione del tutto, potrebbe non essre "isolato". Ma non preoccupatevi, a tutti gli effetti pratici l’energia è conservata sul nostro pianeta. Non diamo altri pretesti ai negatori del global warming. Per quanto segue supporrò che la massa-energia o qualcosa di osservabile che ne fa le veci sia conservata entro certi confini.

Sulla terza spenderò poche parole. La relatività dei sistemi di riferimento è un costrutto teorico che vale per un sistema ed un osservatore immersi in uno spazio vuoto, ma vale anche con opportune cautele in varie situazioni fisiche reali (basta prendere i due treni in stazione, che non sai mai qual è quello che sta transitando, se il tuo o l’altro, finchè non vedi gli edifici della stazione), ed in ogni caso ci dà informazioni interessanti indipendentemente dal contesto. Il nostro Universo invece è una realizzazione pratica di un sistema fisico, ed effettivamente esiste un sistema di riferimento privilegiato che è quello solidale alla radiazione di fondo cosmico. Da qualche parte potete trovare in rete la velocità della galassia, del sistema solare, e del pianeta Terra relative al sistema di riferimento della radiazione, ma in un qualche modo "assolute", perché rmisurate rispetto al più universale dei sistemi di riferimento.

La diminuzione dell’entropia

Quella è la domanda fisicamente pregnante, nel senso di incinta di tante belle cosette. La motivazione, spiegata in due minuti, andava così, per passaggi logici:

1) Abbiamo una nozione di entropia come di misura dell’informazione, o meglio dell’ignoranza dei dettagli di un sistema, e quindi di misura del suo disordine. Tanto aumenta il disordine, tanto meno informazione abbiamo su quel sistema. Come il disordine di camera mia, dove infatti non si riescono a trovare mai le cose. O come una pentola d’acqua fredda, che contiene sicuramente meno informazione di una cattredrale gotica. Pensate al libretto di istruzioni per costruire la cattedrale e per versare dell’acqua in una pentola, e ci saremo capiti. Su queste cose dovremo tornare, perché sono delicate.

2) Secondo tutti i modelli cosmologici a nostra disposizione e concordemente alle osservazioni empiriche, si direbbe che l’Universo sia nato da una minuscola ma potentissima esplosione e poi successivamente si sia espanso, come tuttora sta facendo. Nella sua storia primordiale potremmo descriverlo come una piccola palla incandescente, descrivibile con un solo parametro: la temperatura.

3) In seguito l’Universo ha vissuto fasi in cui si sono formate strutture come gli ammassi, le galassie, i sistemi ed in ultima analisi la vita sulla Terra e le cattedrali gotiche. Oggi l’informazione necessaria per descrivere l’Universo è molta di più.

4) Se l’informazione è aumentata, allora l’entropia è diminuita. Paradosso!?

Una spiegazione

La gravità ha "lottato" contro l’entropizzazione.

Una spiegazione

Ma la seconda legge è di carattere prettamente statistico…

Allora?

Ma attenzione, il disordine e l’informazione sono soggettive:  se lascio le mie cose in giro, ne conservo l’informazione e lo stato non è disordinato. Se me le mette a posto qualcun altro, diventano disordinate! Questo sofisma dovrò usarlo contro mia madre



Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Helga Cleve and widely (wildly)
rearranged by matteoeo (sorry helga!)