October 30, 2008

30/10/2008

Filed under: daily rants

[ipsedixit] "Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità". Quindi, in virtù della doppia negazione, dice il vero.

October 28, 2008

sparafrasando wikipedia


 

Poemetto in stile papiro padovano sulla riforma Gelmini [qui il pdf].

- - -

Udite! non prendetemi per matto
accorrete a sentire il papiro, gente!
‘chè il futuro dell’Italia è sul piatto.

Forse qualcuno ancor non è al corrente
che nel settantatré nacque una Stella
che da giorni in ciel fulge lucente.

Narriamo come con la sua favella
s’aprì un percorso dritto giacchè oggi
del ragionier di Stato ella è l’ancella.

(more…)

October 27, 2008

malastampa

Filed under: il Nulla

 

Un post emulo ed epigono dei contenuti di questo ottimo blog d’opinione, che consiglio caldamente di aggiungere nei feed.

Per cosa è stata processata la donna? Forse di omicidio volontario aggravato da futili motivi? O forse, avendo "ucciso" suo marito, o meglio cancellato il suo account, è accusata di essersi introdotta illecitamente facendo un’azione di hacking? Quindi una cosa nient’affatto virtuale, visto che l’hacking non l’ha perpetrato il suo avatar di là, ma lei di qua. L’articolo perpetra la disinfomazione, che nei titoli è praticamente d’obbligo sulle homepage dei quotidiani, dicendo che si tratta di una delle prime sentenze di questo tipo. Di che tipo? Per hacking? Certamente no. Di omicidio virtuale? Non lo è. Quindi?

Su Internazionale di questa settimana segnalo un’interessante ricostruzione di un caso di presunto rapimento di un bambino italiano da parte di due rom in un supermercato di Catania, notizia diffusa e ingigantita da Repubblica per creare quello stato di tensione che ormai si taglia come burro facendo perno sulla paura del furto dei bambini, da parte dei rom, dei trafficanti d’organi, dei comunisti. La notizia era totalmente infondata, ma Repubblica non ha mai fatto pubblica ammenda.

27/10/08

Filed under: daily rants

[larussa] Il 4 novembre in quello che rimane delle nostre scuole si celebrerà la mitica vittoria italiana nella prima guerra, un episodio fondativo della nostra dittatura imbecille. Qui un ottimo articolo.

[precari] Montaggio con botta-risposta Brunetta vs. precari della ricerca e molte cifre interessanti [qui].

[brunetta] Il professorino Renato Brunetta si attribuisce meriti scientifici all’altezza del Nobel [qui]. Vediamo la produzione scientifica dell’ultimo premio Nobel [qui], di Alesino, che a sua detta meriterebbe altrettanto quanto lui di vincerlo [qui], e i suoi [qui]. Occhio però, non conta quanti libelli si scrivono, ma quante citazioni si ricevono da persone che ritengono che il lavoro sia valido. Un altro indizio: le pubblicazioni in inglese. OK, diciamo che aveva iniziato bene, in fondo in fondo chi non ci crede? Certo, c’è l’impegno politico. Vediamo Padoa Schioppa [qui] allora. Andiamo un po’ meglio. E Tremonti? Ah, è vero. lui è un no-global.

[djoogga] La droga è brutta. Brutta e cattiva. Tutte le droghe ti bruciano il cervello. Non drogarti. Le droghe sono tutte  uguali. Questo il messaggio della nuova campagna di informazione progressiva del ministero alla salute. E’ educativa. Non bisogna stare a questionare sui dettagli. L’importante è che passi il messaggio. Che i ggiovvani stiano lontani dalla djogga. Finchè non sanno, non fanno. Propaganda, non verità; per carità, quella potrebbe far male. E allora che questi giovani che conoscono almeno venti nomi di droghe diverse che gli strateghi pubblicitari del ministero non hanno neanche sentito nominare si facciano quattro risate davanti alla televisione mentre si preparano a passare le giornate strafatti di Droga, quella con la TV maiuscola. Non sopporto la totale mancanza di scientificità di ogni messaggio, tanto più se pubblicitario, che ci circonda: ad esempio, secondo letteratura, non sono noti i danni celebrali della cannabis, ed è noto che gli oppiacei non provocano danni permanenti al sistema nervoso. Mentre sono vagamente noti quelli degli alcolici. Ma lasciamo pure che le nostre televisioni pullulino di spot di alcolici e le nostre piazze si riempiano di sprizzettari assetati di bevande rosse assuefanti. Qualche sballo di massa il sistema deve pur lasciarlo: serve per mantenere il controllo sociale.

October 24, 2008

24/10/08

Filed under: daily rants

[ingerenze] A suo tempo sui DICO (ma anche sul testamento biologico, ma anche su mille altre cose) i piu’ temerari osavano dire "Ci siamo annoiati di certe intromissioni negli affari interni dello Stato. Giudizi esterni possono disturbare e sembrano voler obbligare il presidente a scelte". Oggi qualcuno dice (rivolto al ministro degli esteri israeliano Herzog): "Ci siamo annoiati di certe intromissioni negli affari interni della Chiesa. Giudizi esterni possono disturbare e sembrano voler obbligare il papa a scelte". Contrappasso?

[mercato] Tivvu’: come sempre le opinioni disinformate si sprecano, discussioni senza fine sui massimi sistemi che nulla c’entrano con il problema in questione. Ma un colpetto di Veltroni non mi e’ dispiaciuto: ha fatto notare che l’uscita di Belusconi sulla possibilita’ di chiudere i mercati non ha prodotto su questi alcuna fluttuazione, come ci si sarebbe potuti aspettare se una simle uscita l’avesse avuta un presidente comunque autorevole come Sarkozy o il premier Gordon Brown. Persino la saggia mano invisibile del mercato sa’ che quando parla Berlusconi sara’ una pagliacciata se va bene o una cazzata il piu’ delle volte.

[rassegna] Stamattina alla rassegna stampa di radio 3 (tenuta dal direttore del settimanale "formiche", tuttosommato un buon commentatore, neutro e ragionevole) un intervento splendido di un ascoltatore e’ servito per mettere un po’ di ordine nelle cifre, che in questo paese sono sempre aleatorie, soggettive e soggiogabili ai propri intenti. Questo professore altoatesino (se ricordo bene) di studi comparati di sistemi didattici (insomma uno che ne sa) ha puntualizzato che non puo’ essere vero che il 90% e passa della spesa scolatica vada in stipendi per i professori, visto che la spesa per stipendi e’ sostenuta dal finanziamento ministeriale che costituisce solo l’87% (il resto e’ regionale), e che stimando cautamente le altre spese si scende fino al 73%. Inoltre ha fatto notare che quando si compara il sistema italiano con quello europeo non si tiene conto di una scelta "di grande civilta’", usano le sue parole, che e’ stata quella di voler inserire i diversamente abili nelle classi ordinarie, principio non omogeneamente seguito in Europa, e spese e numeri relativi incidono sul bilancio e sulle statistiche scolastiche, mentre altrove gravano su altre voci di bilancio. Ad esempio, facendo i conti la proporzione di studenti per insegnanti risulta assolutamente in linea con quella europea, e aggiungo io la spesa per studente ben minore. Quanto ai bidelli, beh non saranno mica il problema principale dell’istruzione italiana. Ringrazio costui che finalmente ripristina un po’ di metodo in una discussione altrimenti demenziale.

[rispamio] L’ascoltatrice seguente, molto schietta e semplice, ha chiesto: "L’Italia nel secondo dopoguerra l’abbiamo costruita con il risparmio. Perche’ ora tutti dicono che [per superare la crisi] bisogna consumare? Sono io che non capisco o c’e’ qualcosa di sbagliato?". Ci voleva la casalinga risparmiatrice di Vittorio Veneto (scusate il pregiudizio) per capire che un’economia che si basa sul debito e sul consumo e non fa corrispondere ad un risparmio reale un miglioramento reale delle condizioni di vita ha qualcosa che, se non altro, urta con la ragionevolezza e, aggiungo io, con le leggi di conservazione della fisica. Forse sono proprio gli strati meno "colti", ma ancora genuinamente popolari (mia nonna, per intenderci), liberi da pregiudizi e dai modelli del neoliberismo - ed anche del comunismo - che possono cogliere meglio l’essenza delle nuove parole d’ordine - risparmio, decrescita, sobrieta’ - come contrapposte a quelle vecchie - aumentare i consumi, aumentare i consumi, aumentare i consumi.

[keynes] Questo non vuol dire che lo Stato non debba indebitarsi per far ripartire la distribuzione della ricchezza, meccanismo che in questo sistema efficiente ma perverso si basa sulla spesa: il neo-keynesianesimo fpotrebbe funzionare, e come dice Veltroni si potrebbe puntare sulla spesa pubblica in tecnologie verdi, che consentirebbero di investire in ricerca e di guadagnare posizioni competitive. Purtroppo pero’ l’Italia si e’ indebitata negli anni in cui doveva risparmiare, ed oggi non ne abbiamo piu’ (grazie Cirino Pomicino! oggi a capo di qualche organismo di controllo sulla spesa pubblica, sistemato dal suo potentissimo amico della nuova DC, il ministro a non so cosa Rotondi [via Travaglio]).

[demenziale] A proposito della demenza che serpeggia per gli studi televisivi e radiofonici (v. gli ospiti e i commenti del pubblico al programma del dott. Forbice). Ogniqualvolta che qualcuno parla per difendere il DL Gelmini, lo fa attaccando l’Universita’ con i mille suoi problemi (peraltro riconosciuti da tutti, ed anzi co-soggetto delle mire delle proteste) e senza spiegare in che modo il decreto attacchi questi problemi. Io sono stufo di questo iato, di questo passaggio logico mancante, e sono stufo che nessuno (Veltroni ieri) usi questo semplice argomento per inchiodare alle sue parole il contendente: ma e’ tanto difficile dirgli "adesso tu mi spieghi come il 20% del ricambio riduce le baronie", o come i tagli possano diminuire i corsi di laurea scemi. Anzi, li aumenteranno, visto che le Universita’ aprono corsi di precariato (Scienze della Comunicazione e giu’ di li’) per farsi concorrenza o sciatti corsi di laurea aziendali (Scienze e Tecnologia per la Moda, Luxottica e Optometria) per raschiare il fondo del barile dei finanziamenti. Qualcuno che usi un po’ di numeri ed un po’ di logica l’avrebbe vinta in ogni dibattito.

[fottere] Questo blog sta’ diventando un luogo di critica televisiva. Tant’e’. Ieri sera dalla Dandini c’era Pier Luigi Celli, autore di Comandare e’ fottere. Non conosco il libro e non mi interessa, probabilmente non condividerei certe opinioni dell’autore, ma alcune massime le trovo notevoli. Primo: il mercato si fonda sulla fiducia, e la fiducia e’ un valore che si solidifica per cooperazione, e non per competizione. Secondo (riferito a certi top manager italiani): un rimedio contro la vergogna e’ la spudoratezza, e molti di costoro sono spudorati; la vergogna e’ un valore che ci consente di dare compimento alla verita’. In Solaris di Tarkowsky, Solaris, quando il professore si suicida perche’ messo di fronte alla sua pedofilia, dopo aver registrato in un messaggio in cui dice "la verita’ salvera’ l’uomo". Altro episodio, ne La Zona, si racconta di un ragazzo suicida per vergogna quando scopre di aver desiderato molto denare piu’ visceralmente di quanto desiderasse la resurrezione del fratello.

October 22, 2008

22/10/08

Filed under: daily rants

[sanità] La Lega vuole togliere l’assistenza sanitaria agli immigrati irregolari, semplicemente cancellando un articolo di una precedente legge che permette ai medici che prestano loro cure di non denunciarli. Insomma si costringe i medici ad essere delatori. E inoltre togliendo la copertura finanziazia, lasciando ricadere sulle regioni l’onere (sarà questo il federalismo fiscale?). E’ chiaro che questo provvedimento è nocivo per la salute pubblica, è una violazione dei diritti umani e costituzionali di una persona, ed una chiamata alle armi alla disobbedienza civile. Un articolo molto chiaro e soprattutto scritto da persone che ne sanno su Aprile qui.

[complessità] Dell’articolo citato sopra, riporto solo una frase (non la più significativa in verità): Inoltre, la salute viene perseguita come bene della comunità, anche grazie ad una normativa precisa e matura che delimita e regola i casi in cui il sanitario ha il dovere di notificare all’autorità giudiziaria l’identità dei pazienti. Per tornare ad un vecchio discorso (un’interpretazione proposta anche da Serra in una sua amaca qualche tempo fà), una delle cose che fà più paura di questa destra è la totale mancanza di complessificazione ed il vuoto ideologico. Una volta, DC o PC o PSI che fosse, il buon politico per regolamentare una situazione (e.g. salute e legalità) rispettando un principio generale (e.g. diritti umani e diritto alla sicurezza) e realizzando un’ideologia (e.g. carità cristiana / solidarietà sociale / ordine etc.) doveva analizzare le situazioni nel dettaglio e normare in maniera precisa evitando per quanto possibile le contraddizioni. Un lavoro da professionisti. Ora si prende il bianchetto e si cancella nella speranza di ottenere un certo risultato, senza analizzare le conseguenze reali, senza rispettare principi universali, senza neanche avere esattamente chiaro qual è la propria posizione, guidati solo da salivazione per stimolo pavloviano ogni volta che si sente parlare di immigrati.

[radiotre] Cercando su internet "radio tre" per connettermi come d’abituale allo streaming, uno dei primi link trovati è "radio tre è morta", che mi ha portato ad un forum in cui un utente faceva il suo punto in maniera molto chiara sul fatto che radio tre si sia completamente snaturata sostituendo progressivamente la programmazione mattutina di musica classica commentata con programmi d’opinione. Credo che la causa scatenante sia il nuovo spazio dedicato alla rassegna stampa delle pagine interne dei giornali, Tabloid. Ora io non sono dell’idea che si debba per forza occupare il tempo in radio con tediose discussioni di filologi e musicologi che discutono della modernità dell’Orfeo di Gluck (ogni cosa antica salta fuori che è moderna, miracolo della critica colta contemporanea), e credo che tale intellettualismo non faccia un servizio alla diffusione sempre più striminzita della musica classica. Inoltre trovo che ogni proposta di radio tre sia di un livello superiore, per esempio l’idea di dedicare la rassegna stampa alle pagine meno frequentate dei quotidiani, in un periodo in cui i giornali soffrono il calo delle vendite per via della sempre più superficiale fruizione via internet di fast news e in generale di una forma mentis assuefatta ed anestetizzata da un flusso enorme di infomazioni standardizzate e neutralizzate. Ciò detto, sono sostanzialmente d’accordo nel rimpiangere una radio che si accoda al mainstream di radio uno, due, radio ventiquattro etc. aumentando lo spazio dedicato alle opinioni, perchè d’opinioni pur sempre si tratta. La nostra informazione (ed i blog, come questo, sono un’esasperazione del fenomeno*) sta diventando sempre più il commento personale, l’opinione non informata, la critica provocatoria, ad una massa sempre più scarna e standardizzata di informazione che proviene dalle agenzie, dai quotidiani locali (il nocciolo duro dell’informazione capillare), dai pochi giornalisti veri che bazzicano soprattutto i periodici, e dai blog stessi che talvolta fanno informazione, e non solo l’amplificano. Non sono contrario all’opinionismo, ma trovo che ormai ci sia un’ansia di partecipazione (sorda) al cicaleccio generale, e che radio tre meglio avrebbe fatto a mantenere la programmazione musicale o a tentare di proporre veri servizi giornalistici. Comunque, nonostante le difficoltà el presentatore, la colonna sonora di Bollani non all’altezza, rimane la migliore rassegna stampa. (continuerà…)

*assoluzione per i blogger: noi non trasmettiamo in diretta nazionale; noi non siamo pagati per fare opinione.

 

October 21, 2008

21/10/08

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[lezioninpiazza] Vedendo le lezioni in piazza a Roma, il ricordo mi è tornato alla mitica manifestazione che avevamo organizzato a Padova nel 2005 [qui], con tanto di "aule" ed orari. Uno sforzo notevole che era stato premiato con un lungo servizio sul TgR del Veneto e con un accenno sul nazionale. Peccato non aver tenuto la rassegna stampa. Allora si protestava contro la Moratti, oggi contro la Gelmini, non cambia praticamente nulla: si manifesta sempre contro una gran ***** sorda alle ragioni della gente, e anzi non sorda, ma sadicamente attizzata di piacere quando vede professori studenti e genitori in piazza.

[gelmini] Avevo avuto questa notizia di seconda mano, ma wikipedia mi conforta [qui]. Mariastella Gelmini fu presidente del Consiglio Comunale di Desenzano del Garda fino al 2000, anno in cui fu sfiduciata (gli atti sono pubblici e titolano Mozione di Sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale Presentata dai Consiglieri di Minoranza etc.); non v’è scritta la motivazione, ma a quanto ho sentito (e riferisce wikipedia) sembra che fosse una sfaccendata inoperosa, insomma una fannullona per dirla con Brunetta. Non è la sola notizia sulla sua proprio non eccelsa carriera che ci arriva, ma questa non l’avevo ancora sentita in giro.

October 20, 2008

20/10/08

Filed under: daily rants


[powell] L’endorsement [qui per un video] di Powell a Obama è stato un colpo ad effetto nella campagna presidenziale americana, inducendo ad un inaspettato sbilanciamento perfino Terence Tao [qui], giovanissimo matematico vincitore della medaglia Fields, una delle menti più brillanti al mondo che tiene un blog quasi esclusivamente di carattere matematico. Del parere di Powell a noi ce ne può fregare un fico, ma una frase del video la voglio citare: i membri del partito repubblicano continuano ad insinuare che Obama sia mussumano, e i sostenitori rispondono che Obama è un cristiano, ed un buon padre di famiglia. Qualcosa di strano? Ci voleva Powell per dire a tutti (parafrasando), Sarebbe un problema se fosse mussulmano? In America è vietato per un bambino mussulmano di 7 anni sognare di diventare presidente? Questa non è l’America. E tra un patriottismo e l’altro (ricordando un soldato americano mussulmano caduto in Iraq, conclude E’ sbagliato polarizzarsi in questa maniera. Mi piace chi usa parole con un sapore scientifico in maniera appropriata.

[obama] Tra i regali di laurea ho ricevuto quella magnifica sagoma di cartone di Obama [qui]. La matrice è più bella della sagoma, per cui credo che la appenderò come un poster, senza distruggerla con la mia imperizia manifatturiera.

October 18, 2008

Filed under: rumore

…alla domenica mattina i genitori accompagnano i loro marmocchi brufolosi ed esaltati a decine di kilometri nella nebbia per rincorrere la palla insultandosi e sputacchiando sul terreno, ed assistono alle prestazioni dei loro prediletti sbavando di collera contro l’arbitro corrotto e cornuto, che non riesce mai a farsi rispettare e a fine partita deve fuggire dal cancelletto riservato per evitare il linciaggio. Spesso i vecchiardi si azzuffano perchè dissentono dal verdetto o contestano il gioco sporco altrui, talvolta venendo agli insulti e alle mani - i più assennati abbandonano la contesa per rimuginare privatamente del gioco del loro figlio, che è spesso il migliore ma poco servito e considerato dai compagni. Sognano per il campione un futuro radioso in serie A, e lo propongono a falsi talent scout portandoli in macchina a centinaia di kilometri di distanza a fare due palleggi ed un tiro per poi essere respinti…

18/10/08

Filed under: daily rants

[scuola] Proposte le classi di inserimento per favorire l’integrazione dei bambini stranieri, previo sostenimento di un esame di italiano. Un primo elemento di segregazione razziale, apartheid. Lo sanno tutti che i bambini sono spugne, imparano le lingue stando a contatto con altri che le parlano. Il problema è che questo provvedimento piacerà alle tante famiglie che si ribellano all’idea che il proprio figlio debba stare in classe con degli stranieri.

[itagliano] Non capisco poi questo elemento discriminatorio che solo i bambini stranieri debbano sostenere l’esame di italiano. Perchè non farlo fare a tutti allora? Non per essere razzista quanto i leghisti al governo (non ce l’avevano con i terroni una volta?), ma provate a far sostenere un bell’esame di italiano agli italiani, magari in certe zone del meridione, e vedrete che bella composizione multietnica avranno queste classi di inserimento.

[università] Segnalo che prima dell’inizio della discussione delle tesi di laurea in fisica, a Padova ieri il presidente di commissione ha letto  e fatto distribuire un comunicato ben scritto e preciso sui tagli all’Università e ricerca. Mi sembra un gesto valido.

[proteste] Ovviamente chi ha votato il governo Berlusconi a vedere il mondo della scuola che protesta (per loro,una protesta di categoria) penserà che questo governo sta facendo bene il suo lavoro, e infatti il gradimento aumenta, anche per la Gelmini. Devono essere quelle stesse persone che non sopportano che i loro figli vengano giudicati da un professore, che contestano i voti, che denunciano gli insegnanti (sic!), che pagano giovani studenti universitari per fare i compiti ai loro figli; quelli che odiano il mondo dell’università, tutti baroni e fannulloni questi professori univeristari sboroni e intellettualoidi. A lavorare! Quelli che una volta davano dignitosamente il sangue per vedere i loro figli diventar dottori, come diceva lussu recentemente su malingut, non so dove, ed ora danno sanguignamente via la dignità pur di vedere i loro figli calciatori. Se non li avete mai visti, andate ad una partita di calcio di ragazzi, e ascoltate gli insulti che i genitori-tifosi si lanciano e lanciano agli arbitri; uno spettacolo miserrimo.

[bipartisan] Napolitano dovendo sembrare bipartisan è scivolato, come sempre più spesso gli capita, bacchettando i NO privi di proposte, in riferimento alla contestazione della cosidetta "riforma" della scuola. Le porposte sono doverose, certo, da parte di chi protesta (e non credo che mancherebbero, forse non una proposta unitaria, ma tante proposte se ci fosse qualcuno ad ascoltarle), ma ancora di più da parte di chi governa. Il problema di questa "riforma" è che non è una riforma, è solo un taglio senza nulla di strutturale, senza un fondamento ideologico, senza un concetto di pedagogia, senza una proposta culturale o altre pedanterie sinistroidi che tentano di restituire una dimensione sfaccettata a fenomeni complessi (l’istruzione, la sanità, l’integrazione etc.). Questo governo invece è per le cose semplici: bisogna tagliare perchè la scuola italiana non è produttiva (ma come è possibile? io direi che il PIL nazionale poggia, anche, sulla scuola), e non si curano di capire se questa "improduttività" rispetto a confronti con altri sistemi scolastici sia un problema del sistema o della sua attuazione a livello locale. Per semplificare ancora le cose e semplificarsi la vita, poi, mettono un paio di specchietti per le allodole (il 7 in condotta, il grembiule e altre stronzate così) per deviare il discorso e tacciare di immobilismo e arretratezza ideologica chi protesta.

[liceo] Io credo che il sistema scolastico italiano sia ancora uno dei migliori al mondo, con delle punte di eccellenza. Ho frequentato quattro scuole pubbliche eccezionali, il "tempo prolungato" alle elementari Pomponazzo, il Conservatorio di Musica Campiani ed il Liceo Scientifico "Belfiore", l’Università di Padova, ricevendo una preparazione di gran lunga superiore a quella che si impartisce nelle migliori scuole straniere. Sono stato un anno in una buonissima scuola pubblica (bianca) nell’hinterland di New York, frequentando tutti i corsi pre-universitari (detti Advanced Placement classes), e non c’era confronto. Ho scambiato impressioni con tedeschi, francesi, inglesi, e non c’è confronto. La laurea in America non vale niente, la nostra laurea è come il loro dottorato. I fisici italiani in Italia sono accolti con i tappeti rossi. Non per dire che sia tutto rose e fiori: disparità tra nord e sud del paese, ricambio generazionale dei professori, risorse didattiche insufficienti, programmi incredibilmente arretrati (ancora gentiliani!), baronaggi, sacche di improduttività scientifica etc., è chiaro, ma questo è solo per dire che il problema non è "sistemico", che il nemico non è "la scuola", e una riforma va affrontata con un’abbondante dose di pazienza e di proposte concrete ed analitiche, pezzo per pezzo, regione per regione, corso di laurea per corso di laurea.

[canfora] Per opinioni interessanti, Settore Demokratico [qui] e il video di Canfora da lì linkato [qui]. Nel video, in particolare il richiamo alla concezione di Togliatti e Marchesi della difficoltà degli studi come qualificante, ed il fatto che gli studi facili sono un regalo avvelenato per le classi più deboli.

October 16, 2008

otto anni ancora

Filed under: fisica fiscale

Previsioni da qui a > 8 anni. Il bosone di Higgs si manifestra’ come eccitazione fondamentale ma con con sezioni d’urto sensibilmente piu’ piccole, quindi piu’ raramente di quanto atteso (e quindi sara’ piu’ ostico vederlo se e’ nella parte altra dell’intervallo di massa consentito). Questa e’ un eventualita’ non considerata dai bookmakers in giro per il web, che si concentrano sulle probabilita’ di stringhe, buchi neri, buchi nell’acqua o buchi nei bilanci. Il perche’ sara’ cosi’, non lo so, e’ una sensazione.

October 12, 2008

12/10/08

Filed under: daily rants

- [inversioni] C’è chi dice, "Vista la situazione di grave crisi finanziaria, opposizione e sindacati dovrebero rinunciare alle proteste". Ma uno potrebbe anche dire: "Data la situazione di grave crisi finanziaria, il governo potrebbe anche rinunciare alle proposte". Soprattutto quelle che riguardano scuola, università e giustizia.

- [diamanti] Una delle punte di diamante di Repubblica sono gli editoriali di Diamanti a commento dei dati statistici di Demos & Pi. Su quello di oggi ("Mappe") segnalo solo due frasi: "lo sbriciolarsi dei legami e delle solidarietà sociali, alimentato dalla decomposizione urbana", e "ministri della paura, geniale invenzione di Antonio Albanese". ‘Ministri della paura’ e ‘decomposizione urbana’ mi pare che siano espressioni perfette per dire molto dicendo poco.

- [prodi] Ho incontrato Prodi con la moglie; mi ero ripromesso di fargli un applauso quando l’avessi visto, perché sinceramente ritengo che sia un grande uomo politico, con due palle così, molta tenacia, e che tra qualche anno lo rimpiangeremo (mai governo sarà altrettanto a sinistra, anche se è argomentabile che certi governi della DC fossero più a sinistra). Ero in bici e non potevo togliere le mani dal manubrio.

- [ilmanifesto] Su Internazionale di questa settimana ben due articoli (Loretta Napoleoni; Barbara Ehrenreich, The Nation) fanno presente che ne Il Manifesto Marx ed Engels prevedevano la caduta del capitalismo per via della concentrazione di denaro e dell’instabilità del sistema derivante da questa concentrazione (di cui già abbiamo parlato). Mi pare quasi incredibile che su un giornale americano si osi menzionare Marx (è quasi una parolaccia in USA). Comunque, la previsione è corretta ma diversi sono i dettagli e, sicuramente, le conseguenze. C’è un livello di potere in più: sono le banche che strozzano i capitalisti, e non i capitalisti i lavoratori (almeno, non è questa il motivo della crisi). E non è la concentrazione di plusvalore derivante dalla produzione industriale, ma al contrario il valore fondato sul debito. Previsioni per domani: ci sarà una sterzata statalista nell’amministrazione dell’economia, ma difficilmente assisteremo ad una rivoluzione comunista.

- [cina] In Internazionale la Cina salta fuori un paio di volte. Per dire che: il debito pubblico degli americani è in mano ai cinesi, e anche questo sarà motivo di problemi in futuro (cosa esattamente voglia dire non lo so). Più interessante l’opinione di Zizek: non assisteremo alla rivoluzione comunista, perchè i provvedimenti saranno presi in favore dei ricchi e del potere e a danno dei poveri: la "socialistizzazione" sarà una tendenza a trasformare i nostri sistemi economici in capitalismo di Stato, come in Cina.

October 11, 2008

Tg1

Filed under: il Nulla

Bonanni: "Abbassare le tasse. Alzare le pensioni. Aumentare i consumi. Più produttività."

Casini: "La piazza è sempre un evento democratico."

Tremonti: "Tornare all’economia reale."

Marcegaglia: "Rilanciare le imprese."

Gelmini: "Dalla piazza insulti e violenza."

Massa: "Partire quinto non è quello che immaginavo."

Informazione totale: 0 bit.

 

11/10/08

Filed under: daily rants

- [televisione] ne ho vista tanta nelle ultime sere. Santoro ha fatto una bella puntata: gli economisti sono diventati tutti bravi, sembrano dei guru rivoluzionari adesso. Federico Rampini e Massimo Mucchetti sono autorevoli (quest’ultimo poi è emerso da poco e spacca), persino Porro del Giornale diceva cose sensate. Ma alla fine la studentessa di economia islamica intervistata dalla Granbassi dava dei punti a tutti, e Santoro ha dovuto fermarla quando stava per cominciare a parlare di asimmetria informativa. Il Corano vieta la speculazione: le banche islamiche hanno un comitato di saggi della Shari’a che valuta quali investimenti fare conformemente alla legge islamica. Per questo l’economia islamica è al riparo. Scopro inoltre che il credito è un diritto garantito dalla costituzione. A detta di tutti, le banche dovrebbero farsi più garanti di questo diritto e guadagnare meno. A mio avviso, se il sistema bancario deve essere un’infrastruttura di un paese democratico dovrebbe essere nazionalizzato (come dovrebbero tutte le altre infrastrutture).

- [rispetto] tra i personaggi che hanno bazzicato le serate televisive uno dei più sensati (e di quelli che parlavano meglio, cosa per me molto importante) era "il marra", rapper milanese delle periferie degradate. Dice quello che tutti sanno: le droghe si trovano ovunque, di ogni tipo. In centro come in periferia. In periferia si sedimentano perchè c’è ignoranza e noia. La Bignardi casca dalle nuvole. Forse dovrebbe fare un’ispezione più approfondita dei camerini del suo studio televisivo. Poi parla del "rispetto"; a mio avviso un codice paramafioso di gerarchizzazione di una comunità, di amici, di conoscenti, di una classe, del vicinato. Ma non mi scandalizzo; il rispetto inteso in questo modo è una costante di ogni organizzazione umana che abbia stima di modelli, modelli che spesso spiccano per spessore morale (anche tra i rapper; anche in una comunità di tossicodipendenti; anche tra gli anarchici, i più moralisti di tutti). Il superamento di questa concezione è una faccenda complicata ed ha a che fare con lo spirito cristiano di sottomissione; ma ne siamo ben lontani. Il "degrado" della società italiana lamentato da tutti è dovuto anche al deterioramento di questo sistema (il rispetto per il politico, il maestro, l’anziano, il prete etc.), perchè non c’è nessuno che ha più forza morale, visto che siamo tutti sputtanati (politica di merda, i maestri stanchi, la ricca gerarchia ecclesiastica etc.). Non sarà l’autoritarismo a portarci fuori. L’unica soluzione: il ricambio (devono morire le vecchie generazioni perchè succeda qualcosa).

- [lotterie] Non capisco qual è la ragione che porta i giocatori superstiziosi a giocare nelle ricevitorie in cui ci sono state vincite (in quanto "fortunate"). Intuitivamente mi verrebbe da fare il ragionamento contrario: visto che c’è gia stata una vincita grossa, perchè mai dovrebbe essercene un’altra? Una vincita è un evento raro, due vincite rarissimo! (ovviamente non è così, ogni estrazione è un evento indipendente).

- [gelmini] Zaia aveva saggiamente proferito: "un ministro dell’agricoltura che non riesce a trovare un contadino che lo inviti a pranzo sta sbagliando qualcosa". E un ministro della scuola che deve stare ad almeno 1 kilometro di distanza da ogni scuola per evitare il linciaggio (politico da parte dei professori, verbale dai genitori degli studenti, fisico dagli studenti), come sta facendo il suo lavoro?

October 8, 2008

bancomatto

Filed under: daily rants

 

- [bancomat] Domani vado a fare bancomat. Ritiro gli ultimi 250 € sul conto e mi sfilo dalla crisi.

- [coniglio] Stasera il coniglio dei Ministri è uscito all’impazzata dal cappello: tutti i risparmi saranno garantiti; lo Stato assicurerà la liquidità e le banche non falliranno. Qualcuno, vampirizzato dai bancari, potrebbe questionare sul fatto che il pubblico salvi il privato per poi restituirlo pulito-pulito ad interessi privati (v. Alitalia).

- [fisico] Sono un fisico, e pur non intendendomene di economia ho una sensibilità acuminata e interiorizzata per le leggi di conservazione*. Se le banche fallissero veramente, una ad una, come potrebbe lo Stato garantire tutti i risparmi, ma proprio tutti? Ad occhio e croce servirebbero altrettanti soldi quanti quelli depositati: e quindi (a livello puramente teorico) si dovrebbe chiedere agli italiani un contributo pari a quanto essi stessi hanno depositato in banca. Cioè, in sostanza, impedirgli il prelievo. Messi da parte dubbi di incostituzionalità e illiberalità, non sarebbe più semplice inventarsi una legge-pulsante di sicurezza che congela tutti i depositi tranne una percentuale mobile necessaria per far investimenti, in attesa che la crisi passi?

*Ovviamente i soldi non sono un fluido incomprimibile, ma tant’è.

- [liberismo] Tutti dicono che ci dovrà essere una riflessione sull’etica del capitalismo e sull’economia di carta. Ovviamente non ci sarà niente di tutto ciò. Ma volendo proprio pensare, penso. Tutta l’economia è di carta. Nel momento in cui deposito in banca 1 euro e la banca dispone di 0.8 centesimi che investe in un’altra banca che disporrà di 0.64 centesimi etc. e alla fine il capitale totale (in serie geometrica di ragione del tasso di sconto al 20%) è 5 euro, è chiaro che se tutti gli attori agiscono spendendo quei soldi come se ci fossero il sistema diventa virtuale, e può reggere solo se si mantiene in uno stato stazionario di non-equilibrio stabile. Evidentemente il sistema era diventato troppo sensibile a perturbazioni*. Il fatto è: l’economia liberista è un sistema virtuale in cui le correnti più o meno spontanee di denaro sostituiscono efficacemente la faraggine burocratica di un sistema socialista**. Ma bisogna sempre ricordarsi che è un costrutto fittizio e, spesso, controintuitivo e irrazionale. Per esempio: su quale economia reale si basa lo stipendio dei bancari?

* Sarebbe interessante studiare i tempi di risposta del sistema capitalista a perturbazioni di varia entità. Bisogna considerare che cause ed effetti non sono contemporanei, ma che ci sono tempi di latenza che possono diventare cruciali.

** Ognuno ha sognato, ammettetelo, di essere il dittatore di uno stato perfetto, in cui lui personalmente si cura e controlla tutti i dettagli della burocrazia.

- [bruciato] Essendo il sistema un costrutto virtuale, non sorprende che si possa incappare in paradossi (tipo l’idea di Keynes di far scavare e riempire buchi per far ripartire l’economia, un modo più umano di immettere capitale pubblico nel mercato e far ripartire lo stato stazionario). Io penso che quando i paradossi sono palesi, non li si possa accettare ma li si debba prendere come campanello d’allarme di una situazione che prima o poi esploderà. Per esempio, un’economia che avvelena il pianeta. Ancora non stiamo pagando per questo, il conto arriverà tutto in una volta (e non parlo del riscaldamento globale). Oppure, un PIL che aumenta per un morto stradale. Il rilancio dei consumi, al posto di una cultura del risparmio. Quest’ultima: se il risparmio, palesemente una virtù individuale, non si rispecchia altrettanto virtuosamente nel sistema liberista, allora c’è un difetto; gli effetti sono ora visibili. Propongo che questo diventi un principio universale: se puzza di bruciato, è bruciato.

Standard Nobel prize

Filed under: fisica fiscale

Questo premio Nobel per la fisica ha acceso i maulmori degli italiani. Tutti indignati. In parte a ragione. Ma. Sarebbe stato un onore per l’Italia di oggi, ricevere un premio Nobel per lavori del 1961 (sia Cabibbo che Jona Lasinio)? Chi avrebbe potuto fregiarsene, a parte i diretti interessati e chi a loro vicino? L’Italia non c’è, come dice benissimo Parisi (da qualche parte in rete), perchè non sa fare lobby. Non perchè siamo più puri, ma perchè è un tutti contro tutti, gruppi che si combattono, che si accaparrano le risorse senza merito; in gergo aziendale non sappiamo fare "sistema" (voci di corridoio hanno anche nominato l’altissimo AZ come responsabile di un lavoro nel buio contro Cabibbo).

E che senso ha un Nobel che premia ricerca di più di quarant’anni fa? Questo denuncia lo stato della ricerca nella fisica delle particelle, che volge verso l’esaurimento delle proprie risorse. Un premio Nobel che comunque torna a premiare HEP dopo pochi anni dai Nobel per Gross-Wilczek-Politzer, ‘t Hooft-Veltman, Perl-Reines e che presto tornerà a premiare Higgs-Goldstone o altri coinvolti in LHC. Vale la pena assegnare premi per tutti i dettagli del Modello Standard, quando c’è molta fisica che aspetta ancora validazione (e.g. Quantum Information & Optics, il Nobel dell’anno prossimo).

Il problema è che diamo troppo peso al premio, che non ha nulla di male in sé, sono solo più soldi in arrivo alla ricerca. Quando parla un Nobel, lo ascoltiamo in religioso silenzio; un quasi-Nobel no (in Italia i Nobel li cacciamo, v. Rubbia in Spagna). I premi fanno bene ad una persona ma fanno male a tutti quelli che non lo ricevono ed hanno contribuito in maniera sostanziale alle teorie premiate, o il cui merito non è stato riconosciuto. Faddeev doveva prenderlo con t’ Hooft-Veltman, Kadanoff con Wilson, etc. etc. Chissà quante cose ci sono nelle scartoffie russe ancora sotto chiave negli archivi militari. Landau avrebbe dovuto vincerne un paio. Einstein tre o quattro.  Ma anche Einstein doveva molto a Minkowsky, e così via. Ma a quel punto si può tornare indietro all’infinito, fino ad arrivare a Galileo… e anche oltre! In matematica, i teoremi portano i nomi di chi ha compiuto l’ultimo passo, per quanto piccolo o grande fosse. Vedere a riguardo la bellissima Nobel lecture di Politzer, sull’attribuzione delle scoperte scientifiche (frecciata cordiale agli altri due recipienti del premio, che gli avevano sottratto la scoperta tramite il tradimento di Coleman).

Per cui: mettiamocelo in tasca, il riconoscimento dei meriti, in ogni campo, è una scienza inesatta. Chi non lavora in primo luogo per soddisfazione personale potrebbe uscirne pesantemente frustrato. E noi estranei cerchiamo di non dare troppo peso al titolo in sé, e di documentarci e interessarci su chi abbiamo davanti e quanto autorevole è, premio o non premio: per esempio prima di dare fuoco ad una campagna vergognosa come quella contro i professori della Sapienza l’anno scorso.

October 7, 2008

ce lo meritiamo

Ormai tutti ne parlano [qui][qui], per cui non posso stare zitto. Quest’anno il premio Nobel ha sfiorato l’Italia, e non quella d’esportazione, ma quella che vive e lavora ancora qui (nonstante tutto). E’ un sollievo sapere che la Gelmini non potrà fregiarsi i questa occasione di pubblicità immeritata. Già me la immaginavo a congratularsi sostenendo che questa è l’evidenza che la meritocrazia come la intende lei (cioè tagliare e lasciar sbranare) funziona e che le riforme del governo Berlusconi stanno raccogliendo risultati. Questi due personaggi che oggi hanno intravisto il Nobel sono due tra i grandi campisti-particellari-statistici italiani di una remota età dell’oro della fisica italiana al tramonto, un patrimonio disperso in giro per il pianeta. Manca solo Parisi, ma non è difficile che anche a lui presto o tardi verrà negato un Nobel.

Contrariamente a quanto avevo ipotizzato, il Nobel a Nambu va’ proprio per i lavori sull’applicazione della rottura di simmetria in fisica delle particelle. Quindi non per la rottura di simmetria continua in sé (premio che sarebbe dovuto andare a Goldstone), ma per il primo modello (1961) che implementa una rottura di simmetria nella fisica delle particelle, detto modello NJL dai nomi degli autori: Nambu + Jona Lasinio, eminente fisico italiano. Si badi bene: non si tratta della teoria elettrodebole con la sua rottura di simmetria (1967, Nobel già conferito alla terna GSW): in un certo senso questo Nobel riempie un vuoto nei passaggi logici che hanno condotto al Modello Standard. I due articoli di cui Jona-Lasinio è coautore sono gli unici articoli con più di 1000 citazioni di Nambu. Il Nobel a Nambu è da considerare come un premio alla carriera di un fisico che ha avuto collaboratori illustri e ha dato contributi fondamentali in più direzioni, compresa la paternità dell’idea di carica di colore. Qualcuno inoltre sostiene [qui] che sia stato conferito in parte per i contributi dati alla prima rivoluzione stringhista. Sinceramente non credo che l’Accademia delle Scienze sia sensibile a questi argomenti; fosse per me sarebbe un motivo di discredito.

Quanto al mancano Nobel a Cabibbo, il fatto si spiega in maniera molto semplice: basta guardare queste interessanti statistiche, da interpretare alla luce di questo fondamentale warning. Si tratta degli articoli più citati di HEP, fisica delle alte energie. Tolto il primo, che è semplicemente l’articolo che riassume tutte le caratteristiche delle particelle note, i più citati sono quello di Weinberg e quello di Kobayashi-Maskawa. E’ vero che la statura scientifica dei due giapponesi non è niente rispetto a quella di Cabibbo (31esimo in lista), e che la loro intuizione poco aggiunge dal punto di vista tecnico al lavoro originale dell’italiano, che li ha preceduti di dieci anni, come sottolinea Petronzio presidente dell’INFN, ma è anche vero che la matematica e la fisica sono spietate da questo punto di vista: assurge a gloria chi fà quel passettino che consente di arrivare al risultato, cioè dimostrare il teorema che poi porterà quel nome, o scrivere l’articolo di riferimento per ogni lavoro sperimentale o teorico successivo. Chi ha lavorato nell’ombra, magari costruendo gran parte dell’edificio, rimane col culo a terra. In questo caso, è il lavoro di KM a legare l’esistenza di tre famiglie di quark alla rottura della simmetria coniugazione-parità, un salto nel vuoto che Cabibbo (10 anni prima) non si sognava di fare.

Veniamo all’Accademia delle Scienze. Devono fare delle scelte; già premiare 3 fisici all’anno mi sembra eccessivo, ed è chiaro che la tendenza sarà ad aumentare il numero di recipienti (soprattutto quando usciranno i risultati di LHC, chi prenderà il Nobel? C’è chi dice che sarebbe opportuno modificare lo statuto per permettere a interi enti di ricerca di ricevere il premio). Devono scegliere contributi chiari e netti che hanno portato ad un nuovo paradigma: le tre famiglie di quark, la violazione di CP, la rottura di simmetria; o, per esempio, la libertà asintotica, il Nobel più immeritato perchè preso, quello in maniera veramente scandalosa, a man bassa. Contributi riconosciuti da tutti e fondamentali per andare avanti. Quindi tenete d’occhio la lista dei 50 aritcoli più citati per i prossimi Nobel. Devono essere scoperte sperimentalmente validate, ed i premi devono essere conferiti con equilibrio tra teorici, fenomenologi o sperimentali. Infine tutto ciò si deve intersecare con carriere egregie. Mi rendo conto che è un compito arduo. Forse non c’era spazio per Goldstone o per Jona Lasinio, ma sicuramente Cabibbo può recriminare.

PS. Per la Carlucci, notare chi occupa il 6to posto della cassifica degli articoli più citati.

PPS. Per il Papa, notare chi occupa l’8vo possto nella classifica degli articoli più citati.

update - La discussione infuria su Cabibbo nei blog, mentre il Nobel a Nambu viene creditato da tutti, per la carriera; la semplicità della motivazione è dovuta a ragioni di chiarezza (anche il Nobel ad Einstein non era certo assegnato solo per l’effetto fotoelettrico). Quanto a Goldstone, c’è chi sostiene che il suo nome venga tenuto in caldo per quando il bosone di Higgs verrà scoperto, per un Nobel da spartire, ovviamente, con lo stesso Higgs. E c’è chi lamenta troppi Nobel in un anno solo, per tematiche così importanti. A riguardo, solo una cosa: la fisica non è HEP soltanto, ma ci sono molte branche, anche di recente nascita, che devono fare turn-over: non è possibile pensare di premiare tutti quelli che hanno contribuito ai dettagli del Modello Standard.

update - Ancora dalla discussione su altri blog: il contributo di Cabibbo non è separabile da altri contributi simili dell’epoca, e l’idea di due famiglie di quark era già presente nelle note a margine di un articolo di un altro autore. Lui ha messo il nome al parametro (e anche le idee), ma dandolo a lui si sarebbe fatta ingiustizia ad altri. D’altra parte la CKM - violazione CP - asimmmetria materia/antimateria non poteva rimanere senza un premio Nobel, a detta di molti. Altri dicono, troppi teorici del modello standard premiati, non abbastanza sperimentali. Altri Nobel contestabili: Faddevev doveva riceverlo insieme a Veltman e t’Hooft, Kadanoff insieme a Wilson.

7/10/08

Filed under: daily rants

- [nobel] Dedicherò ai recenti Nobel per la fisica un post apposito, quando usciranno le motivazioni. Si ritorna nell’alveo della fisica subnucleare. Probabilmente il mezzo Nobel a Nambu và per la carica di colore in QCD, e non per i bosoni di Nambu-Goldstone (altrimenti non mi spiego l’esclusione di Goldstone). 50% ad SU(3) e 50% ad SU(2) X U(1): la metà di Kobayashi e Maskawa, diviso un quarto a testa, per la matrice omonima CKM. Ma mi manca un quinto quarto di premio Nobel: Niccolò Cabibbo (la C in CKM) è (ingiustamente?) escluso. Peccato, sarebbe stato bello rivedere un italiano in Italia spartire un Nobel.

- [errata] Nicola Cabibbo, non Niccolò.

- [letteratura] Farhenheit: l’ospite Patrick Fogli intervistato sul suo nuovo libro (si evince, un "grande" libro, ma solo nel senso del numero di pagine, ed ambizioso) racconta di aver studiato tre anni gli atti giudiziari sulla strage di Bologna per documentarsi, e di aver avuto tempo di leggere solo due romanzi. Sinibaldi: non ti sei perso niente. E’ il migliore: mille interviste ad autori italiani di ogni tipo (oggi in studio anche un’autrice di libri d’amore giovanili tanto per dire), legge tutto, parla di tutto, non si sbilancia mai, non trapela mai un’opinione. Ma la visione complessiva sullo stato della letteratura italiana è chiaro, e non perde occasione per ribadirla.

October 6, 2008

Replicazione

 

Toni Negri all’Infedele. Difficile, mai banale; nessuno osa contraddirlo o capirlo. Due note.

- Mette in chiaro che la crisi attuale è dovuta all’indebitamento delle famiglie americane. Indebitamento dovuto all’assenza di uno stato sociale, dalla sanità pubblica annientata da Nixon alla scuola privata. Il tutto mixato al consumismo. A proposito Negri usa la bellissima espressione "riproduzione della propria vita", ma io direi "replicazione del proprio stile di vita": la necessità di conservare o progredire nella scala dei consumi, a tutti i livelli sociali, anche se questo vuole dire un peggioramento delle condizioni di vita. Impossibilità di rinunciare all’auto per i giovani, che lavorano duro fin dalle superiori per pagarsi l’assicurazione; impossibilità di rinunciare alla casetta a schiera con garage, al college rinomato. Impossibilità di abbassare di un grado l’aria condizionata, perchè ormai ci si è adattati ad un clima polare in tutti gli edifici. Impossibilità, da parte dei broker, di rinunciare all’appartamento in centro a Manhattan, costi quello che costi. Con il risultato che la vita si trasforma in un incubo, e che paradossalmente se la cavano meglio quelli che hanno meno. In una società di squali ognuno deve contare solo su sé stesso (il mito americano-berlusconiano dell’uomo che si fà strada da sé): anche con i corsi di autoconvincimento, i libri di autostima, le religioni.

- Alla ricerca degli squali della finanza, quella cricca di oscuri malintenzionati che hanno consapevolmente e volontariamente condannato l’economia a questo baratro, Lerner pone la domanda "chi dobbiamo carcerare?", chi ha una colpa reale e identificabile? Toni Negri suggerisce (senza poter sviluppare) che una parte di responsabilità sia imputabile alla comunità scientifica, comprensiva di alcuni premi Nobel. In effetti alla base della finanza speculativa c’è anche un problema di metodo scientifico: i modelli matematici che stimano i prezzi dei prodotti finanziari strutturati, così come tutta l’economia in generale, poggiano su ipotesi riduzioniste, che non possono comprendere la complessità dei fenomeni economici [qui]. Questo è un problema insito nella dottrina liberista fin dalle sue origini; i suoi massimi esponenti tendono a dimenticare le semplificazioni che il modello incorpora (un esempio su tutti: il fatto che il PIL sia una misura della ricchezza di un Paese). Beninteso, la scienza è riduzionismo; ma cosciente dei propri limiti di applicazione. Ogni scienziato è portato a proiettare la propria teoria oltre i propri confini naturali, conferendole una consistenza ontologica; a far da bilancere c’è la comunità scientifica e l’osservazione degli eventi. Nel caso dell’economia, l’evidenza sperimentale non è sufficiente per riconoscere il fallimento di un modello, e gli stessi sacerdoti che hanno portato alla crisi si candidano a condurre l’uscita e il nuovo corso in una replicazione ciclica.

6/10/08

Filed under: daily rants

- [ossimori] Il papa: "solo la parola di Dio è una realtà solida". La solidità del Verbo è sfuggente, dev’essere fatto di aerogel. Ancora: "…chi costruisce solo sulle cose visibili, come il successo, la carriera, i soldi". Come lo disegneresti il successo? E i soldi non sono forse virtuali? Non si era detto che queste crisi sono dovute all’inconsistenza di queste risorse finanziarie speculative (inteso "del pensiero") che non poggiano su beni reali e solidi? Soluzione: per rimettere in moto l’economia, bisogna investire nella parola di Dio. Ingegnoso ma ingeneroso da parte del Papa proporre di prezzare le parole del suo superiore, è un’operazione al limite dei precetti liberisti: come si fà con una risorsa illimitata, innecessaria e ovunque disponibile, indipendente dalla domanda e dall’offerta?

- [update] Anche altri non si sono lasciati sfuggire l’ironia dell’abbinamento papa-finanza [qui][qui]

- [endorsement] Il mondo universitario è in subbuglio ed io non mi sto informando come dovrei. Aderisco virtualmente alle iniziative di democrito e del sindacatodeglistudenti, che questi link servano almeno ad aumentarne la visibilità su google. Il mio cervello è in fuga dai pensieri troppo difficili, dall’impegno politico, da una presa di coscienza che queste cose mi riguardano e me ne accorgerò presto, quando tenterò di intraprendere l’impervio percorso della ricerca scientifica. Chissà che per quel giorno i miei neuroni non abbiano deciso di mobilitarsi.

October 5, 2008

Bocca vs. Spike Lee

Ieri sera Fazio si è sbilanciato contro l’operazione di Spike Lee, prendendo una posizione più simile a quella di Giorgio Bocca (che non ha visto il film) [qui] che di Napolitano (che invece l’ha visto). Io, che il film non l’ho visto, posso solo dire che la finzione filmica e romanzesca può permettersi qualsiasi cosa: i soldati cinesi sbarcati a Perugia che mangiano Nutella con le dita e a metà film si trasformano in sanguinari vampiri che rapiscono Hitler e lo portano sul pianeta Osiris 52, per esempio. E’ una questione di buon gusto e di cinematografia, non di verità storica. Si capisce la differenza da questa affermazione di Bocca: ‘Nel film di Spike Lee sostiene la versione’. No! Spike Lee non è uno storico (e neanche Bocca), non sostiene nessuna versione, racconta una storia. La possibilità che un partigiano abbia tradito è peraltro assolutamente verosimile, anche se magari non vera in quella determinata occasione. Anche la tazza sul tavolo della cascina nel bosco non c’era veramente, e non c’era neanche la cascina e i personaggi non si sono detti quelle cose: certo non sono fatti storici, ma dipende anche da cosa si intende per storia, qual è esattamente il livello di raffinazione con cui vogliamo descrivere gli eventi passati, ricordando che tutto è causalmente connesso. Giorgio Bocca: ‘Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film’. Perchè no, chi lo dice? Allora l’Olocausto? Forse Charlie Chaplin non ha fatto un falso storico ne Il grande dittatore? Non bisognerebbe forse più preoccuparsi che quasi ogni italiano non più vecchio di 40 anni non saprebbe che cosa è successo a Sant’Anna, pensando che questo film, con un bel disclaimer grande così all’inizio, potrebbe comunque aiutare la memoria, e che è un peccato che nessuno andrà a vederlo? Il fatto poi che la gente non comprenda la distinzione tra finzione e storia, tra televisione e informazione, tra scienza e tecnologia non è imputabile a Lee, e neanche la vergognosa campagna di revisionismo storico cui stiamo assistendo, da parte non di storici, ma di giornalisti (a proposito, in questi giorni ha preso fuoco un’interessante polemica dello storico Luzzatto contro i giornalisti che esercitano cialtronescamente la professione di storici, come Montanelli, Vespa, Pansa, di cui non riesco a trovare traccia in rete).

October 4, 2008

5/10/08

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- [religione] Augias (raffinato) da Fazio (raffazzonato): per Agostino ognuno è concepito con peccato originale perchè figlio di un orgasmo. Logica conclusione: chi è concepito in provetta, è privo di peccato originale? L’affermazione riportata nei vangeli ufficiali ‘Pietro, su questa pietra fonderò la mia chiesa’ si riferiva al primato della corrente petrina tra i discepoli di Cristo, e in particolare rispetto alla corrente che faceva testa alla Maddalena, amante di Cristo.

- [jazz] ‘[…] quando 37 gradi Fahreneit avebbero regnato dentro e fuori, per sempre, quando l’incerta e curiosa dominante delle loro vite separate si sarebbe sciolta in una nota tonica oscura e nell’assenza finale di ogni movimento’. Thomas Pynchon, Entropia.

4/10/08

Filed under: daily rants

- [economia] L’insigne economista Jean-Paul Fitoussi sostiene che le crisi cicliche dell’economia sono iscritte nel genoma del sistema liberista. Anche gli attacchi epilettici sono iscritti nel genoma degli epilettici (nota medica: solo di certe forme di epilessia).

- [televisione] "Doppio Gioco": ieri sera su raitre stupendo docu-fiction sulle talpe nell’antimafia [qui], con immagini e audio dalle intercettazioni telefoniche e ambientali originali della polizia. Una rete infiltrata nei pool d’indagine, nei servizi tecnici dello spionaggio e nelle forze dell’ordine, con a capo il "re Mida della sanità siciliana", Aiello, e il suo fedele Ciuro (personaggi al centro della disputa tra D’Avanzo e Travaglio, finita [qui] in vergogna per il giornalista che ambisce al parricidio di Ezio Mauro). Impressionante l’ingegnosità delle reti telefoniche clandestine, e l’abilità nell’individuarle dal più piccolo passo falso. Nei palazzi di giustizia, avvocati e giudici dell’una e dell’altra parte (compresi Falcone e Borsellino) si parlano nei sottoscala, negli ascensori chiusi, negli anfratti.

- [nobel] A detta di un giudice della commissione che assegna i premi Nobel per la letteratura [qui], gli scrittori americani (gente come Roth, de Lillo, Updike) sono insulari e ignoranti. Negli ultimi quindici anni gran parte dei premi Nobel sono europei o europeriferici, fino all’ultimo scandaloso premio alla scrittrice ottocentesca Doris Lessing, bicentenaria narratrice del colonialismo inglese. Personalmente penso che Roth avrebbe dovuto riceverlo da parecchio tempo, e che Coetzee sia lo scrittore più sopravvalutato del mondo, oltre a essere una persona insopportabile: il suo "Vergogna" è una pallida imitazione dei peggiori libri di Kundera.

- [entropia] ‘Comunque trovò nell’entropia la misura del disordine di un sistema isolato, una metafora adeguata a certi fenomeni del suo mondo […]: nel "consumismo" americano  scoprì una tendenza simile dal meno probabile al più probabile, dalla differenziazione alla somiglianza, dall’individualità ordinata ad una specie di caos. […] ebbe la visione della sua cultura nella stretta di una morte calorica in cui le idee, come energia calorica, non sarebbero più state trasmesse, perchè ogni punto finiva con l’avere la stessa quantità di energia; di conseguenza qualsiasi movimento intellettuale sarebbe cessato.’ Thomas Pynchon, Entropia.

- [blog] E’ nato l’ennesimo blog inutile, si chiama Tomate [qui], e serve per mettere tutto quello che non può stare altrove [qui]. Esprimerà esclusivamente opinioni non informate.



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