18/10/08
[scuola] Proposte le classi di inserimento per favorire l’integrazione dei bambini stranieri, previo sostenimento di un esame di italiano. Un primo elemento di segregazione razziale, apartheid. Lo sanno tutti che i bambini sono spugne, imparano le lingue stando a contatto con altri che le parlano. Il problema è che questo provvedimento piacerà alle tante famiglie che si ribellano all’idea che il proprio figlio debba stare in classe con degli stranieri.
[itagliano] Non capisco poi questo elemento discriminatorio che solo i bambini stranieri debbano sostenere l’esame di italiano. Perchè non farlo fare a tutti allora? Non per essere razzista quanto i leghisti al governo (non ce l’avevano con i terroni una volta?), ma provate a far sostenere un bell’esame di italiano agli italiani, magari in certe zone del meridione, e vedrete che bella composizione multietnica avranno queste classi di inserimento.
[università] Segnalo che prima dell’inizio della discussione delle tesi di laurea in fisica, a Padova ieri il presidente di commissione ha letto e fatto distribuire un comunicato ben scritto e preciso sui tagli all’Università e ricerca. Mi sembra un gesto valido.
[proteste] Ovviamente chi ha votato il governo Berlusconi a vedere il mondo della scuola che protesta (per loro,una protesta di categoria) penserà che questo governo sta facendo bene il suo lavoro, e infatti il gradimento aumenta, anche per la Gelmini. Devono essere quelle stesse persone che non sopportano che i loro figli vengano giudicati da un professore, che contestano i voti, che denunciano gli insegnanti (sic!), che pagano giovani studenti universitari per fare i compiti ai loro figli; quelli che odiano il mondo dell’università, tutti baroni e fannulloni questi professori univeristari sboroni e intellettualoidi. A lavorare! Quelli che una volta davano dignitosamente il sangue per vedere i loro figli diventar dottori, come diceva lussu recentemente su malingut, non so dove, ed ora danno sanguignamente via la dignità pur di vedere i loro figli calciatori. Se non li avete mai visti, andate ad una partita di calcio di ragazzi, e ascoltate gli insulti che i genitori-tifosi si lanciano e lanciano agli arbitri; uno spettacolo miserrimo.
[bipartisan] Napolitano dovendo sembrare bipartisan è scivolato, come sempre più spesso gli capita, bacchettando i NO privi di proposte, in riferimento alla contestazione della cosidetta "riforma" della scuola. Le porposte sono doverose, certo, da parte di chi protesta (e non credo che mancherebbero, forse non una proposta unitaria, ma tante proposte se ci fosse qualcuno ad ascoltarle), ma ancora di più da parte di chi governa. Il problema di questa "riforma" è che non è una riforma, è solo un taglio senza nulla di strutturale, senza un fondamento ideologico, senza un concetto di pedagogia, senza una proposta culturale o altre pedanterie sinistroidi che tentano di restituire una dimensione sfaccettata a fenomeni complessi (l’istruzione, la sanità, l’integrazione etc.). Questo governo invece è per le cose semplici: bisogna tagliare perchè la scuola italiana non è produttiva (ma come è possibile? io direi che il PIL nazionale poggia, anche, sulla scuola), e non si curano di capire se questa "improduttività" rispetto a confronti con altri sistemi scolastici sia un problema del sistema o della sua attuazione a livello locale. Per semplificare ancora le cose e semplificarsi la vita, poi, mettono un paio di specchietti per le allodole (il 7 in condotta, il grembiule e altre stronzate così) per deviare il discorso e tacciare di immobilismo e arretratezza ideologica chi protesta.
[liceo] Io credo che il sistema scolastico italiano sia ancora uno dei migliori al mondo, con delle punte di eccellenza. Ho frequentato quattro scuole pubbliche eccezionali, il "tempo prolungato" alle elementari Pomponazzo, il Conservatorio di Musica Campiani ed il Liceo Scientifico "Belfiore", l’Università di Padova, ricevendo una preparazione di gran lunga superiore a quella che si impartisce nelle migliori scuole straniere. Sono stato un anno in una buonissima scuola pubblica (bianca) nell’hinterland di New York, frequentando tutti i corsi pre-universitari (detti Advanced Placement classes), e non c’era confronto. Ho scambiato impressioni con tedeschi, francesi, inglesi, e non c’è confronto. La laurea in America non vale niente, la nostra laurea è come il loro dottorato. I fisici italiani in Italia sono accolti con i tappeti rossi. Non per dire che sia tutto rose e fiori: disparità tra nord e sud del paese, ricambio generazionale dei professori, risorse didattiche insufficienti, programmi incredibilmente arretrati (ancora gentiliani!), baronaggi, sacche di improduttività scientifica etc., è chiaro, ma questo è solo per dire che il problema non è "sistemico", che il nemico non è "la scuola", e una riforma va affrontata con un’abbondante dose di pazienza e di proposte concrete ed analitiche, pezzo per pezzo, regione per regione, corso di laurea per corso di laurea.
[canfora] Per opinioni interessanti, Settore Demokratico [qui] e il video di Canfora da lì linkato [qui]. Nel video, in particolare il richiamo alla concezione di Togliatti e Marchesi della difficoltà degli studi come qualificante, ed il fatto che gli studi facili sono un regalo avvelenato per le classi più deboli.
