27/10/08
[larussa] Il 4 novembre in quello che rimane delle nostre scuole si celebrerà la mitica vittoria italiana nella prima guerra, un episodio fondativo della nostra dittatura imbecille. Qui un ottimo articolo.
[precari] Montaggio con botta-risposta Brunetta vs. precari della ricerca e molte cifre interessanti [qui].
[brunetta] Il professorino Renato Brunetta si attribuisce meriti scientifici all’altezza del Nobel [qui]. Vediamo la produzione scientifica dell’ultimo premio Nobel [qui], di Alesino, che a sua detta meriterebbe altrettanto quanto lui di vincerlo [qui], e i suoi [qui]. Occhio però, non conta quanti libelli si scrivono, ma quante citazioni si ricevono da persone che ritengono che il lavoro sia valido. Un altro indizio: le pubblicazioni in inglese. OK, diciamo che aveva iniziato bene, in fondo in fondo chi non ci crede? Certo, c’è l’impegno politico. Vediamo Padoa Schioppa [qui] allora. Andiamo un po’ meglio. E Tremonti? Ah, è vero. lui è un no-global.
[djoogga] La droga è brutta. Brutta e cattiva. Tutte le droghe ti bruciano il cervello. Non drogarti. Le droghe sono tutte uguali. Questo il messaggio della nuova campagna di informazione progressiva del ministero alla salute. E’ educativa. Non bisogna stare a questionare sui dettagli. L’importante è che passi il messaggio. Che i ggiovvani stiano lontani dalla djogga. Finchè non sanno, non fanno. Propaganda, non verità; per carità, quella potrebbe far male. E allora che questi giovani che conoscono almeno venti nomi di droghe diverse che gli strateghi pubblicitari del ministero non hanno neanche sentito nominare si facciano quattro risate davanti alla televisione mentre si preparano a passare le giornate strafatti di Droga, quella con la TV maiuscola. Non sopporto la totale mancanza di scientificità di ogni messaggio, tanto più se pubblicitario, che ci circonda: ad esempio, secondo letteratura, non sono noti i danni celebrali della cannabis, ed è noto che gli oppiacei non provocano danni permanenti al sistema nervoso. Mentre sono vagamente noti quelli degli alcolici. Ma lasciamo pure che le nostre televisioni pullulino di spot di alcolici e le nostre piazze si riempiano di sprizzettari assetati di bevande rosse assuefanti. Qualche sballo di massa il sistema deve pur lasciarlo: serve per mantenere il controllo sociale.
