November 11, 2008

Sul carro del perdente

Filed under: daily rants

[Berlushconi] Qualche settimana fa, alla vigilia dell’evento che avrebbe finalmente relegato Bush nei libri di storia a fianco a Commodo, Custer, Mussolini ed altri personaggi stupidi, ridicoli e tragici, Berlusconi gli faceva visita saltando con un balzo suino sul carro dei perdenti. Abbiamo tutti negli occhi e su per l’esofago le immagini di questi scambi affettuosi, delle effusioni amorose che Berlusconi ha riversato sul suo George. Il quale, abbandonato da tutti, ai minimi storici di gradimento di ogni presidente dopo che finalmente il disastro che ha lasciato è riconosciuto da tutti, si è commosso e stupito per tale attestato di stima da parte del suo "amico". Ma come, deve aver pensato, tutti mi abbandonano e questo gigolò italiano mi cerca ora? Considerato che all’apice del suo potere la destra americana ha sempre ritenuto Berlusconi un servile e fedele vassallo (che, per esempio, ha concesso loro una base militare con "accordi" privati), indegno di nota, uno zerbino con un ruolo assolutamente marginale e vergognoso in tutte le loro sporche guerre, e gli altri leader europei come nemici o ostacoli, questa operazione prende connotati di revisionismo storico. Berlusconi vuole dimostrare ora che prima era veramente pappa e ciccia con il suo George. E al contempo vuole attestare che Bush entrerà nella storia (il che è sicuro, bisogna vedere come ci si entra): e con lui, il suo più fedele alleato, Berlusconi. Insieme fanno un ben triste quadretto.

[Cossiga] Ma lo vedete? Fa di tutto per farsi notare, urla in parlamento, si sbraccia davanti ai giornalisti, minaccia dimissioni, invoca scandali. Dopo che Berlusconi l’aveva superato dicendo la frase più stupida della settimana, non ne ha voluto sapere di aver perso la gara d’idiozia e in zona Cesarini ne ha detta una ancora più grossa (pochi giorni fa, aggiungendo dettagli al suo piano del 23 ottobre). Nessuno lo caga mai. Se un qualunque presidente emerito della Repubblica avesse fatto simili dichiarazioni un velo nero si sarebbe steso sulla Storia. Lui che dalla storia è stato escluso, oscurato dai democristiani più grandi e potenti di lui, fa di tutto per farsi notare facendo un uso spregiudicato di quella che lui chiama ironia, con il solo dettaglio che questi vaneggiamenti sono privi di ogni briciolo di intelligenza e di spirito. Il sagace Cossiga. Provoca perchè si sente solo, è un giullare che non fa ridere nessuno. Vuole riconquistarsi un suo posto nella Storia apparendo (come probabilmente era, non lo metto in dubbio) come il Rasputin italiano, a capo di un potere occulto che ha garantito la stabilità di un sistema a democrazia limitata, impedendo ai comunisti di accedere al potere. Lasciamo che Cossiga si rigiri nella fossa: che tra qualche mese salta fuori con un’uscita ancora più grossa e, questa volta, magari anche divertente.

 

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