francescani
Quando sento Franceschini mi sembra di tornare alle elemetari. "Scrivi un pensierino sulla legge elettorale" gli hanno detto, e lui si è messo al lavoro e si è espresso. La legge elettorale serve per completare la transizione al bipolarismo in Italia. Wow, Franceschini. Quale bipolarismo?
Vuoi dire quella transizione imposta da un’altra legge elettorale vergogna?, con la quale i tanti votanti a sinistra sono stati ricattati e dispersi, dopo che avevano digerito rassegnatamente l’umiliazione di non poter pretendere nulla di sinistra dal governo Prodi, dopo aver visto cadere quel governo per colpa non certo di lussuose questioni di principio dei loro parlamentari e ministri, ma per le meschine sudditanze dei centristi che ora il PD corteggia, e soprattutto dopo aver subito l’infamia di essere additati come responsabili con un’operazione chirurgica che ha lasciato senza parole. Quando sento dire da amici e parenti "non si fa un governo con i ministri che scendono in piazza" mi vien voglia di consumarmi le unghie su una lavagna. In quei mesi Veltroni e Berlusconi si stavano già annusando, Berlusconi faceva shopping al Senato, Mastella Dini Bordon etc. ricattavano quotidianamente Prodi che aveva le ore contate. Turigliatto e Rossi erano già stati espulsi dai rispettivi partiti per aver votato contro il rifinanziamento di una missione militare che a detta del capogruppo dei DS al Senato, Finocchiaro, non sarebbe mai stata rifinanziata dopo il primo anno. Non c’è da stupirsi se poi il fegato del vecchio prode abbia continuato a produrre bile a vagonate stimolata dal ricordo dei suoi "compagni" e del benservito ricevuto. Ed ora che ci ritroviamo la P2 al governo con margini di potere mai visti ed i fascisti che marciano su Roma (e nonostante il plebiscito personale contrario, Rutelli ancora in politica, a presidiare la commissione che indaga sulle indagini che lo coinvolgono…) loro sono lì convinti che quella sia stata la mossa giusta, mentre l’unico uomo credibile del centrosinistra italiano, uno che sta riprendersi la regione che ha amministrato bene dopo aver mandato a casa a calci in culo i palazzinari del suo stesso partito, spiega che non si va da nessuna parte senza un’alleanza di centro-sinistra. Con il centro E con la sinistra.
Ci vuole una calma francescana per reggere la mediocrità delle opinioni di Franceschini.
Quale bipolarismo? E lui: quello verso cui gli elettori si stanno indirizzando.
Cosa? Gli elettori vi hanno BOCCIATO, non si vedeva un terzo partito come quello di Di Pietro crescere così velocemente dai tempi d’oro della Lega, ed il PD sta tornando alle cifre dei DS. Non sono gli elettori che si indirizzano lì, siete voi e la maggioranza di governo che volete indirizzarli lì.
Per un uomo moderatamente di sinistra, disposto anche a votare verso il centro ma non allineato, la cosa che più fa imbestialire in una dichiarazione come quella sopra è la sfrontatezza con cui candidamente i dirigenti del PD ammettono che lo sbarramento al 4% serve a loro, per il loro progetto politico in disfacimento. Almeno si appellassero a principi vagamente istituzionali e democratici. Non so, la governabilità (in Europa?!). Invece il discorso è alla luce del giorno: visto che non riescono a fare un partito preponderante liberal, lo impongono. Hanno perso la sfida, hanno un’emorraggia di elettori in tutte le direzioni possibili, questo progetto monopartitico fa acqua da tutte le parti. L’entusiasmo iniziale delle primarie era costruito a tavolino, fasullo nel momento in cui si è capito che le primarie sono farlocche, blindate, non solo a livello nazionale ma anche e soprattutto locale.
Se l’esclusione e la vampirizzazione dei propri possibili alleati è l’unico metodo per mantenere in vita il progetto e per lanciarlo verso un futuro che anch’io mi auguro più roseo, beh allora che vadano a quel paese. Io tornerò a prendere in considerazione il PD, e quindi la mia adesione al sistema-Italia, solo se un uomo come Soru sostituirà Veltroni.
Non so ancora chi voterò alle europee. Se voto Di Pietro il mio voto conta 1, se voto a sinistra il mio voto probabilmente vale 0. E questa è una insopportabile violazione del principio democratico. E’ una democrazia un sistema in cui il 3.9% dei voti vengono buttati nel cesso, ancorché non a priori ma a posteriori? A me pare una discriminazione a sfondo politico:
io non ho diritto di voto per le mie idee politiche
E non veniteci a dire che in Europa si fa così. Non sappiamo più ragionare con la nostra testa? Ricordo che la varietà del nostro panorama politico è una ricchezza, vuol dire che la politica ci interessa e ci appassion(erebbe), sin da quando abbiamo fatto la resistenza. E che essere di sinistra era motivo di orgoglio, sintomo di indipendenza di pensiero e di ribellione al sistema di valori "atlantico". Non vorremo ridurci come gli Stati Uniti, i cui cittadini hanno una coscienza politica inesistente? Attenzione, perché rischiamo che gli States ci superino a sinistra. Una cosa che alcuni anni fa ritenevo impossibile: per me destra e sinistra americane erano sempre di estrema destra rispetto allo spettro italiano. Ora non è più così.
Dicevo, non so chi voterò. So chi non voterò.
