odore di fascio
Quello che sta succedendo in questi giorni segna a mio avviso uno dei punti più bassi, vergognosi e pericolosi della storia repubblicana italiana. A partire dall’obbligo alla delazione per i medici, che a mio avviso è destinato a cadere alla Camera, ma solo perché le associazioni cattoliche sono contrarie; in ogni caso, un provvedimento non solo ingiusto, ma anche pericoloso, per clandestini e italioti, per ovvie ragioni sanitarie. Proseguendo con i contenuti razzisti e discriminatori contenuti nel pacchetto sicurezza ad opera degli ottusi bifolchi leghisti. Ivi compreso l’obbligo per provider di filtraggio dei contenuti internet, antipasto ad una legge di marca SIAE-MinCul ben più limitante, di prossima elaborazione. La riforma della giustizia. E soprattutto la vicenda Englaro in tutti i suoi aspetti di scontro civile: la volgarità di Berlusconi, l’avanzata clericale (se siete abbastanza masochisti leggetevi l’Avvenire on-line stamattina…), gli attacchi spregiudicati personali a Beppino Englaro, eroe civile, e infine lo scontro istituzionale senza precedenti, con la minacciata modifica della Costituzione. L’intoccabile Vaticano che critica apertamente Napolitano. E un’opinione pubblica annegata nella televisione, che si esprime ormai solo su internet, i sondaggi sempre stabili sul gradimento stellare del Cav. (spero che un po’ sia sceso, almeno una palpitazione). Ho avuto questa percezione vedendo la sconfortante la rubrica "La Corriera della Sera" dell’altrimenti pessimo programma di Piroso NDP, in cui il giornalista sale sulla corriera e chiede ai presenti cosa si ricordano a sentir nominare "Englaro"," "Cesare Battisti", "giorno della memoria", ma incontra il buio pesto, e poi chiede che taglia porta la tizia del GF, dove gioca Beckham e riceve risposte appassionate.
Tornando alle vicende di questi giorni, Antonio di Pietro è indagato per vilipendio per aver (rozzamente) osato criticare il modo di operare del presidente della repubblica, malauguratamente accostando il suo silenzio all’omertà mafiosa (ma sono convinto che non lo abbia fatto coscientemente, il che non è un’attenuante, ma un’aggravante casomai). In ogni caso il vilipendio impallidisce, nel momento in cui il sovversivo più spregiudicato presiede il Consiglio dei Ministri. Berlusconi ha sfidato il Presidente della Repubblica apertamente, minacciando di portare la gente in piazza. Questa è apologia di fascismo, un reato che persegue chiunque
"pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".
Nel quadro di realizzazione puntuale del progetto P2ista, questa deriva supera ciò che lo stesso Gelli avrebbe immaginato, e forse desiderato. La loggia P2 aveva infatti come finalità il mantenimento dell’ordine para-democratico democristiano contro il pericolo comunista, non il suo sovvertimento. Suona pazzesco che proprio l’ex-promesso-gerarca si trovi ora a difendere l’istituzione democratica a fianco del vetero-comunista, e senza ipocrisia (faccio outing: in Fini I believe).
Ho sempre pensato che la democrazia americana fosse una finta democrazia, con una costituzione melliflua e rattoppata, con tassi di populismo allarmanti, nessuna coscienza politica, storia, ideologia etc. Addirittura una dittatura morbida basata su un controllo sociale silenzioso, sull’ignoranza, la mistificazione, la manipolazione dell’informazione. Non che fossi fiero della corrotta gerontocrazia italiana, ma almeno io so cosa e perché voto. Ora ci ritroviamo a ruoli invertiti: noi abbiamo un problema democratico, e loro si rialzano dopo il tonfo. Loro ci hanno superato a sinistra. Pensavamo di aver raggiunto il fondo anche noi, ma evidentemente c’è ancora molto da scavare.
L’unica consolazione è che, se anche sta sparendo l’opinione pubblica, eppure quella che c’è è ancora in grado di difendere coi denti la Costituzione, che rimane un tabù per Berlusconi almeno finché quel pirla del "principale esponente dell’opposizione" non ha la bella pensata di scendere a patti. Sarà la Costituzione, per quanto antiquata, la prima pietra per la ricostruzione, dopo.
