Disposizioni urgenti in materia di alimentazione assistitia
ovverosia, il testamento di ToMaTe.
E che sia biologico!
Il sottoscritto blogger, nel caso si dovesse venire a trovare nella condizione di non potersi alimentare autonomamente, dà disposizione perché gli siano somministrati:
- un bicchiere di vino per pasto, e non fate i tirchi
- pastasciutta o risotto ben conditi, una volta al giorno
- fagioli, una volta alla settimana
- la domenica a pranzo, tagliatelle in brodo con lambrusco
- il venerdi pesce (togliete le lische che se si infilano nei tubi poi diventa eutanasia)
- un bicchierino di grappa al sabato sera
- a Natale, lumache alla bourghignon e budino belga, con Franciacorta brut
- un cerotto Nicorette tutte le sere
- un infuso di marjuana (con principio attivo), ogni tanto
- verso gli ultimi istanti, un infuso oppiaceo o lisergico
- musica: Bach suonato da Glenn Gould, Kind of Blue e le principali novità discografice indie
Ma soprattutto, questo trattamento dovrà durare il minimo tempo possibile dopo che medici competenti e familiari, e non politici e cardinali, abbiano accertato che non vi è ragionevole possibilità di un ritorno ad uno stato cosciente, secondo le conoscenze scientifiche disponibili in quel momento, e non secondo credenze religiose millenarie, e che lo spegnimento delle macchine deve essere condotto nell’intimità, il più possibile lontano da palcoscenici mediatici. Con le energie risparmiate vengano curate persone che possono guarire.
PS. Vorrei sottolineare, a beneficio dei credenti, che escludo categoricamente ogni possibilità di una conversione religiosa negli ultimi istanti di vita, e che mi rifiuterò di "comunicare" con suore e preti che dovessero venire a trovarmi o ad assistermi.

comunicare o essere comunicato?
mi è scappato un sorriso per la prima parte del testamento…
Comment by scripta — February 12, 2009 @ 3:46 pm