riscatto
Vi riferisco di una notiziola che non ha avuto alcun rilievo di stampa, rilevata per tempo soltanto da Il Sole 24 Ore e che sono riuscito a reperire in pochi altri posti (nascosta qui e qui) ma che ha fatto rizzare i capelli in testa ai miei famigliari. Nella riforma Brunetta del pubblico impiego è previsto
l’innalzamento di fatto del tetto di anzianità pensionistico a 40 anni in quanto viene calcolato sulla base del servizio effettivo e non contributivo (riscatto laurea a o servizio militare).
La norma è stata estesa per un ementamento del PD a tutti i dipendenti pubblici, forse nella foga di gareggiare a chi ha più in antipatia la categoria, a partire da una prima bozza di Brunetta che prevedeva il prolungamento delle carriere dei soli medici, a quanto ho capito (ma la cosa è confusa) per impedire pensionamenti forzati di questi "nel pieno delle proprie funzioni" (e faccio notare che solo in una gerontocrazia come la nostra si può pensare che un chirurgo di 60 anni abbia appena raggiunto il pieno delle sue capacità professionali, d’altra parte i nostri medici cominciano a mettere le mani seriamente su un paziente dopo aver alzato gli occhi dai libri in età avanzatissima). La norma è stata salutata come un successo dalle associazioni di categoria dei medici, ma non credo che altrettanto valga per gli altri dipendenti pubblici. Preciso che non ho la sicurezza di aver interpretato bene quanto ho letto in giro, e che non ho la pazienza di leggere ed interpretare la legge.
Chi aveva riscattato la laurea ed un dottorato di ricerca, pagando in maniera molto ridotta rispetto alla contribuzione piena ma pur sempre decurtano una cospicua sommetta dai primi stipendi necessari per costruire una vita con la famiglia, ha gettato i suoi soldi. E’ vero che costoro avranno così la possibilità di lavorare fino ad età avanzata mantenendo un livello salariale più alto rispetto alla misera pensione, ma ci sono persone che non vedono l’ora di poter appendere le scarpe al chiodo e che questa scelta l’avevano fatta oculatamente anni fa, investendo denaro non tanto per poter percepire una pensione moderatamente più alta, ma per non dover lavorare in eterno. Mi sorprende che non se ne sia parlato di più, perché la gente coinvolta dovrebbe essere tanta (tra questi, tutti i professori universitari: ricambio addio).
Da un lato mi chiedo quando una persona matura dei diritti. Una persona comincia a lavorare e fa certe scelte di vita in base alle prospettive future. Queste prospettive vengono continuamente modificate (tre riforme delle pensioni) in base a leggi posteriori che hanno ricadute su scelte pregresse.
Dall’altro mi rendo anche conto che stiamo qui discutendo diritti che oggi non sono all’ordine del giorno, miraggi per una persona che comincia a lavorare adesso. Potersi porre un problema del genere è un lusso, dispiace dirlo. Avere un lavoro difeso da un sindacato significa essere dei privilegiati. Scioperare, oggi, è una violenza che una categoria fa al resto della società che non può scioperare, o i cui scioperi producono solo disagi per loro stessi. Nel mare sconfinato dell’ingiustizia sociale che si consuma oggi, queste piccole questioni di principio sono riuioni di condiminio in atolli polinesiani.

Ma è possibile che vadano davvero persi i soldi del riscatto? Mi sembra veramente assurdo. Un’altra cosa mi ha fatto rizzare i capelli.. “la scheda”!! Mi chiede se faranno come la regione sicilia, in cui tutti gli amministratori hanno compilato un auto giudizio dandosi tutti il massimo dei voti e prendendo il massimo dello stipendio, o hanno in serbo per noi altre sorprese, che ne so lo ius prime noctis.
Comment by Emanuele — March 5, 2009 @ 5:10 pm
non è che vanno persi, vanno ad aumentare la pensione. se ci si arriva. della scheda non sapevo.
comunque, mi stavo giusto chiedendo se riscattare o no gli anni di laurea. adesso so la risposta.
Comment by Administrator — March 6, 2009 @ 11:58 am