sindacalto
Devo procrastinare nuovamente l’ultimo (si spera) post sulle mie speculazioni matematiche a questo weekend e nel frattempo dare il giusto rilievo alla notizia del giorno, che non è il ritorno di Fiorello in televisione e neppure la vittoria al fantacalcio di chi ha puntato su Inzaghi, ma è
la vittoria del Sindacato degli Studenti
alle elezioni universitarie patavine. Notizie più accurate si potranno leggere nelle prossime ore qui e qui.
Come potrete notare dalla grafica del secondo blog, c’è un filo rosso, anzi un link rosso, che mi unisce a questo mondo, per non chiamarla spregiativamente "lista", perché una lista soltanto non è. Nel periodo di massima fertilità intellettuale, agonistica e sessuale ho passato le giornate e le serate in ASU e in Pollaio e in Consiglio di Facoltà e in Consiglio di Studenti e in enoteca e al computer al servizio di un imprecisato ideale di studente e soprattutto della mia stessa volontà di partecipazione. La mia generazione è passata di un paio di generazioni ma con un po’ di nostalgia stasera sono a festeggiare con i giovani che hanno fatto il miracolo.
Si tratta di un trionfo più simbolico che di fatto, lo dico senza voler sminuire la portata. La rappresentanza è faticosa e a volte nient’affatto gratificante. Non partirà qua la rivoluzione, ma partono da queste esperienze piccole rivoluzioni personali che aiutano a vedere il mondo con occhi diversi e a sentirsi parte attiva dello spento processo democratico, nel tentativo di far ripartire un minimo di partecipazione in questo paese stanco e assuefatto ai poteri.
Potere incarnato nelle strutture di partito, che si presentano alle elezioni con una macchina organizzativa appoggiata dall’alto e con buona disponibilità economica, anche a quelle universitarie, buon trampolino di lancio per i dirigenti del futuro. Potere delle lobby, una su tutte quella vaticana che evade dai suoi confini statali, prende il lancio nelle università e nelle scuole private e nei collegi (e non nelle parrocchie, perché la chiesa non ha bisogno della legittimazione della sua base naturale) infiltrandosi in ogni ganglio del potere e della burocrazia. E anche qui i nomi non servono.
Il Sindacato degli Studenti è una lista indipendente, di sinistra. Come dice Benigni: avete presente quella parola che dici quando chiedi "dov’è il bagno?", "In fonto a …". Sinistra. Non aiuterà i propri rappresentanti a fare carriera politica, a trovare un posto nell’amministrazione degli enti per il diritto allo studio, a trovarsi un lavoro estivo negli alberghi del litorale, non aiuterà a superare gli esami o a entrare in specialità a medicina. Ma li aiuterà a diventare cittadini.
