chi sono i pirati?
"I think the economic logic behind dumping a load of toxic waste in the lowest wage country is impeccable and we should face up to that . . . I’ve always thought that under-populated countries in Africa are vastly underpolluted"
“Penso che la logica economica dietro alla discarica di sostanze tossiche nelle nazioni più povere sia impeccabile e dovremmo affrontare questo fatto. Ho sempre pensato che i Paesi sotto-popolati in Africa siano molto sotto inquinati”Larry Summers (oggi consigliere economico di Obama)
Saccheggio volentieri questa lettera di Mohamed Abshir Waldo pubblicata da Paolo Barnard, che vi invito a leggere. Fa luce sulla vicenda dei "pirati" somali (come vengono chiamati da tutti i mezzi stampa, e.g. Repubblica) che hanno sequestrato la nave italiana al largo della provincia semi-autonoma del Putland. I pirati siamo noi, che andiamo nelle loro acque a sversare rifiuti chimici e forse anche nucleari, e a pescare di frodo. Loro hanno protestato con la comunità internazionale per anni e, inascoltati, hanno organizzato una Guardia Costiera di volontari, che noi chiamiamo pirateria. Hanno le prove degli sversamenti (due container fortunatamente intatti) ed hanno invitato i governi dei nostri paesi a prenderne visione. Non ne sentiremo facilmente parlare.

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/somalia-pirati/accuse-puntland/accuse-puntland.html
evidentemente ti hanno letto
Comment by Stefano — April 19, 2009 @ 5:19 pm
Grazie Matteo, mi hai reso un grosso favore con questo post e il link alla lettera. Non avevo neanche una vaga idea di quello che la parola “pirati” celasse, nè i giornali avevano fatto molto per chiarirmela. Comunque è veramete triste scoprire certe verità, forse è meglio ignorarle, come fanno molte persone, e aspettare il conto quando arriverà.
Comment by Emanuele — April 20, 2009 @ 2:24 pm
mi sembra un problema complesso. da un lato c’è il dato di fatto di abbordaggi, sequestri di marinai e violenze - anche verso barche che sono solo in transito e non sono cariche di rifiuti, anche fuori dalle acque territoriali somale.
dall’altro c’è la complessità della situazione somala - la somalia di fatto da quasi vent’anni non è uno stato nel senso europeo del termine, ma un’accozzaglia di territori che fanno quello che gli pare amministrati da paramilitari, senza un vero governo centrale. in una situazione come questa, senza leggi condivise da un’autorità centrale - e soprattutto senza un’istituzione con il monopolio della coercizione violenza, come nelle moderne democrazie - risulta molto difficile distinguere tra rivendicazioni sensate e mero taglieggiamento. pensa a quello che succede in regioni analoghe ma piú vicine a noi, come la transnitria o l’abkhazia.
Comment by delio — April 21, 2009 @ 9:29 am