Edward Witten - Supersimmetry and strings…
Sono stato oggi a Padova, ad un seminario di Edward Witten, il fisico, con forti propensioni matematiche, più citato del mondo. Il suo interessamento alla teoria delle stringhe fu negli anni ‘80 alla base della "seconda rivoluzione stringhista" e fece esplodere l’interesse (e poi la moda) per questa teoria esotica, stravagante ma dalle forti propensioni maggioritarie (eh, insomma, come il PD).
Attorno alla sua persona c’è un alone di sacralità e un rispetto incondizionato che lo circondano ad ogni passo. Nel suo metro quadro di aura vitale nessuno osa insinuarsi per paura di sminuire la sua figura piuttosto austera o di turbare un pensiero geniale che forse si sta insinuando in quel momento nel suo testone (fosse stato mio amico l’avrei soprannominato "spillo").
Figuratevi quindi la delusione alla fine di un talk qualunque, quasi tutto letto da slide (perlomeno molto sobrie, senza uso di comicsans che per un fisico è un bel passo avanti) che avrebbe potuto tranquillamente mandarci via mail, una ricostruzione cronologica delle ragioni per cui la supersimmetria va a braccetto con la teoria delle stringhe, ma senza nulla di personale o di non noto agli addetti ai lavori. E soprattutto senza una valutazione delle prospettive, dei limiti (se ce ne sono, ovviamente), dello stato e del significato della ricerca di una teoria unificata. E’ nello stile di Witten evitare di fare affermazioni forti e non accuratamente scientifiche (congetture, ipotesi, credenze) sul valore della teoria, e quindi tenersi alla larga da possibili discussioni. L’atteggiamento è quello un po’ minimalista di uno che presenta un’idea inconsueta, una come tante, una che si approfondisce così tanto per sport, se non vi piace fate altro.
E’ un atteggiamento apprezzabile rispetto alle tante barzellette che vengono spacciate in giro sui giornaletti parascientifici. Solo che Witten è il guru della teoria che ha monopolizzato la fisica teorica negli ultimi trent’anni, che se lui dice A oggi domani tutti dicono A, e quindi spetterebbe a lui prima di tutti cercare di ragionare sulla bontà della strada percorsa, di difendere la teoria dalle critiche che le vengono mosse in maniera sempre più consistente, e per esempio raccontarci se veramente (come sembrerebbe) il suo interesse nella teoria come qualcosa di fisicamente fondato si sia indebolito a favore degli aspetti più puramente matematici (peraltro non propriamente di teoria delle stringhe). Altrimenti chi, chi nell’Universo? Perché se veramente una conferenza come questa fosse la presentazione di un’ideuzza inudita che è venuta al primo rispettabile pinco pallino professore universitario, il quale comincia a raccontarti che la sua teoria descrive una particella mai vista, ma ci vogliono 10 dimensioni, 6 delle quali compattificate, e il gruppo di gauge è E8 X E8 perché torna comodo per ottenere altre due teorie fantasiose di due suoi amici SU(5) e SO(10), e che però va tutto a scatafascio se in più non ci si mette anche una simmetria rotta in tutte le scale sperimentabili e i cui strascichi non sono osservabili, e che dovendo essere l’unica richiesta perentoria ad una teoria fisica quella di predire un buon spettro dell’energia, questa teoria fà ad oggi il contrario. Beh, se questo signore venisse a fare un simile intervento la sala conferenze si svuoterebbe dopo pochi minuti in un brusio sommesso e tra evidenti segni di fastidio.
Ma la cosa che più mi ha esterrefatto è che al fisico che hai sempre desiderato incontrare, faro della tua ricerca, nessuno di 500 è riuscito a fare una domanda, tant’è che per colmare il silenzio si sono spesi tre professori con domande di rito per risposte di rito. La risposta ad una di queste domande è indicativa dello stile. Come la mettiamo con il problema della costante cosmologica (che la quasi totalità delle teorie di stringhe prevedono con il segno sbagliato)? La risposta è stata più o meno "è un bel problema, chissà che non ci siano soluzioni", liquidando la questione spinosa del landscape come una tecnicalità, quando su questo argomento si stanno consumando battaglie interpretative feroci.
Avrei voluto fare io una domanda; ma avrei sicuramente chiesto qualcosa di antipatico, e, lo ammetto, di fronte a tanti ammirati professori e studenti adoranti non me la sono sentita. Tantopiù che non avrei ricevuto risposta.
Siamo ben lontani dalla genialità totale di Einstein e dalla vivacità intellettuale di Feynman.
Capitano, ci dia la via!PS. OK, lo ammetto; la vocina esile subito mi ha spiazzato. Ma questo è inelegante.

Not even wrong, direbbe qualcuno…
Comment by hronir — May 7, 2009 @ 10:12 pm
In tutti i sensi. Quel blog è fatto benissimo, ma devo dire che anche Woit risente marcatamente del principio di autorità di Witten. Certo Witten è un matematico straordinario. Ma riserverei la parola geniale ad altri. Einstein, Feynman etc. avevano idee fortemente non banali sul “fare scienza”. Questo sembrerebbe soltanto che gli freghi di equazioni.
Comment by Administrator — May 8, 2009 @ 5:24 am
Proprio ieri ho letto sul New Scientist una intervista a Witten che afferma:
“Maybe humans are not smart enough to figure out string theory”
una affermazione che mi pare si adatti bene al personaggio…
Comment by Stefano — May 8, 2009 @ 7:00 am