May 25, 2009

lunga vita a mister B

Un racconto di fantapolitica. Ogni riferimento è puramente intenzionale.

L’altro giorno fantasticavo della morte del signor B. Quando, per ipotizzarne una, la sua prostata squarcerà il velo di finzione intorno al suo vigore fisico e restituirà il corpo in metastasi di un vecchio malato e stanco. Impulsivamente ho pensato che quel giorno cederei ad un gesto di cattivo gusto, come di cattivo gusto fu tutta la sua vita. Al primo trapelare di notizie di ricovero, mi precipiterei a comprare una bottiglia del secondo peggior spumante per andarla a stappare in piazza. Non per festeggiare, ma per celebrarlo nel modo che più si confà, un gesto esplicitamente irrispettoso, incivile e volgare in memoriam di una persona irrispettosa, incivile e volgare. Dare a Cesare quel che è di Cesare. In questo giorno speciale si dovrebbe mettere da parte l’ipocrisia degli attestati di stima postumi e la retorica del "rispetto dei morti", che poi, per l’appunto, sono morti e del rispetto non se ne fanno niente, semmai il rispetto andava guadagnato in vita - e non comprato. Noi si và in piazza e celebrare la liberazione, e non credo che saremo in pochi.

Quel giorno però la macchina mediatica girerà a pieni giri per forgiare l’immagine di un leone che al capezzale lotta con tutte le sue forze contro la malattia, una malattia che non verrà mai chiamata per nome per evitare che la gente possa sospettare che questa sbandierata virilità era fuffa ed il suo atteggiamento verso le donne dettato da frustrazione e morbosità. Si muoveranno le ruote dell’ingranaggio per sottrarre il cadavere alla piazza ed evitare che sia appeso a testa in giù come un salame. Sarà imbalsamato così com’è, con l’oscena camicetta bianca aperta sul petto. Saranno allestiti grandiosi funerali di Stato, in cui un presidente della Repubblica commosso ed un grancardinale (o forse addirittura il primo inquilino del Vaticano) pronunceranno discorsi falsi e concilianti. La televisione sarà inondata da speciali su speciali in cui sarà ripercorsa la storia imprenditoriale e politica di mister B con toni epici e declamatori. Il buon Bruno V. titolerà a lettere cubitali "mister B il grande" come aveva già fatto con Wojtyla nella speranza di accalappiarsi lui, proprio lui, il merito storico di aver affibiato un nomignolo ad un personaggio storico.

La sua eredità politica potrà anche dissolversi nel nulla, con il Porcile dei Leccaculo in disfacimento, la Lager per i cazzi suoi, nessun erede naturale, aspre lotte intestine. Sul piano politico, è questo quello che tutti stiamo aspettando e che sbloccherà la situazione per il definitivo ritorno della DC. Ma morendo sul campo mister B si guadagnerà un posto nella storia, e tutto il letame che si portava appresso sarà seppellito assieme a lui.

Io non voglio questo. Troppo facile. Io voglio che mister B assista al crollo del suo impero e alla fine della sua epopea, voglio che muoia consapevole che la sua figura è compromessa. Voglio che veda i suoi "eredi" sbranarsi per un posto al sole, quando il despota non avrà più il potere di elargire promesse e poltrone. Quando le sue "amicizie" svaniranno nel nulla, perché erano in affitto, e nessuna showgirl vorrà più fare compagnia ad un vecchio satiro, e si troverà solo, senza moglie, senza ricevere telefonate dai figli sulle cui teste ha giurato falsità decine e decine di volte. Quando anche Fede e Fedele lo avranno sfiduciato, e Bruno V. non gli riserverà più una poltroncina speciale. Quando i pochi brandelli di processi rimasti riusciranno a ripartire e a sentenziare ciò che a tutti è più che evidente, ed il suo impero economico si deteriorerà lentamente divorato dal nuovo che avanza, Mediaset cancellata da Internet, banche finanziarie e assicurazioni devastate dalla crisi. Voglio che veda il Milan retrocedere fino alla serie C, mentre l’Italia retrocede nel terzo mondo. Voglio che si renda conto che nessun leader straniero vuole avere niente a che fare con lui, e che anche in patria i suoi epigoni fanno a gara a rinnegare il padre-padrone, i suoi portaborse pronti a negare ogni singola affermazione fatta in favore dell’indifendibile. Voglio che veda gli storici affilare le matite sul suo ventennio al governo, che al pari di Bush la gente rinsavita riconosca il grosso errore storico, e che la Chiesa stenda un velo pietoso. Voglio che senta ogni barzelletta, ogni espressione, ogni forma verbale denigratoria nei suoi confronti. Voglio che sia preso come esempio negativo per ogni futuro presidente, che sia paragonato a Catilina, Commodo, Nerone, e voglio che lui lo sappia. E magari che ci sia per contrasto un presidente figo e innovativo come Obama, giusto per esacerbare la sconfitta storica.

Quindi, lunga vita a mister B!

1 Comment »

  1. Su questo argomento http://www.slow.danieleluttazzi.it/luttazzi.htm

    Mi piace molto lo scenario da te prospettato nell’ultimo capoverso, ma a Mr B il K della prostata è già venuto, quindi ci vorrà un’altra noxa. Almeno possiamo già affermare che “la sua sbandierata virilità è fuffa”.

    Comment by Emanuele — May 25, 2009 @ 7:42 pm



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