vergogna!
Nel magnifico film Solaris di Tarkovsky, l’influsso del pianeta Solaris sull’equipaggio di un’astronave ha la capacità di materializzare i sogni subconsci degli astronauti. In un altro film di Tarkovsky, La Zona, il difficile accesso a tale Zona permette di soddisfare un desiderio recondito. In entrambi i film si evoca un personaggio morto suicida, sopraffatto dalla vergogna. Nel secondo si tratta di un ragazzo che, arrivato nella Zona, espresse il desiderio di rivedere il fratello morto, ma tornato a casa si ritrovò ricco sfondato, e senza fratello.
In Solaris si tratta di un astronauta-professore cui si materializza una bambina illibata, e prima di suicidarsi lascia un messaggio in cui grossomodo dice "la vergogna salverà l’uomo". Al suo personaggio si contrappone quello di un altro scienziato-astronauta algido e cinico dalla cui testa escono nani-cavie, che lui usa compiacente.
Ora mi dispiace svilire un così alto rimando cinematografico ritornando ad una persona così mediocre come questa (che peraltro dispone della delega al cinema) e soprattutto al suo signore, ma bisogna per tirare le fila del discorso. Anche perché lì si grida "vergogna!" da tutte le parti e quindi bisogna pur capire come ci si comporta quando si prova vergogna. Qualunque cosa sia, queste persone, e in particolare mister B, ne sono privi; non perché non si vergognino, ma perché passata la prima volta, passata la seconda, poi ci fai l’abitudine, e alla fine diventi impermeabile. Allora non c’è più salvezza, né per lui né, soprattutto, per noi! Non hanno più nulla da perdere, e quindi possono navigare a vele spiegate; sono cinici, e pericolosi come lo scienziato algido.
Non ho una gran stima per Ezio Mauro. Ma so che se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi, si vergognerebbe. Non penso che una grande persona, ed un uomo pubblico, debba per forza essere pulito perfetto in ogni comportamento, diciamo (finora, ma non temo sorprese) come Obama. Ma penso che debba essere in grado di sostenere ogni sua scelta, dove ha dei principi e delle convinzioni che lo supportano, e altrimenti sapersi vergognare. Mister B non ha né l’uno né l’altro: non ha avuto il coraggio (e l’intelligenza) di dire (sul caso Noemi): "mi piace circondarmi di belle ragazze giovani, con cui non faccio nulla di men che lecito. Rimetto a voi il giudizio". Non dice neanche (ma Taormina lo disse per lui): "Si, certo che le leggi sono ad personam: servono per fermare un’iniziativa giudiziaria che è partita nei miei confronti e che rischia di lasciare il Paese senza un premier autorevole. Rimetto a voi il giudizio.". Più difficile nel caso Mills dire "mi piace fare regali costosi a collaboratori giudiziari, qualcosa che non va?". Ma neanche si vergogna più di tutte le evidenti menzogne che ha dovuto raccontare in questi anni. Quindi rimane nel limbo.Al punto che, oggi, è lo stesso mister B ad esser diventato il nostro Solaris, istigatore di istinti di basso ventre.
