June 29, 2009

tornati per lamentarci

Dopo alcuni giorni di black-out, dovuto ad un problema ad un disco del server, il blog è tornato, facendomi prendere un grosso respiro di sollievo e qualche precauzione in più (un back-up periodico dei contenuti ad esempio).

Riprendo segnalandovi questo articolo ironico e provocatorio sull’insegnamento della matematica, che rispecchia in pieno le mie opinioni. L’articolo si riferisce alla realtà scolastica americana, che nonostante tutto è a livelli di mediocrità non paragonabili alla situazione italiana (e su questo posso garantire personalmente, avendo passato il quarto anno delle superiori in una scuola pubblica americana, peraltro eccellente rispetto agli standard). Ciò non toglie che anche in Italia una discussione sull’argomento sarebbe opportuna, visto il "disamoramento" degli studenti per la matematica e lo scollamento tra le "due culture". Basti pensare che un presidente emerito della Repubblica, nonché ex presidente della Banca d’Italia, non ebbe timori a dire di essere stato un asino in matematica: chi mai confesserebbe di essere stato sgrammaticato?*

Ho qualche esperienza come insegnante privato. Gli studenti che sono passati sotto le mie grinfie consideravano le lezioni private come l’occasione per fare i compiti e togliersi di mente il problema, cercando di estorcermi la formula per risolvere un dato problema che avrebbero trovato uguale-uguale nel compito in classe. Ho sempre tentato di aiutarli a ragionare su un dato problema e ad arrivare alla formula da soli, di solito con ottimi risultati, ma purtroppo i frutti di questo sforzo marcivano in fretta; mai una volta che uno di loro si sia messo a ragionarci da solo. Piuttosto, passavano ore a compilare dettagliati foglietti zeppi di formule inutili e decontestualizzate, che poi avrebbero infilato in ogni orifizio trasformando il compito in classe in una pantomima constorsionistica. Quello stesso tempo, lo avessero impiegato a capire il poco (pochissimo) che serve per vivacchiare in matematica alle superiori, avrebbero avuto risultati molto migliori.

Estrapolo dal testo dell’articolo alcune frasi che mi hanno divertito/fatto pensare/entusiasmato:

Math is not about following directions, it’s about making new directions.

The art is not in the “truth” but in the explanation, the argument.

Mathematics is the art of explanation.

Would you accept as an art teacher someone who has never picked up a pencil or stepped foot in a museum? Why is it that we accept math teachers who have never produced an original piece of mathematics, know nothing of the history and philosophy of the subject, nothing about recent developments, nothing in fact beyond what they are expected to present to their unfortunate students?

Queste sul metodo mi piacciono particolarmente:

In particular, you can’t teach teaching.

Teaching is a messy human relationship; it does not require a method.

Or rather I should say, if you need a method you’re probably not a very good teacher.

Questa potrebbe essere una massima buddista:

Students learn that mathematics is not something you do, but something that is done to you.

E poi l’amara constatazione sui programmi ministeriali:

Students must also memorize the quadratic formula for some reason.

Questo "lamento del matematico" mi pare tuttavia più il grido di frustrazione di un insegnante capace e intelligente che vorrebbe insegnare la matematica in una maniera illuminata, facendo percorrere agli studenti il percorso creativo e stimolante della scoperta (e, come dice Feynman nella sua Nobel lecture, una cosa non la capisci davvero finché non la scopri da solo) che una vera proposta. Io stesso mi sentirei costretto dal programma in una maniera intollerabile, se potessi insegnare. Quanto vorrei poter insinuare nei miei studenti il dubbio che i numeri primi siano finiti o infiniti, o che ogni numero pari sia la somma di due numeri primi, e vedere con che cosa se ne vengono fuori, magari dopo un po’ di frustrazione, e guidarli verso una delle tante possibili risposte al problema, e vedere se questo dà loro una soddisfazione autentica. Il problema non si pone perché in Italia le carriere del ricercatore e dell’insegnante sono separate a priori, molto prima che qualche eventuale merito possa risaltare; mi dispiace dirlo così schiettamente, ma (con le dovute eccezioni) chi opta per la via dell’insegnamento è spesso un mediocre matematico/fisico, e i due anni di SSIS non aiutano in questo senso. Anzi, in nessun senso. Provo solo a immaginare al buon didatta addomesticato in pedagogia e metodologia quando si trova di fronte classi di 27 (ormai questi sono i numeri nella nostra scuola in disfacimento) persone tutte diverse pronte a ridicolizzarti al primo passo falso.**

D’altra parte, penso anche nella prospettiva opposta. Cosa direi se mio figlio si ritrovasse alle prese con un insegnante originale, vivace, disordinato e incapace? E passi per la matematica, ma quando cose simili dovessero succedere anche per la delicatissima storia, o la filosofia? Forse non sarebbe meglio un’istruzione di base, un po’ sterile, ma consolidata, con ben in mente che la vera formazione e gli interessi vengono delle esperienze di vita e, forse, ma solo forse, anche da un po’ di "scuola parentale"?

[Mi rendo conto che quest’ultimo paragrafo pochi anni fà non ci sarebbe stato. La vecchiaia precoce fà brutti scherzi.]

* A questo si collega il problema della "predisposizione alla matematica". E’ la scusa più consueta per giustificare gli insuccessi scolastici dei figli. ‘Non è tagliato per la matematica. Come ad essere stonati, non si può fare il musicista…’ o si? Io conosco una marea di musicisti che non hanno intonazione spontanea (che comunque non è una dote innata, ma dipende da quanto ascolto e quanto esercizio vocale si è fatto da piccoli). Ma l’hanno imparata. Ho avuto un insegnante di ear training (educazione all’intonazione) che per sua ammissione non era intonato, ma ha imparato ad intonare. E non per costrizione, ma per amore della musica. D’altra parte, non bisogna essere intonati per essere musicisti; ci sono musicisti che hanno un incredibile senso del ritmo, una capacità di analisi armonica o strutturale, oppure semplicemente hanno delle IDEE.

** Una volta ebbi a lezione un’insegnante di chimica che doveva dare supplenze in fisica. Non solo non sapeva niente, ma non capiva niente, e pretendeva di fare tutta la termodinamica in due ore. Alla fine le ho detto: fai di tutto per non farti scoprire, è l’unica.

 

June 25, 2009

diffusione e geometria

Filed under: fisica fiscale

Ci sono molti elementi che mi portano a ipotizzare, un po’ astrattamente, che ci sia un collegamento tra meccanica statistica di non-equilibrio e la geometria delle varietà curve, secondo questo schemino:

equilibrio = varietà piatta, sistema di riferimento globale

non-equilibrio = curvatura , sistemi di riferimento locale

Il più immediato è questo che segue. Considerate l’operatore di diffusione di Fokker-Planck

 

ove gli indici ripetuti si intendono sommati. Gli stati stazionari annullano l’operatore di diffusione. Ci sono due modi perché questo succeda: che si annulli la corrente (il termine tra parentesi quadre), o che questa abbia divergenza nulla. Nel primo caso si parla di equilibrio e nel secondo di non-equilibrio.

Se volessimo promuovere quest’equazione da R^n ad una generica varietà differenziale M, potremmo sostituire alle derivate parziali le derivate covarianti rispetto ad una qualche connessione, ottenendo un operatore sostanzialmente diverso:

Siccome la matrice di diffusione è simmetrica, la si può interpretare come tensore metrico, che a sua volta induce una connessione di Levi-Civita in termini della quale l’operatore di diffusione si scrive con grande economia di simboli

 

ove la generalizzazione del laplaciano è detto operatore di Laplace-Beltrami. Questa è di fatto l’equazione di una diffusione con rumore bianco delta-correlato, ed è quella che generalmente si studia (il libro di riferimento per queste cose è quello di Ikeda-Watanabe).

Tornando alla questione dell’equilibrio/non-equilibrio. La derivata covariante agisce sulle funzioni scalari come la derivata parziale, mentre aggiunge termini ai tensori di ordine superiore, per cui i due operatori differiscono per un termine

 

ove le Gamma sono i coefficenti di Christoffel della connessione. Essi coincidono solo in corrispondenza di stati d’equilibrio. In particolare, questo implica che gli stati d’equilibrio dell’equazione di Fokker-Planck siano tali in ogni sistema di coordinate, perché se valutato su uno stato di equilibrio il generatore si comporta come un tensore, ed essendo nullo rimarrà nullo in ogni altro sistema di coordinate. Lo stesso non si può dire per generici stati di non-equilibrio.

June 23, 2009

eversione

Filed under: rumore

Eversivo il PD, eversivi i giornali italiani, eversivi quelli stranieri, eversivo Rupert Murdoch.

Eversivo Famiglia Cristiana (sic!)

‘azz, allora facciamola ’sta rivoluzione! Io scendo in piazza armato stasera.

Magari mi piglio un gelato alla sorbetteria.

Ma sarà un gelato eversivo.

querele

Filed under: rumore

"C’è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora"

Questi sono fatti di rilevanza penale. Forse non è Chi il luogo deputato a una simile denuncia.

Mettiamo il caso, così per dire, che questo non sia vero, e che la signora D’Addario voglia querelare Berlusconi.

Non può, per via del lodo Alfano.

Berlusconi è tra le uniche persone in Italia in grado di diffamare chi gli pare senza dover temere conseguenze (anche se di fatto i Parlamentari godono della stessa immunità, visto che la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera non dà mai seguito alle querele). Per esempio, in campagna elettorale può andare in giro a dire che Soru ha ricevuto tangenti. Ironico, no?

June 16, 2009

laltro

Filed under: il Nulla

…è come tutti gli altri.

Voglio segnalare questa cosetta, non di fondamentale importanza.

Un paio di settimane fà ho lasciato un commento, era circa il ventisettesimo, ad un post intitolato "La ‘libera’ stampa è pazzesca" di Piero Sansonetti, già direttore di Liberazione. Il post compariva nel blog personale ospitato su "l’Altro", giornale neonato dopo lo scisma della corrente vendoliana da Rifondazione, al fine di ricollocare lo stesso Sansonetti in una analoga posizione a quella occupata prima (e mai precario ebbe miglior trattamento). Un giornale organico alla posizione dell’ala scissionista di Rinfondazione CHE IO HO VOTATO alle scorse elezioni europee, pur con la molletta al naso per via di quel garofano e per via di quel Sansonetti.

I ventisei commenti precendenti non erano propriamente entusiasti; il post di Sansonetti seguiva la puntata di Matrix in cui lui aveva svolto con lode la funzione di zerbino di Berlusconi, non meno reclino di quanto non fosse stato nella analoga puntata di Porta a Porta, che è scalfita nei nostri cuori come sul marmo. I commenti, come potete ben immaginare, non erano cordiali, alcuni erano scurrili. Tuttavia penso che chi scrive un blog abbia il dovere di moderare i commenti, di rispondere e di giustificare le proprie (legittime) scelte editoriali. Altrimenti, se l’autore si dà alla macchia e non risponde alle domande che gli interlocutori che lui ha scelto di interpellare pongono, è solo stronzata 2.0, politica 2.0, ficata 2.0 per fare finta che il loro sia un partito 2.0.

Nel mio commento, che imprudentemente non ho conservato, segnalavo che il signor Sansonetti nella puntata di Porta a Porta non aveva interloquito con Berlusconi come il popolo 2.0 si sarebbe aspettato, e che non curava il suo blog come se ne sarebbe dovuto curare: censurando gli insulti, conservando le critiche e rispondendo. La MODERAZIONE ed INTERLOCUZIONE che fà di un blog un blog. Nel mio commento non c’era una sola parola anche solo lontanamente denigratoria.

Il suo concetto di moderazione è un tantino più arrogante. Quel tanto che basta, se contasse, a dissuadere un giovane e inesperto cittadino dal concedere, nonostante tutto, il suo voto ad una formazione inesistente. A tutt’ora potete trovare un commento che denuncia la censura; non so per quanto ancora.

June 13, 2009

reclusi

Oggi sono state emesse le condanne in primo grado per le "nuove brigate rosse", con pene che variano dagli zero ai quindici anni. Sono parzialmente sollevato dall’apprendere che la "cellula studentesca" padovana, i più giovani del gruppo, hanno subìto pene tuttosommato non gravissime e sicuramente riducibili. Sollevato non per simpatia personale, tantomeno per condivisione del progetto politico o dei metodi, e neanche per nostalgia per i pugni alzati (che le mie mani si sono sempre rifiutate di articolare) come quelli comparsi in aula all’enunciazione della sentenza. Sono sollevato per umana compassione, perché questa sentenza consente di pensare ad una vita dopo l’espiazione delle innegabili colpe; sarebbe terribile che persone così giovani siano schiacciate da un macigno di proporzioni storiche senza avere la possibilità reale di ricominciare.

Quando questi ragazzi sono stati arrestati ho pregato il mio buon dio Pinelli che sei nei cieli che si trattasse di confusione generata dalla commistione tra mondi diversi ma contigui come il movimentismo, di ogni gradazione, i centri sociali, l’attivismo studentesco e forme più agguerrite di dissenso. Le cattive frequentazioni, per dirla in breve. Non era così. La lettura (superficiale) dei resoconti ha rivelato presto che c’era una netta consapevolezza del proprio ruolo e dei fini dell’associazione. Forse il frutto di una manipolazione estrema da parte di qualche leader più anziano, ed una certa propensione dovuta a situazioni personali sicuramente difficili. Sono solo ipotesi sulle cause, non una ricerca di scuse.

Quando mi sono reso conto della loro organicità nell’associazione eversiva nella veste di PR mi sono chiesto se, avendoli conosciuti personalmente, non fossi momentaneamente entrato anch’io nella loro sfera di attrazione. Sarebbe stata la seconda volta che, inconsapevolmente, ma con piena responsabilità, mi sono trovato a contatto con il dark side of the moon, che poi in verità non si tratta affatto di un "lato", ma solo di una calotta semisferica ai cui bordi i contorni d’ombra sono molto sfumati. La prima volta, lo voglio dire perché adesso suona quasi divertente, è quando vendevamo cartoline di Natale pitturate dagli attivisti di Sendero Luminoso e pubblicavamo comunicati e denunce dal carcere che sarebbero potute venire direttamente dalla penna di Abimael Gumàn "Gonzalo" (del tutto condivisibili, peraltro).

Tornando ai brigantini. Sono felice che questi ragazzi escano relativamente presto, e spero trovino un loro posto nel mondo. Ma in quale mondo usciranno? Il concetto di "reinserimento" è del tutto inapplicabile e insensato quando si scontra con la negazione dei principi stessi su cui si basa la giustizia e l’amministrazione della cosa pubblica. Il cazzone che prende una multa, ma condivide il senso del codice della strada, sa di aver sbagliato, paga il suo debito e si educa a non farlo più, in nome di un principio condiviso. Ma per chi rifiuta il codice della strada, ogni ammenda è un atto di violenza dell’istituzione più forte (lo Stato) contro quella più debole (l’individuo). Tornando in strada, solo considerazioni d’opportunità potranno frenarlo dal farlo ancora.

Alcuni anni fa è uscito uno degli ultimi ignoti brigatisti della prima ora ancora reclusi, uno che non aveva mai commesso o partecipato ad omicidi, ma colpevole "soltanto" di alcune rapine a fine di autofinanziamento. E’ rimasto in carcere più degli altri perché si è sempre rifiutato di abiurare alla propria ideologia, e non ha mai usufruito dell’ora d’aria, delle visite parentali o di altri diritti di un sistema punitivo che non riconosceva. All’uscita dal carcere avrebbe solo detto che nessuna delle sue convinzioni era mutata.   

Questi ragazzi hanno formato le proprie convinzioni attraverso quello che credo sia stato un lungo percorso. Le sapevano argomentare, anche in maniera piuttosto decisa, e la loro vita era tutta orientata in quella direzione, tanto che almeno uno di loro si era iscritto a scienze poltiche e poi trasferito a Milano apposta per fare proselitismo. E’ impensabile che il bastone di tre anni passati in un sistema carcerario devastato possa smussare alcuna delle loro convinzioni, anzi al contrario potranno inasprirle. Il solo effetto rimasto alla pena è quello intimidatorio. All’uscita dal carcere, li aspetta ancora una vita da reclusi.

June 12, 2009

il non-equilibrio come non-scienza

Filed under: fisica fiscale

So, what was I doing these past few weeks that could possibly take precedence over writing ill-considered blog entries that I’d probably regret for the rest of my life? (Scott Aaronson)

Io personalmente sto cercando di arrivare ad una stretta con alcuni lavoretti relativi al mio ambito di expertise (haha), che poi sarebbe la meccanica statistica di non-equilibrio. Una scienza interessante ancorche’ inesistente, la scienza del tutto, perche’ ogni sistema e’ di non-equilibrio, e quindi destinata a non poter dire (quasi) niente di sintetico. Sono in vena di citazioni, ed una prima che mi viene in mente e’ questa:

"Non tentare le essenze, ma contentarsi delle affermazioni quantitative" (Galileo)

I Teoremi di Fluttuazione (FT) lontano dall’equilibrio sono la moda del momento in NESM, e di fatto sono i primi risultati che valgono lontano dall’equilibrio, non soltanto nel "regime lineare". Me ne sono occupato in tesi ed ora mi sto accodando alla moda. Se cercate sugli archivi "fluctuation theorems" troverete centinaia di articoli scritti negli ultimi anni; e notando i nomi degli autori vi renderete conto che ci sono delle autentiche fabbriche di pubblicazioni che lavorano a ritmo serrato. Nella maggior parte degli articoli non troverete una sola considerazione nuova, tantomeno una formula o una predizione; chi aveva qualcosa da dire (per esempio, Lebowitz) l’ha gia’ detta parecchi anni fa’ e poi se ne e’ stato zitto.

I FT sono affermazioni relative alle probabilita’ di traiettorie in uno spazio degli stati in cui avvenga un qualche tipo di dissipazione, dissipazione che puo’ essere descritta per mezzo di approcci stocastici oppure tramite sistemi dinamici non-hamiltoniani (per esempio i cosidetti "termostati"). Alla base del FT transiente sta il fatto che la probabilita’ che una traiettoria sia effetto di un’evoluzione "indetro nel tempo" e’ esponenzialmente soppressa rispetto alla stessa traiettoria prodotta dall’evoluzione "avanti nel tempo"

ove l’esponente e’ dato dall’entropia prodotta lungo la traiettoria (se vi disturba il fatto che si consideri la probabilita’ di una singola traiettoria, considerate che quella a SX sia una derivata di Radon-Nycodim e questa relazione una semplice conseguenza del teorema di Girsanov-Cameron-Martin, con un’opportuna identificazione di s(\gamma).). Il vero e proprio teorema di fluttuazione si ottiene integrando rispetto a tutte le traiettorie che hanno una certa entropia e ricordando che l’entropia e’ dispari per inversione temporale:

C’e’ pero’ un qualcosa di tautologico nei teoremi di fluttuazione. In primo luogo, hanno una validita’ troppo generale. Essi colgono l’essenza (ma non l’Essenza) dell’irreversibilita’, ma dubito che possano dare predizioni quantitative significativamente lontano dall’equilibrio, a meno di non trovarsi nei casi assolutamente banali in cui e’ stato finora "sperimentato" il teorema. In secondo luogo, le definizioni e le ipotesi alla base sono un po’ troppo ad hoc, e con tali definizioni il teorema e’ una banalita’.

Il mio lavoro attualmente consiste nello studiare quali sono le ipotesi implicite dei teoremi. Con il mio relatore di tesi ci siamo resi conto che queste ipotesi e definizioni hanno un valore puramente matematico, ma non hanno consistenza fisica. A partire dal concetto di entropia lungo una traiettoria, a quello di inversione temporale. Considerate il film di un uomo che cammina in avanti; i TF confrontano la probabilita’ che si realizzi la traiettoria dell’uomo che cammina avanti rispetto alla traiettoria descritta dall’uomo nel film proiettato all’indietro. Fisicamente, invece, in laboratorio si confronta il film dell’uomo che cammina in avanti con il film dell’uomo che si sforza di camminare all’indietro ripercorrendo tutti gli stati "macroscopici" che aveva attraversato prima. La differenza e’ tutta qui, e si fa’ sentire.

Spesso nell’incipit degli articoli che trattano del teorema di fluttuazione si parla dell’esempio del gas in compressione in un pistone per visualizzare comodamente il sistema. A noi risulta, gia’ per un modellino iper-iper-iper semplificato di un tale gas, che le proprieta’ statistiche delle grandezze termodinamiche "fisiche" divergono significativamente dal TF, e passare a modellini piu’ complessi non puo’ che peggiorare la situazione. In secondo luogo, parrebbe che le assunzioni alla base dei singoli approcci presumano in qualche modo di essere vicini all’equilibrio Per esempio, l’utilizzo di una descrizione basata sul moto browniano non deve dimenticare quali sono le ipotesi alla base, cioe’ che la particella risenta di urti scorrelati e con statistica gaussiana: vale a dire che siamo vicino all’equilibrio. E all’equilibrio, dove tutto e’ gaussiano o eredita le proprieta’ delle gaussiane, il teorema e’ ovvio.

Se dai nostri risultati venisse fuori un quadro coerente, saremo molto piu’ delicati nel comunicarlo.

- - - 

In questa foga distruttiva (ma istruttiva) sto anche personalmente cercando di produrre qualcosa di piu’ creativo e divertente: un principio variazionale decente per gli stati stazionari di non-equilibrio, basandomi sulla teoria di Schnakenberg. La citaziona appropriata e’ sicuramente questa:

C’è qualcosa che affascina nella scienza. Uno ricava un tale carico di congetture all’ingrosso da un così trascurabile investimento di fatti.

Mark Twain

Spero di avere qualcosa di concreto da scrivere presto. Per il momento segnalo solo questo byproduct. Vicino all’equilibrio e’ pacifico che forze termodinamiche e correnti coniugate siano legate dalla relazione

ove L_ab e’ una matrice indipendente dallo stato del sistema e simmetrica. Quest’ultima proprieta’ viene detta reciprocita’ di Onsager, ed e’ un fatto parecchio affascinante: dice che l’effetto reciproco, per esempio, di una differenza di temperatura sulla corrente elettrica e di una differenza di potenziale sulla corrente di calore e’ lo stesso. Mi risulta che questa stessa relazione valga anche in stati stazionari di non-equilibrio, ove pero’ la matrice L_ab dipendera’ dallo stato del sistema, e pertanto non si puo’ parlare di regime lineare. Cionondimeno, le relazioni di reciprocita’ resistono invariate.

Semprerebbe che le relazioni di Onsager valgano arbitrariamente lontano dall’equilibrio; se (e sottolineo se) le relazioni di Onsager nel regime lineare sono testabili senza variare lo stato del sistema, allora in principio lo sono anche in stati stazionari di non-equilibrio. Altrimenti, bisognerebbe variare le correnti senza variare lo stato del sistema, cosa in principio possibile sulla carta ma, credo, molto poco praticabile sul piano pratico. In questo modo si "simulerebbe" di fatto un regime lineare, e quindi siamo sempre da capo: la NESM rivelerebbe ancora una volta quella che io credo sia la sua incapacita’ intrinseca di parlare del suo oggetto di ricerca.

 

June 8, 2009

scova l’errore

Filed under: rumore

June 7, 2009

3+3 > 4

Filed under: rumore

3 + 3.5 = 6.5 (> 4)

36 + 9 = 45

27 + 8 = 35 (< 45)

27 + 8 + 3 = 38 (< 45)

27 + 8 + 3 + 6.5 = 44.5 (< 45)

Cheppalle!

27 + 36 = 63 (<< 100)

Bipolarichè?

June 5, 2009

al voto al voto

L’antico voto di astensione siglato in giovanile purezza anarchica sarà disatteso anche domani, come è stato ad ogni tornata elettorale dal compimento del diciottesimo compleanno. Il non voto consapevole, l’unica scelta veramente coerente, sarebbe un esercizio di aristocratico individualismo. Lascio ai giovani Raskolnikov il diritto e gusto di espandere il proprio ego al di là del contingente, di proiettare il proprio ruolo in una dimensione storica che abbraccia Gesù Cristo, i fratelli Gracchi, Buenaventura Durruti ed Ernesto "Che" Guevara. Questo blog, già largamente compromesso e normalizzato, accetta la punizione che spetta ad ogni mortale e si recherà a votare, mischiandosi alla mediocrità della collettività democratica (parole di Michele Serra). Con il dispiacere di non aver mai potuto, per senso di responsabilità o per pavidità, onorare il voto pur di concedere un voto d’opportunità, estorto per ricatto e sempre disatteso.

Ciononostante, il doppio turno alle amministrative e il voto per il parlamento europeo consentono ancora un minimo di discrezionalità. Domani questo blog a Bologna supporterà una lista civica (Bologna Città Libera), beninteso non grillina, che ha fatto del recupero degli spazi e di una più modesta e contenuta concezione dello sviluppo urbano il suo motto. E in particolare supporterà un giovane ed entusiasta candidato al Consiglio Comunale con l’augurio di non essere eletto, perché la delusione di trovarsi in un’altra stanza di pigiabottoni a tempo perso potrebbe disilluderlo al punto tale da allontanarlo per sempre dall’attivismo. Al secondo turno, se ce ne sarà proprio bisogno, questo blog voterà l’esponente meno lontano in linea d’aria nel grafico right-left.

Ballotaggio o non ballottaggio, ci si recherà al seggio ancora per votare il referendum. E qui il superego invoca pietà. Votare o astenersi? Il quesito è imbarazzante: volete tenere una legge elettorale ignobile? O preferireste cambiarla con una peggiore, nella speranza che magari qualcuno la rifaccia dopo (perché, altrimenti non si può rifare lo stesso? Si può modificare l’esito di un referendum con tanta leggerezza?). Un bel "bravi, vaffanculo" al comitato promotore del referendum: perché tanto sforzo per un risultato così stupido è incomprensibile. Ma questo blog rifiuta l’idea di astenersi, magari sfruttando la giornata per infilarsi in coda verso il mare. Probabile scheda bianca, o con sghiribizzi osceni; o, magari, una bella A cerchiata.

Ve ne eravate accorti? Domani si vota per le europee, non ci sono le elezioni politiche. Europa, questa sconosciuta. L’unica che ha impostato la propria campagna sull’Europa è la candidata dei Liberali Democratici, ma non siamo ancora così vecchi. Vade retro Satana, insomma. Il nostro endorsement va a Sinistra e Libertà, per l’enorme stima nei confronti di Vendola, le cui analisi condividiamo in toto, e per incentivare un progetto a sinistra che possa avere anche solo un barlume di speranza di fare da contrappeso al clericalismo del PD. Senza entusiasmo. E con la consapevolezza che probabilmente il nostro voto sarà accartocciato e gettato nel cestino, per questo criterio antidemocratico per cui solo il voto di chi vota per liste immeritatamente consolidate vale 1, gli altri valgono 0. L’alternativa sarebbe stata l’Italia dei Valori, che se la cava benissimo con le forze sue e rimane un partito troppo personalista. Spiace per la Lista Comunista, ma credo che per rifondare una sinistra eternamente all’opposizione serva molto, molto più attivismo dal basso. Il dispiacere è perché siamo consapevoli che senza il quorum e relativi gettoni i partiti faticano ad esistere anche in basso.

Ci recheremo al voto come si va al bagno; non è elegante, è necessario e del risultato non andiamo fieri.

June 4, 2009

di TIR e San Toro

Stasera Santoro si è scusato con i telespettatori prima di partire con la puntata, per via del fatto che Anno Zero avrebbe avuto un formato particolare (e più breve) in vista delle imminenti elezioni. Ha comunque tenuto ad assicurare che da giovedì prossimo si tornerà al vecchio stile, con gli ottimi servizi sul loco interpolati al vacuo chiacchiericcio in studio, svuotato di ogni contenuto dagli interventi obbligati dei vari ospiti illustri politicanti desiderosi di propaganda e polemica, che da Santoro non manca mai. Stasera è andato in onda un meraviglioso reportage giornalistico, di quelli seri, lunghi e approfonditi che solo Report ci fa vedere, con pochissimo e innecessario commento a margine. E improvvisamente ho capito il fastidio di Santoro da dove generasse: la sua assenza dallo schermo, la sua marginalità, l’impossibilità di provocare. Lo rispetto un po’ di meno, perché stasera ha mostrato che potrebbe fare cose meravigliose, con un po’ più di umiltà.

Credo che il servizio si possa vedere sul sito di Anno Zero, e riguarda una tematica non di primo piano: il problema del traffico di TIR sulle nostre strade e la deregolamentazione totale cui sono sottoposti i camionisti, che, stritolati in un meccanismo perverso per cui devono viaggiare a loro e altrui rischio molto oltre i limiti consentiti dalla legge, invocano essi stessi l’intervento del governante per poter godere di una maggiore sicurezza e soprattutto per poter avere una vita famigliare. Di taglio, ma solo appena accennata, la questione di un modello economico fondato sul trasporto su gomma, un flusso dal sud al nord di merci deperibili simbolo della "genuinità" della dieta italiana, e dal nord al sud di scorie. Un dato su tutti: il 3% del tanto invocato PIL è eroso dagli incidenti stradali.

Su una tematica del genere il consenso politico dovrebbe essere quasi unanime: maggiori controlli, indagini sulle aziende appaltatrici, sanzioni pesanti per i "mandanti", ispirazione a modelli esteri funzionanti (tutti), migliore formazione delle forze dell’ordine, ed una campagna seria di sensibilizzazione. Per non parlare dello sviluppo del trasporto ferroviario, delle infrastrutture per il trasporto marittimo o di una incentivazione di cambiamento di modello si consumo. Eppure rimarrà uno dei tanti problemi insoluti, o rappezzati male, del sistema Italia (un organismo così maltrattato che ci si chiede come faccia a stare ancora in vita). Per vari motivi: l’inerzia del parlamento, oramai declassato ad arte a consesso di pigiabottoni; la complessità del problema; ed, ovviamente, il costo immediato dell’operazione (a fronte di un guadagno sul lungo termine). Ma soprattutto, la mia impressione, la proposta sarà accantonata perché viene da un "organo della sinistra antagonista".

A chiosa della puntata, l’intervento di Travaglio, in tema ma con sottili provocazioni nella direzione che ci si aspetta sempre, forse un po’ ossessivamente, da Travaglio. Con la tesi, condivisibilissima, che l’italiano culturalmente (antropologicamente?) considera le leggi (per esempio i limiti di velocità) come dei suggerimenti, quando non degli ostacoli da eludere. Da un post di nickweirdfish:

Una legge va rispettata punto, non è una indicazione da tenere in considerazione a seconda delle condizioni climatiche. Questo nostro modo assurdo di intendere la vita sociale è riscontrabile ovunque, anche nelle cose più innocenti. Viene in mente la storia di una mia zia che, dovendosi sottoporre ad un esame medico per cui era richiesto il digiuno, disse "va bene non faccio colazione, magari prendo solo uno yogurt.."

E concludo con Santoro. Mi chiedo: che cosa impedisce di fare di ogni puntata un approfondimento scevro delle inutili postille "politiche" dei professionisti dei salotti romani, ignoranti e impreparati? Perché non chiamare solo gente competente, esperta, magari anche con opinioni antitetiche ma documentate? C’è qualche vincolo contrattuale per cui anche le migliori intenzioni debbono per forza essere inquinate dal paninozzo infarcito di luoghi comuni e propaganda elettorale?

June 3, 2009

01101011001101001

Filed under: c++ tutorial

10110011100111001100011111010001110110100110010100
10010100000001101000011111010010111101101101110010
01110000101100011100101010110100011101110000010100
11011011100100101111011100001001110111001000010001
10101101101111010100000000100111100110000001100101
10110111100011110001101100101110101110000010001001
11000000011011000011011111110001100000010111010111
00011011111100000010110000001111101100011101100011
00001011100000011011100011011100000111000000011110
01001101111111000110110111000001101001111000100110
10100110110001001011101011010010010001110111101000
10110000100101001010100111101101110110010001101101
11110001001010010110010000001010000000000101100101
10101101110010010000001101100100010100001000010110
10011000100100001001010100001101100010100111111010
10111101110100000101110001111011010100000110111101
11011010001111001101100011001010001100001100000111
10111011001001011001110110100111100011111111011101
01000111110000100000111111001011110101100100110010
01010100111010110101100000100110011001011110001011
11111110111011101100011111101110000111101110001001
00010111100010011101110000110100100111101100001110
00101110011000000111100110100000101010001101111100
00111011011100110010001101010001010011111001110101
00111101110100000111000111010000100010001011011101
01100110001100100010100001010000101110010101111100
01101111010101111011100011100110001010110100111010
11011100000110100000101000110101000100101110000000
01101101110100111110100000000011001111000011010101
00000001101011001101000110010110110110000000100000
00101000001100001100010011110100110010011101100100
10110001000001100010000011110101110101101100110111
11110111010011010001001000101000010001110111011011
01111110001001101010101011001101110011111010100000
01010100011010111010100001111111110100101000100001
00100011101010111110000011011101111110100001010111
11011110001000111100100000101000100111111011001111
01101110001010011100010110100110000101100001100010
11110001000100001001001010011110001011111011010010
11001111000100110011001100000101001110010000010001
10111111110100111001101111111100111010101101111001
11101010101100100001000011001010110011011101111110
00000110000100000011100100111010010110110001011011
10101100111011000100000010110000010010001101101111
11110111000000100001010101111100000011011011001111
01100100111111110010100000111011100010001100010001
01100111101000000100011010110101101110001101101001
00000101101110111111100011001010010010000110111000
11111000100001001101100001111100111010000110010100
11011111000011100100101001101100011000101110100111
11111001010111011010001100011101010010100111010110
11011111010001101100101000101001110001100000110001
01111110010000100110100101111101110010111111111000
00001110000011111010100111001011011000000001101100
10111011101000110000001100111111100011100100111111
10001010101011101011010011110101100001011101011010
11011100001110110000100110000101000100000110011010
10010110100110000000011011100001000011101101101101
10010101001010110011100110101101100000101100110101
11110111110101001001010001000011101110011001101100
00101111111010101001101010011111101000110001011111
01111101010110100110110101010101000110110101111010
00101111000111110001101110000110101000100011101101
11100001010110000010010011000111001100001000001100
10110001000100111111000010001000011101000000011011
11111001011001010010010011001110010110001101001100
11101011000000101001000111100001111010000001111010
00001110010011000110110101000000000110111000101110
11100011011011000101111101110010100001101000100100
01000011111011011110100001010010110111001000110001
01101110010010101110100011111101011000011010000010
01001110001011101001110010000000100001001110000000
11111100100111111111000110110000111101110101000111
01000100010011000001000010011011111000001010110010
11000100100010110110100001101111011011101101110101
11110111100011001100110101001010100111111111011001
01100100010110011100000010100001111001000100101010
10010111101111001101100101100101100111001000101011
11100010011000001101111100010100010111111011010100
00101101011011010101111011010011001001100011010001
01010110010101011010011111011101011000011100001100
11000111010100011011110010001111011001100110010101
01011110011101011001000010111100111000001111011011
10010101011010100011000001111100101111011100111010
10010001110011010001110100110011010001010010001001
11101100000111011001010110100110100010010001110111
01001100110011111011011001100110011101010001110011
11000011110001010000010001111000011010100010111111
01001100011001111110110011101101001011011101010101
00100000111101111110001010011001010100111001110101
11101001100010111110000010001010110111011010100001
10011111101101010100011110010011011100001011110100
11100100010101010101111000111110011101100001100110
00110011101011100110000011010001010110000111101101
10110000110101100000110001000010001000111111001000
11111100100001001000010100111110101001011100000110
01100101010011000010011011011111001011111010101100
00110011100011001111101010000100101000100101011001
11100000001101101100111000100111101111110100010111
10000001001110001100001101010101000000011100101011

June 2, 2009

random boolean generator cercasi

Filed under: c++ tutorial

Visto il successo del mio ultimo appello, provo a lanciarne uno nuovo. Sto cercando un metodo semplice ma efficace di generare stringhe di 0 ed 1 in maniera random con c++. Finora ho trovato soltanto applicazioni di rand()%2, ma questi algoritmi non vanno bene; generano sempre gli stessi numeri e messi in ciclo non sono affatto aleatori, generano stringhe cicliche. Ho visto con che con comandi srand le cose dovrebbero migliorare, ma tutti i codici che ho copincollato hanno solo peggiorato la situazione. Ora, prima di ficcare la testa e le mani in pacchetti seri come questi, volevo chiedere se esiste un metodo casalingo semplice-semplice per avere stringhe sufficientemente random (non devo fare Montecarlo, se anche non è una cosa perfettamente random non importa; basta che non sia perfettamente deterministica).



Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Helga Cleve and widely (wildly)
rearranged by matteoeo (sorry helga!)