June 4, 2009

di TIR e San Toro

Stasera Santoro si è scusato con i telespettatori prima di partire con la puntata, per via del fatto che Anno Zero avrebbe avuto un formato particolare (e più breve) in vista delle imminenti elezioni. Ha comunque tenuto ad assicurare che da giovedì prossimo si tornerà al vecchio stile, con gli ottimi servizi sul loco interpolati al vacuo chiacchiericcio in studio, svuotato di ogni contenuto dagli interventi obbligati dei vari ospiti illustri politicanti desiderosi di propaganda e polemica, che da Santoro non manca mai. Stasera è andato in onda un meraviglioso reportage giornalistico, di quelli seri, lunghi e approfonditi che solo Report ci fa vedere, con pochissimo e innecessario commento a margine. E improvvisamente ho capito il fastidio di Santoro da dove generasse: la sua assenza dallo schermo, la sua marginalità, l’impossibilità di provocare. Lo rispetto un po’ di meno, perché stasera ha mostrato che potrebbe fare cose meravigliose, con un po’ più di umiltà.

Credo che il servizio si possa vedere sul sito di Anno Zero, e riguarda una tematica non di primo piano: il problema del traffico di TIR sulle nostre strade e la deregolamentazione totale cui sono sottoposti i camionisti, che, stritolati in un meccanismo perverso per cui devono viaggiare a loro e altrui rischio molto oltre i limiti consentiti dalla legge, invocano essi stessi l’intervento del governante per poter godere di una maggiore sicurezza e soprattutto per poter avere una vita famigliare. Di taglio, ma solo appena accennata, la questione di un modello economico fondato sul trasporto su gomma, un flusso dal sud al nord di merci deperibili simbolo della "genuinità" della dieta italiana, e dal nord al sud di scorie. Un dato su tutti: il 3% del tanto invocato PIL è eroso dagli incidenti stradali.

Su una tematica del genere il consenso politico dovrebbe essere quasi unanime: maggiori controlli, indagini sulle aziende appaltatrici, sanzioni pesanti per i "mandanti", ispirazione a modelli esteri funzionanti (tutti), migliore formazione delle forze dell’ordine, ed una campagna seria di sensibilizzazione. Per non parlare dello sviluppo del trasporto ferroviario, delle infrastrutture per il trasporto marittimo o di una incentivazione di cambiamento di modello si consumo. Eppure rimarrà uno dei tanti problemi insoluti, o rappezzati male, del sistema Italia (un organismo così maltrattato che ci si chiede come faccia a stare ancora in vita). Per vari motivi: l’inerzia del parlamento, oramai declassato ad arte a consesso di pigiabottoni; la complessità del problema; ed, ovviamente, il costo immediato dell’operazione (a fronte di un guadagno sul lungo termine). Ma soprattutto, la mia impressione, la proposta sarà accantonata perché viene da un "organo della sinistra antagonista".

A chiosa della puntata, l’intervento di Travaglio, in tema ma con sottili provocazioni nella direzione che ci si aspetta sempre, forse un po’ ossessivamente, da Travaglio. Con la tesi, condivisibilissima, che l’italiano culturalmente (antropologicamente?) considera le leggi (per esempio i limiti di velocità) come dei suggerimenti, quando non degli ostacoli da eludere. Da un post di nickweirdfish:

Una legge va rispettata punto, non è una indicazione da tenere in considerazione a seconda delle condizioni climatiche. Questo nostro modo assurdo di intendere la vita sociale è riscontrabile ovunque, anche nelle cose più innocenti. Viene in mente la storia di una mia zia che, dovendosi sottoporre ad un esame medico per cui era richiesto il digiuno, disse "va bene non faccio colazione, magari prendo solo uno yogurt.."

E concludo con Santoro. Mi chiedo: che cosa impedisce di fare di ogni puntata un approfondimento scevro delle inutili postille "politiche" dei professionisti dei salotti romani, ignoranti e impreparati? Perché non chiamare solo gente competente, esperta, magari anche con opinioni antitetiche ma documentate? C’è qualche vincolo contrattuale per cui anche le migliori intenzioni debbono per forza essere inquinate dal paninozzo infarcito di luoghi comuni e propaganda elettorale?

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