al voto al voto
L’antico voto di astensione siglato in giovanile purezza anarchica sarà disatteso anche domani, come è stato ad ogni tornata elettorale dal compimento del diciottesimo compleanno. Il non voto consapevole, l’unica scelta veramente coerente, sarebbe un esercizio di aristocratico individualismo. Lascio ai giovani Raskolnikov il diritto e gusto di espandere il proprio ego al di là del contingente, di proiettare il proprio ruolo in una dimensione storica che abbraccia Gesù Cristo, i fratelli Gracchi, Buenaventura Durruti ed Ernesto "Che" Guevara. Questo blog, già largamente compromesso e normalizzato, accetta la punizione che spetta ad ogni mortale e si recherà a votare, mischiandosi alla mediocrità della collettività democratica (parole di Michele Serra). Con il dispiacere di non aver mai potuto, per senso di responsabilità o per pavidità, onorare il voto pur di concedere un voto d’opportunità, estorto per ricatto e sempre disatteso.
Ciononostante, il doppio turno alle amministrative e il voto per il parlamento europeo consentono ancora un minimo di discrezionalità. Domani questo blog a Bologna supporterà una lista civica (Bologna Città Libera), beninteso non grillina, che ha fatto del recupero degli spazi e di una più modesta e contenuta concezione dello sviluppo urbano il suo motto. E in particolare supporterà un giovane ed entusiasta candidato al Consiglio Comunale con l’augurio di non essere eletto, perché la delusione di trovarsi in un’altra stanza di pigiabottoni a tempo perso potrebbe disilluderlo al punto tale da allontanarlo per sempre dall’attivismo. Al secondo turno, se ce ne sarà proprio bisogno, questo blog voterà l’esponente meno lontano in linea d’aria nel grafico right-left.
Ballotaggio o non ballottaggio, ci si recherà al seggio ancora per votare il referendum. E qui il superego invoca pietà. Votare o astenersi? Il quesito è imbarazzante: volete tenere una legge elettorale ignobile? O preferireste cambiarla con una peggiore, nella speranza che magari qualcuno la rifaccia dopo (perché, altrimenti non si può rifare lo stesso? Si può modificare l’esito di un referendum con tanta leggerezza?). Un bel "bravi, vaffanculo" al comitato promotore del referendum: perché tanto sforzo per un risultato così stupido è incomprensibile. Ma questo blog rifiuta l’idea di astenersi, magari sfruttando la giornata per infilarsi in coda verso il mare. Probabile scheda bianca, o con sghiribizzi osceni; o, magari, una bella A cerchiata.
Ve ne eravate accorti? Domani si vota per le europee, non ci sono le elezioni politiche. Europa, questa sconosciuta. L’unica che ha impostato la propria campagna sull’Europa è la candidata dei Liberali Democratici, ma non siamo ancora così vecchi. Vade retro Satana, insomma. Il nostro endorsement va a Sinistra e Libertà, per l’enorme stima nei confronti di Vendola, le cui analisi condividiamo in toto, e per incentivare un progetto a sinistra che possa avere anche solo un barlume di speranza di fare da contrappeso al clericalismo del PD. Senza entusiasmo. E con la consapevolezza che probabilmente il nostro voto sarà accartocciato e gettato nel cestino, per questo criterio antidemocratico per cui solo il voto di chi vota per liste immeritatamente consolidate vale 1, gli altri valgono 0. L’alternativa sarebbe stata l’Italia dei Valori, che se la cava benissimo con le forze sue e rimane un partito troppo personalista. Spiace per la Lista Comunista, ma credo che per rifondare una sinistra eternamente all’opposizione serva molto, molto più attivismo dal basso. Il dispiacere è perché siamo consapevoli che senza il quorum e relativi gettoni i partiti faticano ad esistere anche in basso.
Ci recheremo al voto come si va al bagno; non è elegante, è necessario e del risultato non andiamo fieri.

Al di là del radicale dissenso sul voto europeo (Vendola? Analisi?!?!), mi permetto di far notare che al referendum una scheda bianca equivale a un sì.
Comment by masaccio — June 6, 2009 @ 5:38 pm
> Vendola?
E’ il leader di Sinistra e Libertà.
> Analisi?
Si, penso che Vendola sia tra i più fini interpreti della realtà italiana oggi, almeno a parole (purtroppo posso giudicare solo quelle; ma mi pare che come governatore della Puglia si sia comportato conseguentemente). E’ capace di parlare dell’individuo e delle sue esigenze, e questo per un individualista anarchico come me è indispensabile. Per fare un esempio, è l’unico che fà un discorso sulla dispersione degli agglomerati urbani in quartieri-dormitorio e sulle conseguenze alienanti per chi ci abita. Quando parla di precarietà non parla solo de “i precari” come soggetto sociale regolato da certe perverse dinamiche economiche, ma parla del bisogno di riscatto sociale del singolo precario. Insomma, non è legato ai soliti teoremini società = sovrastruttura e parole d’ordine francamente un po’ vetero (ma condivisibili). Diliberto in conferenza stampa criticava (giustamente) la spesa per i caccia bombardieri dicendo che gli stessi soldi dirottati altrove avrebbero fatto meglio. Ferrero (che stimo) parla spessissimo di sostegno qui, sostegno là, togliere qui etc. Sicuro, ma io sono infastidito dall’idea che la politica sia uno spostamento di denaro da una categoria all’altra. Ho bisogno di sentire che a priori ci sono considerazioni di carattere sociologico, e l’unico da cui le ho sentite è Vendola. Certo non dico che a sinistra non ci sia la stessa profondità, ma mi pare che le categorie siano rimaste un po’ sempre quelle.
> mi permetto di far notare che al referendum una scheda bianca equivale a un sì
Spiegamelo, in che senso? Una scheda nulla è conteggiata diversamente? Piuttosto allora cammino fino al seggio, mi registro al voto e faccio scrivere a verbale che rifiuto la scheda.
Comment by Administrator — June 7, 2009 @ 12:09 pm
Credo intendesse per il raggiungimento del quorum; cosa che comunque non avverrà.
Mi è piaciuto il parallelismo dell’epitaffio finale, e sono d’accordo. Io in realtà non ho votato per impossibilità, ma forse si potrebbe dire anche che sono lontani i tempi in cui avrei fatto 10 ore di treno in due giorni pur di votare.
Comment by Emanuele — June 10, 2009 @ 5:28 pm
i voti impossibili ‘dimostrano’ la bontà di una delle più grandi trovate della borghesia : il suffragio universale
Comment by arranger1044 — June 12, 2009 @ 6:24 pm