sussidi
Dunque, prima con opportuni risistemamenti degli orari, accorpamento dell’offerta formativa, e ridimensionamento del corpo docente costringono le scuole a fare i salti mortali per coprire le necessità interne, con professori indotti ad assumersi incarichi di 24 ore settimanali (non sembra, ma sono troppe), classi di 33 studenti (questi lo capiamo tutti che sono troppi), ed i dirigenti senza nessuna disponibilità per le supplenze e senza la possibilità di utilizzare i professori già oberati di incarichi didattici.
Poi siccome l’inizio dell’anno scolastico rischia di essere rovinato dai precari sui tetti, dagli studenti in piazza e i cattivi maestri in classe, sono disposti a pagare uno sussidio di disoccupazione a quelli rimasti senza cattedra, in parcheggio in attesa di incarichi che non arriveranno mai. Quindi lo Stato pagherebbe gente per non lavorare (il peggior statalismo possibile), lasciando che la scuola navighi in immutate difficoltà.
Geniale, no?
