September 18, 2009

loops all around

Filed under: fisica fiscale

Sono sostanzialmente abusivo ad una conferenza di Quantum Gravity a Corfu’. Mi muovo in motorino, dormo in tenda, ma una notte che pioveva un professore ha avuto la gentilezza di ospitarmi in camera in un lussuoso hotel dove vado a scroccare colazioni, cene, e anche i bagni in piscina. L’episodio mi ha fatto un certo effetto perche’ fino ad oggi il signore in questione per me era solo il nome di un parametro.

La conferenza e’ totalmente al di sopra delle mie capacita’, e’ estremamente interessante e anche un po’ avvilente, soprattutto pensare di dover tornare ai propri discreti conticini discreti. Il motivo per cui sono qui e’ piu’ o meno lo stesso per cui potete trovare un elefante in Groenlandia o una bibicletta sulla luna. A tutti vado raccontando che mi occupo dell’altisonante Meccanica Statistica di Non-Equilibrio, e che ci sono interessanti connessioni con la Loop Quantum Gravity. Sgranano gli occhi ed esigono spiegazioni. In effetti qualcosa c’e', ma e’ ancora tutto nella mia testa; cerco di raccontare nella maniera piu’ dimessa possibile, romanzando. Quando loro mi parlano di propagatori gravitonici, constraint hamiltoniani e geometrie non-commutative annuisco laconicamente.

La cosa piu’ affascinante e’ l’estrema liberta’ di pensiero di questa comunita’, che e’ giovane e molto poco gerarchica: i dottorandi hanno sempre voce in capitolo, anche autorevole a volte. Certe pedanterie e pesantezze di comunita’ scientifiche piu’ tradizionali qui completamente scompaiono. C’e’ un interesse continuo in quello che tutti dicono, perfino un estraneo come me.

Da segnalare alcune battute di John Baez, il migliore didatta che io abbia mai visto:

[…] technique used by physicists. And note that I didn’t say "in physics", but "by physicists"

A form is integral if its integral is integral

[…] this useful sign [the "proportional" sign] that we use when we don’t want to do the calculations 

Ho scoperto che la misura di Eratostene del raggio della terra, basata sull’osservazione delle ombre etc. era stata fatta anche in Cina approssimativamente nello stesso tempo. La loro conclusione pero’ era stata che, essendo la terra piatta, il sole si trovava ad una certa distanza dal sole, ed hanno calcolato l’altezza del sole. Si e’ scatenata una discussione sul fatto che si possa dire che avessero torto, e secondo quali criteri.

Torno a casa dalla conferenza con due blocchi di appunti e referenze da riordinare, capire, approfondire. Spero presto di poterne fare un sunto. Tra le cose che potrebbero avere una qualche parentela con quello di cui mi occupo c’e':

- un’affascinante metodologia di rinormalizzazione di teorie di campo basata sugli spanning trees dei grafici di Feynman. In particolare la funzione generatrice dei grafici connessi si scrive come somma sugli alberi ricoprenti, proprio come lo stato stazionario di una diffusione su grafo.

- un uso maniacale dei grafi duali, quelli che invertono circuiti con vertici per intendersi, in particolare per passare dai complessi simpliciali (triangolazioni di varieta’ multidimensionali) agli spin-foam e spin-networks.

- l’uso di funzionali generatori (e.g. il modello Ponzano-Regge) sugli spin-networks e le forti analogie con le proprieta’ di cancellazione/contrazione dei grafi; la mia speranza e’ che da queste analogie e con un po’ di teoria di nodi possa venir fuori una nozione di SU(2)-diffusione, cioe’ di diffusione su un network di un’informazione che per qualche assurdo motivo si porta appresso una qualche rappresentazione del gruppo SU(2).

- un’analisi categorica (nel senso di category theory) dell’estensione del trasporto parallelo di punti al trasporto parallelo di oggetti estesi.

E questo e’ quantum.

4 Comments »

  1. scusa, in che senso nei grafi duali si scambiano i nodi coi circuiti? al mio paese si scambiano i nodi con le facce del grafo, mentre in generale i circuiti sono molti di piú (pensa al grafo che corrisponde al numero 8 come lo scrive un orologio digitale, che ha ovviamente due facce ma tre circuiti). oppure ho frainteso qualcosa?#

    comunque sembra tutto molto interessante. conoscono il matrix-tree theorem di kirchhoff per il calcolo del numero di spanning trees?

    Comment by delio — September 22, 2009 @ 12:33 pm

  2. Nel lavoro di Rivasseau sulla risommazione dei grafici di Feynmann si impiegano solo grafi completi, per questo fanno uso della formula di Cayley e non di tutto il teorema.

    Sono stato impreciso, ho scritto circuiti intendendo facce per questo motivo: le facce di un grafo planare sono un insieme di circuiti fondamentali, in termini dei quali ogni altro circuito si puo’ scrivere come combinazione intera, e infatti la formula di Eulero V - E + F = 2 (dove F sono le facce, considerando quella esterna) coincide con la formula per il numero di circuiti fondamentali C = E - V + 1. Pardon.

    A volte e’ possibile risistemare il grafo in maniera che sia manifestamente planare e che le facce siano costituite da una diversa base di circuiti fondamentali, ma a prima vista non ogni base di circuiti puo’ diventare una tassellazione del grafo. E questo e’ molto triste.

    Ti diro’ anche perche’ mi interessa tanto il grafo duale: vorrei riuscire a scrivere l’equazione di diffusione su grafo in termini di una base di circuiti fondamentali (una specie di “trasformata di Fourier”), cosa che non mi pare proibitiva. A questo punto mi parrebbe ovvio, almeno nel caso di un grafo planare, cercare di rapportare tutto cio’ alla diffusione sul grafo duale stesso! Provero’ a fare un semplice esempio prossimamente per farmi capire.

    Comment by Administrator — September 22, 2009 @ 2:11 pm

  3. ah. l’ultimo punto mi sembra interessante, già a blaubeuren ti avevo accennato al fatto che mi sembra si sappia poco dei rapporti fra diffusione su un grafo e diffusione sui grafi “derivati” (line graph e dual graph). fammi un fischio se hai voglia di fare un brain storming.

    Comment by delio — September 22, 2009 @ 7:00 pm

  4. la faccenda è sicuramente interessante ma non pare affatto banale. in primo luogo, che rapporto c’è tra la matrice laplaciana di un grafo planare pesato e la matrice laplaciana del grafo duale? non conosco la risposta a questa semplice domanda.

    Comment by Administrator — September 22, 2009 @ 10:45 pm



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