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Questo articolo del Giornale è un capolavoro falsario. Un intero articolo di analisi di un centinaio di commenti di questo editoriale di Saviano su The Times, conclusione: gli inglesi la pensano in direzione opposta, e gli danno dell’idiota. Basta sfogliare brevemente la chat per capire che è stata artatamente monopolizzata da un paio di persone. E basta leggere poche righe per rendersi conto che queste persone sono italiane. Sarebbe interessante conoscere gli indirizzi IP.
Ultimamente ascolto spesso discorsi sul riequilibrio delle forze politiche nei media. Si è sdoganata l’etichettatura veloce: lui è di sinistra, lo sono Fazio, la Gabanelli, la Dandini, Mentana (parentesi: essere di destra non è riconosciuto, perché essere in quota PDL significa semplicemente essere moderati e tacere: ignoranza e diseducazione, fine parentesi). La radio poi, è un covo di gente di sinistra, quelle commerciali (105, DeeJay, Sole24) e soprattutto il bastione bolscevico della radio pubblica. Sarà. I servizietti di Aldo Forbice su Radiouno me li ricordo solo io forse. Ma quello lo chiamano il "moderato". In ogni caso, ricordo che alcuni anni fà ci si faceva un po’ più attenzione, ad etichettare la gente. Non c’era veramente bisogno di sapere cosa votava Pippo Baudo. Scoprire i gusti elettorali di un professore non apertamente schierato era un giochino, e non era neanche molto interessante; e soprattutto non contava un fico, se questi insegnava bene. Ho ancora qualche amico a cui non ho mai chiesto che croce mette. C’era uno iato tra cosa si votava e cosa si pensava, e mi sono sempre sentito in imbarazzo a dichiararmi di sinistra, pur votando dichiaratamente a sinistra. E soprattutto, IO ero a sinistra e non Fazio e la Littizzetto. Ora mi sembra che ci stiamo mettendo tutti il cartellino, un cartellino sbiadito: così lo sai in partenza, che quella persona, indipendentemente da cosa pensa, la pensa diversamente da te; e quell’altra, sta dalla stessa parte della barricata. Tra le varie altre cose che vorrei recuperare, dopo, quando tutto questo sarà finito, è un atteggiamento un tantino più sfaccettato ed ellittico sui gusti elettorali; una discrezione che predispone all’ascolto delle idee altrui. Per questo, però, ci vuole della gente pensante.
Comunque, oggi c’è la manifestazione per la libertà di stampa, che ha tutto il mio supporto morale etc. etc. Devo dire che sono un po’ stufo di questa situazione, in cui si scende in piazza con Repubblica sotto braccio, tutto l’arco costituzionale da Travaglio a di Pietro a Franceschini, con i santini di Obama nel portafoglio. Voglio che si torni un po’ a parlare di politica, e non vedo l’ora che ci sia un bel governo democristiano che mi faccia sentire di nuovo autenticamente di sinistra, con tutto quello che vorrà dire, dopo, essere di sinistra: credo che dovremo reinventarcelo. Voglio scendere in piazza per i diritti dei gay e delle lesbiche, per i diritti dei migranti, per lo sciopero dei precari (?!), contro la prossima guerra, contro le nuove privatizzazioni iper-liberiste, contro il prossimo cantiere faraonico. Non ce la faccio più a stare a seguire l’agenda degli appuntamenti del premier mentre a puttane se ne và il paese e qualsiasi pallida speranza di poterne fare un posto migliore.

Sarà banale ma pure il premier se ne va a puttane..
Comment by Emanuele — October 3, 2009 @ 3:22 pm