svarie
Il blog è stato giù per alcuni giorni, ed è la terza volta in un anno che capita. Comincio ad averne abbastanza di questa piattaforma, ma è come il Campari (e chi ha orecchi…).
Ultimamente sono successe un sacco di cose un sacco divertenti, e avrei un sacco di cose da scrivere riguardo a queste cose. Ma sarebbero soltanto fiumi di rantoli decadenti, e li lascio ad altri, che non vi sto neanche a linkare per non accrescere l’ego-blog-ismo altrui.
Notavo solo come ormai ci sia una sovrapposizione quasi perfetta tra il concetto televisivo e quello giornalistico di "velina". E innumerevoli altre battute si possono fare con il prefisso "trans". Quasi quasi mi viene nostalgia delle vecchie assemblee studentesche in cui si parlava di "piattaforme" (a cui ho sempre preferito le "tavolate"), "documenti programmatici" (alias chiacchiere davanti ad un bicchiere di cabernet) e perfino di "scioperi" e "manifestazioni".
E’ vero, non sono andato a votare per le primarie. Un sacco di motivi per non farlo: avevo ben altro da fare, costava due euro (= una colazione al bar, dite poco!) e soprattutto io non condivido affatto il progetto del PD, quello che nessuno ha letto, che si trova sul sito internet, e che dovevi firmare per poter votare, con tanto di schedatura. Vorrei ricordare che tutti noi moderati votanti a sinistra siamo stati costretti con il ricatto a fare affondare i nostri partiti elettivi per concedere l’obolo a questi, quelli che dopo aver perso invece che dire "scusate, ci eravamo sbagliati", hanno osato affermare che "Prodi è caduto per la sinistra massimalista" e che "la gente ha scelto il bipartitismo". Col cazzo! E io me ne vo’ con la sinistra massimalista adesso, quella che neanche Bersani non riuscirà ad intercettare.
L’unico prodotto originale che mi sento di affrontare è di ambito culinario. Anni fà con un amico cuoco si fantasticava di scrivere una specie di guida alla cucina per studenti, succubi di diete monoelementari a base di scatolette di tonno e panini/tranci-di-pizza, con allegata guida ai migliori locali low-cost di Padova. Posso smascherare senza vergogna che l’intento originale era quello di intrufolarsi "a gratis" nei più economici locali di Padova, forti del nostro mandato "stiamo scrivendo una guida", per ottenere pranzi gratuiti. Con gli anni la mia passione culinaria è divenuta una questione esistenziale. Vorrei iniziare qui, su questo blog, a raccogliere qualche appunto. Ovviamente tale guida non sarà scevra del necessario preambolo sociologico sullo stato della cucina, intesa come arte, e della cucina, intesa come luogo.

io farò volentieri l’assaggiatore ufficiale!
Comment by lucia — October 29, 2009 @ 9:49 am