December 31, 2009

non ci siamo

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Ieri sera il TgFascio ha voluto superare il TgDelleLibertà nell’arte fine del prono servilismo. Si sa che il nuovo corso che il Presidente vuole imporre al suo governo e alla democrazia interna al suo Popolo avverrà nell’insegna dell’AMORE, contrapposto all’ODIO dell’opposizione, dei traditori interni, dei tiratori scelti di statuette del Duomo, dei magistrati che hanno mandato in esilio il grande statista Bettino (di cui riccorrerà il decimo anniversario della morte il prossimo gennaio, tenetevi pronti). Per cui quale migliore occasione delle vacanze di Natale per presentare il nuvo album dell’affermato duo Berlusconi/Apicella, ovviamente all’insegna dell’amore. Opera d’arte così pregnante da meritare ampio spazio nella rubrica culturale.

Ma la notizia centrale che merita un minuto (di silenzio) è che l’Inno, ma no, che avete capito, non quello d’Italia, bensì la hit dell’estate Meno Male che Silvio c’è subirà una modifica sostanziale: per geniale intuizione dell’Amato Leader si passerà al plurale di Meno Male che Noi Ci Siamo. Nell’intervista il Paroliere di questo capolavoro della musica impegnata italica ha dichiarato che si rimboccherà le maniche per adattare il nuovo testo.

In effetti chiunque sia dotato di un minimo senso della metrica si renderà conto che le note dell’inno (in un soave tempo ternario) sono pensate per la metrica della frase originale

3/8 : [un]- do-re  | mi- re- do | re —– - si | doooooo

                 mè-no| mà-le-che | sì——-lvio |c’èèèèèè

La nuova frase si adatta male, perché si rende necessaria la ripetizione del Do finale (possibile che il Presidente musicista non si sia accorto di questo piccolo inconveniente?):

3/8 : [un]- do-re  | mi- re- do | re —– - si | do - do 

                 mè-no| mà-le-che | nòi——-ci | sià - mo

Provate a cantarvela per capire. Avere uno strascico dopo il battere finale non suona bene, rompe la perentorietà della cadenza. Quindi, siccome è notorio che nelle fila della destra scarseggia il culturame parassitario e pare che Riccardo Muti non sia disponibile per un supporto tecnico, vorrei offrire il mio umile contributo per risolvere questo rompicapo, in confronto al quale una fuga di Bach è una barzelletta.

La soluzione più banale sarebbe quella di troncare la frase:

meno male che noi ci siam!

Trallallà, trallallà: meno male che noi ci siam! Praticamente una canzone dei Puffi (che pure sono azzurri). Un’appoggiatura potrebbe aiutare:

3/8 : [un]- do-re  | mi- re- do | re —– - si | re —-| do —

                 mè-no| mà-le-che | nòi——-ci | sià —-| mo —

La cadenza è armonicamente equivoca, perché può evocare sia una cadenza plagale di sottodominante che un ritardo della dominante, e necessita di un fine lavoro di armonizzazione. Questo però stempera la rigida dialettica sottodominante-dominante-tonica. Inoltre rende l’inno vagamente simile ad un salmo ecclasiastico. Il Presidente sicuramente non vuole nè rinunciare all’estaltata perentorietà della cadenza esatta, lui che non lascia mai spazio al dubbio ma è portatore di Verità, nè tantomeno vorrà sembrare curiale. L’appoggiatura potrebbe essere resa più interessante con l’inserimento di un’alterazione:

3/8 : [un]- do-re  | mi- re- do | re —– - si | re bemolle| do —

                 mè-no| mà-le-che | nòi——-ci | sià —-      | mo —

Quel re bemolle rievoca la scala napoletana tanto cara al Presidente e al suo cantore, e inoltre è armonicamente molto più forte perché, jazzisticamente, può essere interpretata come una sostituzione della dominante. Il jazz è musica del demonio e della sinistra, la musica napoletana invece è appannaggio delle destre. Anche qui una situazione equivoca.

Schiacciare il testo nelle battute precedenti viola gli accenti, per cui si impone una modifica del testo:

meno mal che ci siamo noi

Il solito problema della parola tronca può essere evitato sostituendo quel (francamente brutto) "meno male" con

per fortuna ci siamo noi

Questa soluzione offre l’innegabile vantaggio di terminare con la parola migliore: quel NOI che è esattamente la cifra del Berlusconismo: noi contro di loro. Che io, con questo piccolo supporto, ho voluto violare all’insegna del nuovo patto tra le Italie per il progresso del Paese.

December 23, 2009

giornalismo d’oggi

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Così, per sprecare un po’ di tempo, leggo in questo articolo 

E ancora più utile il social network lo è stato per il ventiduenne egiziano Alex Anfuso, che pubblicando la frase "Cerco mia madre" la mamma l’ha trovata davvero, assicurando a tutta la famiglia una reunion degna delle migliori trasmissioni di Maria De Filippi.

Solo che mi ricordavo di aver letto sullo stesso giornale

Dove ieri Alex ha raccontato la sua storia. Senza lieto fine. Sua madre è morta prima di poterlo riabbracciare.

December 22, 2009

oltre la farsa

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Beh ragazzi, io sottoscrivo tutte le teorie del complotto, e devo dire che questa sulla possibilita’ che Merdusconi non sia mai stato colpito da una statuetta mi pare assolutamente credibile. Cercate in rete un solo video in cui si veda una statuetta che lo colpisce e poi, se lo trovate, confrontatelo con questo e questo (attenzione: pare che i video siano stati realizzati da ambienti "vicini ai social network"). Poi date una spiegazione altrettanto ragionevole sul perche’ sarebbe uscito nuovamente dall’auto invece di sfrecciare via per ovvi motivi di sicurezza.

Rimane da chiedersi, quante e quali persone fanno parte della messinscena? Ministri, attentatori, medici, scorta, personale vario…. Sarebbe parecchia. Io fossi un bravo giornalista comincerei a mettermi sulle loro tracce. Non si tratta di una baggianata, di un elemento di costume, ma intravedo dei gravissimi comportamenti anche, forse, sanzionabili, in particolare per quanto riguarda il medico e le forze dell’ordine; e poi ovviamente le autorita’ politiche dovrebbero pubblicamente risponderne. Purtroppo pero’ tutto quello che e’ in odore di complottismo non entra neanche a far parte del panorama del divulgabile, e quindi anche questa goccia sara’ assorbita nel mare di merda.

Una nota sul metodo, a beneplacito di quelli che si prendono un metro di vantaggio dichiarandosi "scettici". Lo scetticismo non vuol dire attaccarsi alla versione preesistente ed ufficiale di un fatto bollando ogni alternativa come improbabile per il solo fatto che richiede uno sforzo organizzativo notevole (pensate alla segretezza su Los Alamos ed il fatto che per decenni l’America e’ stata all’oscuro che una bomba atomica e’ stata scoppiata sul suo suolo (una bomba atomica, non una statuetta del duomo!)). Vuol dire vagliare tutte le ipotesi liberi da condizionamenti, dando ad ognuna una sua plausibilita’. Per esempio, anche vagliando la plausibilita’ che qualcuno abbia prodotto filmati falsi, per dire. Finche’ TUTTI gli elementi non sono a posto, credo che il file debba rimanere aperto. Per cui per una volta mi piacerebbe che la verita’ ufficiale fosse questa, che c’e’ stata una messinscena, e che la controparte provasse a dimostrare il contrario senza appellarsi al parere esperto di professionisti prezzolati.

November 8, 2009

figlio didio

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Per la nostra cultura Giuseppe era pedofilo, e i casi sono che o la Madonna è stata stuprata da ignoti, oppure lo ha cornificato. Quindi Gesù era bastardo, oppure era figlio di…

November 6, 2009

note a margine sul senso di un cadavere appeso

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Vorrei poter tornare liceale e rimuovere con le mie mani, domani mattina, il crocefisso (quel crocefisso che da noi per mesi è stato appeso a testa in giù ad opera di qualche compagno metalluso). Non perché questa dell’ineccepibile sentenza europea sia una vittoria, ma perché dovrebbe essere l’inizio di una battaglia, di una lite continua, di una sana discussione.

E la battaglia non è affatto quella degli atei, o degli anticlericali, o dei devoti di altre religioni contro i cattolici. Ma è quella dei cristiani e di tutti quelli che praticano di fatto un confronto ecumenico con le altre confessioni, contro le istituzioni e gli istituti cattolici.

Quelle istituzioni che misurano la loro permeanza* sociale in base a confessioni impartite, crocifissi appesi e 8 permille intascati, e non si rendono conto che tanta parte degli studenti sotto quella crocetta praticano un’altra religione, e la stragrande maggioranza se ne fotte altamente di qualsiasi religione, tantomeno la loro. Senza dimenticare che quegli altri fanno digiuno per un mese, e loro riescono a riempire le Chiese soltanto alla vigilia di Natale, credenti di buona fede ben gonfi di formaggi francesi e pesce crudo.

Sentivo Cacciari all’apice della sua spocchia commentare sull’incomprensione del simbolo (pieno accordo, tant’è che lo stesso Cristo lo rimuoverebbe dalle aule oggi potesse tornare sulla terra) e sul fatto che, essenso secondo gli esiti dell’elucubrazione sua, di Kierkegaard, di Sant’Agostino e di altre dieci persone che fanno la storia del pensiero umano e tutti gli altri caproni sono indietro di secoli rispetto al frutto del loro pensiero, dicevo essendo la croce un simbolo laico di sconfitta e accettazione del dolore, e la religione cristiana sostanzialmente laica (sarà stata laica la discussione sul fine vita di Eluana Englaro?), cadaveri di tal fatta andrebbe esposto in tutti i luoghi pubblici. Discorso filosoficamente pregnante, sicuramente. In un’intervista parallela Cacciari criticava la scelta del leader del PD e gridava allo scandalo perché i suoi moniti non sono mai stati ascoltati. E potranno anche essere giusti, questi moniti, ma non è che qui si pecca un tantino di etnocentrismo o di egocentrismo? Non è che gli altri milioni di votanti alle primarie, gli altri milioni di praticanti di altre religioni, potrebbero avere un pensiero filosofico diverso, e magari considerare la croce alla stregua semplicemente della potenza della Chiesa Cattolica… E’ per questo che ci sono i principi e c’è la giurisprudenza: servono a spogliare un fenomeno della sua interpretazione, per quanto possibile, e a ridurlo a dei valori quanto più basilari e condivisibili possibili. I principi a volte possono fare male, andare contro quello che vorremmo; possono scottare. E Cacciari si è scottato, ma proprio tanto.

*NdA (neologismo dell’autore).

April 8, 2009

avvoltoi

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Anch’io ieri sera, vedendolo (ma perché lo vedo ancora?), mi sono vergognato per loro (via scriptabanane).

La speculazione sul terremoto fa accapponare la pelle. Ma al di là di questo, più in generale, mi chiedo. E’ una notizia lo share di un telegiornale, di una rete, di un programma? I nostri mezzi stampa fanno pubblicità a se stessi in una maniera spudorata. Su Repubblica.it passa per notizia, costantemente sott’occhio nella colonna di destra, che la doppietta di Aquilani ha fatto vincere ad un tizio di Gallarate la giornata di Fantacalcio di Repubblica. Almeno metteteci sopra una scritta PUBBLICITA’ grande così, che si sappia distinguere dai pochi bit di informazione vera sparsi per la pagina, già difficili di per loro da selezionare tra i bit di informazione palesemente falsa. La televisione è un mondo totalmente autoreferenziale, con una cricca di individui che bazzicano qui e là, vanno a sponsorizzarsi un libro da Fazio o dagli altri marchettari di turno, conducono il programma in mattinata e fanno gli ospiti dalla Ventura la quale trasforma ogni apparizione televisiva in un rendiconto dello stato dell’Isola dei Famosi.

Passi per la stampa e per le reti private. Ma i telegiornali delle reti pubbliche? E’ veramente degno di nota che Ballando Sotto le Stelle ha fatto il 33% di share? E soprattutto con quale criterio giornalistico si può affermare che il fatto che Amici di Canale 5 abbia fatto il 50% di share non sia una notizia altrettanto importante? Se giornalismo vuol dire obiettività, si diano criteri obiettivi e si infarciscano i telegiornali di statistiche di tutte le reti, di tutti i programmi, in tutte le fasce orarie. Così sarà palese l’insussistenza dell’intero sistema e finalmente la spegneremo, quella dannata scatola.

update. Adesso ho capito l’esatta ragione dell’inascoltabile servizio di 1 minuto e oltre dedicato allo share televisivo del Tg1 nel giorno del terremoto. Serviva a preparare il terreno per il trionfale saluto ai telespettatori, stasera nell’edizione delle 20.00, da parte di Riotta. La sua poltrona sarà presto occupata da qualcuno che ce lo farà, se possibile, rimpiangere, e lui si è gratificato con un paio di minuti di sproloquio sull’importanza di un’informazione seria e indipendente e soprattutto sull’affetto dei telespettatori. Come se uno solo degli italiani che hanno accesa la televisione ad ora di cena provasse interesse o affetto per il Tg1 e ne seguisse tutte le edizioni con attenzione e costanza. Come se contasse qualcosa per un servizio di informazione fare ascolti. L’informazione non ci deve dire quello che vogliamo sentire, anzi… In ogni caso, di Riotta non resterà niente se non il fastidio per la sua prosa sciatta, le idee sempliciotte, la verve inesistente, le ridicole polemicuzze ed il suo puzzo sotto il naso da studentello saputello della rinomata scuola di giornalismo americana, ove avrà pure appreso dai maestri a fare carriera ma non certo cosa voglia dire fare giornalismo.

February 8, 2009

cuore di tenebra

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via scriptabanane 

 
[binetti] Una dei primi firmatari dell’appello di Formigoni, tramite il Giornale, a Napolitano è Paola Binetti, a fianco ai nomi di Paolo Giorndano, Buttiglione, Ferrara, Quagliariello. Visto che è già là, perché non invitarla a rimanerci? Perché il PD non coglie l’occasione per disinfestare? Appello di ToMaTe al PD:

Fermate questo insulto incivile e tragico. Fuori la Binetti!

[piddi] La posizione del PD sull’intromissione del governo in vicende private e giuridiche, sulla pesante ingerenza del Vaticano, e sul DDL che da domani sarà in discussione al Senato è NP. Corteggiano un’amante infedele, che li cornifica con la destra quotidianamente. Walter si è espresso solo sul terreno facile della difesa della Costituzione. Il PD sta lasciando che, mentre l’opinione pubblica (almeno quella fetta che dovrebbe rappresentare) è ampiamente schierata con Beppino Englaro, la discussione politica sia monopolizzata. Guardando il Tg1 mi sono sentito come mi sentivo un mese fa per l’attacco alla striscia di Gaza: un sovversivo, un diverso, un alternativo, perché l’informazione in TV è pensiero unico.

[corsaltempo] E Berlusconi dice: non si capisce l’urgenza di spegnere le macchine, che tra pochi giorni arriva la legge. Allora non si capisce neanche l’urgenza della legge, che tra pochi giorni saranno spente le macchine. E’ come se due facessero una gara di corsa e quello indietro urla "No, aspetta", l’altro aspetta, viene superato e perde.

[kung] E invece una posizione affine l’ho trovata, dall’Annunziata (finalmente serve a qualcosa quella lustrascarpe). Si tratta del mitico teologo conciliarista Hans Kung, tra i maggiori critici di papa Wojtyla, e non è tenero con Ratzinger. La questione Englaro liquidata in tre secondi: sul piano giuridico, in mancanza di norme il padre ha la potestà. Sul piano teologico, Kung ricorda di aver studiato all’Università Gregoriana che la teologia ufficiale della Chiesa Cattolica non ammette l’oltranza della vita con mezzi meccanici, come scritto nero su bianco in un documento del 1980. Poi prosegue denunciando lo spostamento a destra della curia imposto da Ratzinger e il distacco con l’episcopato e il sacerdotato, la grave crisi della "cristianità di base", la spinta anticonciliarista in cui si ascrive anche il reintegro dei lefebvriani.

[teologia] Le parole di Kung mettono in luce che non c’è un’elaborazione teologica da parte del Vaticano della vicenda Englaro, c’è solo una posizione politica presa malamente nel nome di una fumosa "difesa della vita". Una vita meramente biologica, definita da funzioni organiche che nulla hanno di spirituale. Chi direbbe che l’"anima" di Eluana è ancora in quel corpo? Se vi è, è prigioniera. Con le tecnologie a disposizione si potrebbe riuscire a tenere in vita anche un agglomerato di organi, un cuore, un fegato, un utero, un ammasso di cellule cerebrali, e nessuno potrebbe argomentare che quelle funzioni contengano o non contengano "vita". Con il paradosso che si ritrovano gli integralisti a disquisire se la vita umana sia definita dall’attività cerebrale, piuttosto che dalla respirazione, piuttosto che dalla possibilità del concepimento, e a presupporre che la scienza abbia risposte inoppugnabili. Penso che la teologia sia più profonda di questo: non sono proprio loro che dovrebbero insegnarci che la vita non ha solo valore materiale, che c’è qualcosa di più profondo, di più ricco, che è fatta di relazione tra uomini, di amore e pietà, e di relazione degli uomini con "Dio", con il "cosmo", o semplicemente con la natura di cui l’uomo è un sottosistema? Non è proprio la religione qualcosa che riempie di senso la vita, interpretando la morte come parte ineluttabile e fondamentale di questo senso? Cristo è morto in croce e lo sapeva benissimo, e non vi si è sottratto: la sua morte terrena era piena di senso. Così quella di Eluana. E invece la loro posizione è riduzionista, scientista e materialista: una tradizione che viene dalla rilettura cristiana di Aristotele da parte di Tommaso d’Aquino, e che ha reso il Cristianesimo una religione con al centro l’uomo materiale, e non il Dio spirituale (per contro, i filosofi greci erano molto più "spirituali"; un’interpretazione che mutuo da Cacciari).

[lalegge] A dimostrazione dello stato confusionale della chiesa. Quando e se ci sarà una legge che permetterà a qualsiasi Eluana che sia stata a conoscenza della necessità di scrivere un testamento biologico di poter morire in pace, come si esprimerà la Chiesa sulla possibilità sancita per legge di disporre della propria vita? La Chiesa non dovrebbe permetterlo, come non ammette il suicidio: il paradosso si risolve restituendo un significato un po’ più alto alla parola "vita".

[milk] Ieri sera ho visto Milk, storia del primo gay dichiarato ad accedere a cariche pubbliche e della lotta per i diritti delle minoranze a San Francisco, nel contesto di un’America cristiana bigotta e fanatica. Beh, ho pensato che noi ci stiamo avvicinando a quel clima. Verso il cuore di tenebra.

 

January 27, 2009

27/01/09

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[frattini] Nel giorno della memoria accusato Santoro di antisemitismo. Uno stratega. Complimenti.

[lefebvre] Non capisco perché in tanti (qui) si interessino e intromettano con tanto vigore nelle decisioni interne della Chiesa Cattolica, nel momento in cui desidereremmo che la Chiesa non si intromettesse nelle nostre questioni italiane. Il calo delle vocazioni, il ritorno al medioevo, la fuga dalla fede sono problemi loro. Per questo mal sopporto le critiche delle comunità ebraiche, per giunta in periodo di massima tensione emotiva (vedi nota precedente), in cui sono capaci di mettere sotto scacco chiunque. Non mi risulta che nessuno Stato abbia mai tolto o restituito la cittadinanza a questi pazzi e che nessuno si sia scandalizzato per questo.

[critiche] Dice il presidente della repubblica: "Bisogna distinguere il giudizio sull’operato di Israele e le ragioni (io le chiamerei cause storiche) dell’esistenza dello Stato d’Israele". Non potremmo essere più d’accordo. E allora perché il presidente della repubblica nel giorno della memoria non fa che parlare dello Stato di Israele e della recente guerra? Che cosa c’entra, appunto, con l’Olocausto?

January 23, 2009

23/01/09

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[viacrucis] In merito a questo, qui lo dico e qui lo nego che quando vedrò una via crucis avvicinarsi pericolosamente ad un luogo di culto, con i fedeli fanatici integralisti cattolici che crocifiggono periodicamente il loro idolo brandendo pericolosamente legni e ceri, farò appello alle forze dell’ordine perché facciano rispettare il divieto di manifestare vicino ai luoghi di culto

[metodocamillo] Parte dicendo "Io non l’ho visto, ma…" e poi spara su Travaglio per sentito dire. Peccato che i suoi informatori l’abbiano informato male, e non ci voleva molto a controllare. D’altra parte neanche l’altro è sicuro, visto quel "l’errore, se c’è stato". Travaglio aveva in effetti detto che Alfredo Vito, indagato e condannato negli anni ‘90, sarebbe poi stato parlamentare del PDL, come è stato in ben due legislature - l’errore, se volete, è che era parlamentare di Forza Italia, non ancora dell’inesistente PdL. Nessuna confusione con Elio Vito. Ops, cambia tutto allora. Non contento il nostro fiero giornalista mette in bocca a Travaglio parole mai sentite. Peccato che non si possa commentare sul suo blog, chissà perché. Questo si che è metodo! Sfornare opinioni al veleno contro la propria nemesi (ma che sproporzione!) in base a rumors sentiti in giro. Questa corsa a screditare Travaglio attaccandosi ad ogni frase detta o amicizia o storiella del passato è veramente triste, ingigantiscono il suo spessore e il credito di cui le sue opinioni godono.

January 22, 2009

Alta velocittà

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Il mio senso civico mi impone di usare il treno quando possibile, e pur non essendo pendolare negli anni di Università ho già subito il mio fardello in termini di disservizi, che ho sempre sopportato salomonicamente. Con un buon libro, carta e penna, una buona rivista (Internazionale) ogni ritardo è sopportabile (tranne quello di due ore alle due di notte). Finché si pagano 6 euro per cento kilometri di viaggio, la modesta velocità di 37.5 Km/h per le 2 ore e 40 che separano Padova da Mantova appare proporzionata.

Oggi ho finalmente osservato empiricamente che l’avvento dell’alta velocità ha aggravato il processo di dissoluzione del trasporto ferroviario su piccola scala in una maniera non più sopportabile. Io 10 euro in più per guadagnare mezz’ora non li voglio spendere (anche perché in mezz’ora ne guadagno meno della metà), per cui per arrivare a Firenze ho dovuto prendere un Intercity (il più economico) che arrivava tre ore prima dell’appuntamento nella stazione più scomoda. Mezz’ora d’attesa per l’autobus, e dopo un cambio ed un’altra mezz’oretta ero ad ingegneria, salvo poi scoprire che la Facoltà è a venti minuti a piedi dalla stazione… ma in nessuno degli autobus o delle fermate avevo trovato una mappa di Firenze e della rete dei mezzi pubblici, e mi sono affidato alle indicazioni dei conducenti.

L’incontro è durato un paio d’ore, un lusso, e poi è ricominciato il lento ritorno. Mezza giornata per due ore di colloquio è assolutamente rispettabile, se lo si fa occasionalmente: non voglio stabilire il record, ci sono persone che quotidianamente rimangono imbrigliati nella rete del trasporto pubblico per tempi più lunghi, soprattutto se le loro destinazioni sono "minori".

ll fatto però è questo: se proprio chi vuole viaggiare tra le città più collegate è costretto pur di spendere una cifra ragionevole ad impiegarci il triplo del tempo di qualche anno fa, evidentemente l’AV sta sbagliando in qualcosa. Anche perché di per se l’AV non è economicamente più sostenibile della rete locale, è semplicemente più sovvenzionata.

Inoltre, che senso ha guadagnare a caro prezzo mezz’ora in treno se il trasporto pubblico locale è così lento e disordinato (gli orari degli autobus sono totalmente aleatori)? Si sarebbe dovuto affrontare una rivoluzione del trasporto pubblico locale, sostitutivo dell’auto, prima di eventualmente pensare ad una nuova rete ferroviaria. Che poi, che differenza c’è con l’Eurostar?

 

PS. A detta del manager di FFSS, treno e aereo nella tratta Roma-Milano non saranno concorrenti, anche se la gente preferirà il treno. Perché a me non tornano i conti? C’è qualche motivo per credere che la domanda sia elastica? Per quale motivo la gente dovrebbe viaggiare di più tra queste due città? Semmai, si spera, di meno, nell’era della comunicazione via Internet, che dovrebbe risparmiarci a tutti un sacco di viaggi.

January 18, 2009

18/01/09

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[italiano] Fini: "nelle moschee si predichi in italiano". Benissimo, anche nelle chiese. Chi glielo dice a papà Ratzinger che il suo tentativo anacronistico di riesumare il latino come lingua ufficiale della chiesa sarà cassata d’imperio dallo Stato italiano?

[popoli] Berlusconi: "Due popoli in guerra, uno dei quali odia l’altro e ne vuole la distruzione". Concordo pienamente. Gli ebrei di Israele odiano gli arabi e temono la contaminazione razziale, il meticciato, perché se Israele fosse uno stato laico e democratico gli arabi diventerebbero la maggioranza in un paio di generazioni (sono già il 20%). Insomma sono razzisti. Che ne vogliano la distruzione, mi pare che sia sotto gli occhi di tutti.

[arei] Il bus degli atei non parte. Non l’avevo scritto, ma l’avevo predetto con largo anticipo, praticamente appena avevo sentito la notizia: "quella pubblicità non circolerà sulle nostre strade". Forse gli va anche bene, che non devono più sborsare 7000 euro e la pubblicità l’hanno avuta lo stesso. Ma questa è una valutazione che devono fare loro, e non l’agenzia che assegna spazi pubblicitari per loro. Comunque che sia stata fatta una una scelta agnostica, di non veicolare messaggi a sfondo religioso, non mi pare oltremodo scandalosa: sarei disturbato di vedere un autobus in circolazione con la pubblicità di Dianetics di Ron Hubbard. Ma ricordo che a ridosso della scadenza della compilazione della dichiarazione dei redditi i nostri autobus vengono tappezzati di facce sorridenti di pretuncoli mentre giocano a calcio nel campetto di strada, o soccorrono un tossico, o alimentano l’infermo e che ti chiedono di concedergli il tuo 7 permille. Siccome chi si è reso responsabile di questa scelta coraggiosa ha detto "ci auguriamo che questo crei un precedente", immagino che vigileranno perché non vengano più concessi spazi a chi fa la questua per le proprie iniziative religiose (tranne che per i valdesi, che non usano un solo denaro del 7 permille per finanziare il culto).

January 17, 2009

prezzo di kakka

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Berlusconi: "Difficile farlo restare"

De Bortoli: "L’unico motivo per cui parteciperei ad una manifestazione di piazza"

Enrico Letta: "Ma che tutto il ricavato vada in difensori"

Matteo Salvini: "Interpellanza parlamentare"

Maurizio Lupi: "Va bene il cuore, ma i soldi…"

(via La Gazzetta dello Sport)

OK ragazzi. State scherzando? Berlusconi che fa capolino dalla Sardegna, dove ormai ristagna in pianta stabile, stufo, stanco, affaticato. "Allontana da me questo calice amaro" aveva detto alla vigilia dell’elezione, ben sapendo che le fatiche che spettano al Presidente del Consiglio non facevano più per lui, ed infatti si è largamente disinteressato alla questione lasciando ai cani sciolti del governo di vivacchiare a spese nostre mentre Tremonti e Scajola pongono le basi per l’Italia del futuro, o per meglio dire le scarpe di cemento, e Gianni Letta, il vero presidente del consiglio, tenta di tenere le fila del discorso "politico". Berlusconi è più che altro intento a levigare l’immagine dell’eterno ragazzino scopatore e si preoccupa ossessivamente della preservazione del suo cadavere (si mormora che l’operazione in America fosse qualcosa di mai visto prima, avente a che fare con quell’apparato lì), nella speranza di campare fino alla presidenza della Repubblica. Dov’è l’Italia, in Europa, per la questione mediorientale? Prodi era autorevole, per quanto democristiani. L’ascoltavano tutti, anche se non urlava, ed era un leader naturale per una "missione di pace", anche se per niente carismatico. "Se ci sarà una conferenza di pace, ci andrò", dice il Berlusca. Spero bene! Ma le energie per preoccuparsi di un affare privato, quelle le trova sempre, sono infinite.

De Bortoli. Il buonsenso. L’incarnazione del motto "se sei giovane e conservatore, sei senza cuore, se sei vecchio e progressista, sei senza testa". Lui si crede uno con la testa, navigato, intelligente, autorevole, e si può permettere di provocare. Capisco che alla fine dei propri giorni, quando proprio non si ha più nulla da dire, tutto perda di senso, i valori in cui si era creduto, la correttezza politica, l’obiettività. Tutto tranne il calcio. Che cosa sono la democrazia, la piazza, le cause giuste, in confronto alla sfera che rotola, infarcita di miliardi.

Interpellanze parlamentari? Il commento del vicepresidente della Camera? Tutto grave, tutto vergognoso. Ma nulla mi offende quanto il commento di Enrico Letta, che sarà pure stato rubato durante il caffé alla Bouvette, ma l’ha pur sempre detto, ad un giornalista, per cui sapeva o doveva sapere che sarebbe trapelato. Letta è il ministro ombra al Walfare. Il suo ministero ombreggiato è dedicato al benessere della gente, ed è forse per questo che ha pensato di preoccuparsi di tutti i milanisti, che ammontano sicuramente ad una buona fetta di popolazione. Come persona che personalmente si occupa, studia, capisce, approfondisce, e prepara leggi ed iniziative (ha-ha) per la galassia dei nullatenenti e degli stipendi bassi e bassissimi, credo che avrebbe dovuto ostentare indifferenza, o addirittura ostilità e fastidio nei confronti della tematica: più di cento milioni di euro per "comprare" un giocatore che ne guadagnerà 15 all’anno, soldi che transitano nelle tasche del Presidente del Consiglio, nonchè Presidente della Lega Calcio, nonchè proprietario delle reti TV che detenevano i diritti sul calcio (la trinità: S.Berlusconi, Galliani, P.S.Berlusconi), nonchè tuo principale avversario politico. Ma non contento il nostro Enrico, consapevole dei suoi incarichi, assume un piglio più istituzionale, anche se sempre all’ombra, ed estrae dal repertorio del sindacalista, o del presidente emerito, o del leader dell’opposizione la frase giusta: "ma almeno si spenda il ricavato nella difesa…". Dei lavoratori? Delle ragazze-madri? Dei diritti dei migranti? Dei disabili?

No. Del Milan.

P.S. Lo so che il calcio è di tutti e lo sport è una magnifica epopea. E che io sono un estremista antisportivo (ma non troppo, notate che ho letto la Gazzetta dello Sport, un trafiletto in terza pagina). Infatti quasi mi irrito quando malingut parla di calcio o di ciclismo. Trovo che non siano argomenti degni. Ma forse sono davvero gli unici degni, e la politica, quella si, dovremmo lasciarla alle discussioni al bar.

January 11, 2009

il gatto e la volpe

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Ho dovuto guardare per motivi di lavoro il bel Pinocchio della Disney, e mi sono stupito di non trovare l’episodio in cui il gatto e la volpe convincono Pinocchio che sotterrando poche monete farà crescere l’albero dei soldi.

Beh che dire, una perfetta metafora dei nostri tempi. Il sistema bancario è l’infrastruttura che ha consentito, taroccando il sistema creditizio, di creare soldi dai soldi dai soldi, tramite gli strumenti fianziari avanzati, quelli che stanno inguaiando i comuni italiani - a proposito sembra che la Moratti sia in procinto di denunciare Merril Lynch, Goldman Sachs e altre grandi banche d’affari per i vari contratti firmati Albertini, immagino per circonvenzione di incapaci.

Il gatto e la volpe alla fine si fregano i soldi. Ma quei soldi ci sono, quelli non sono spariti. Di chi erano prima e di chi sono ora quei pochi soldi reali? Chi è Pinocchio, ma soprattutto chi sono il gatto e la volpe?

Rispondere alla prima è sicuramente complesso, della seconda questione ho letto un’interessante analisi su Internazionale (coordinate accurate prossimamente…). Una bella metafora: quei soldi sono murati in decine di migliaia tra villette a schiera, appartamenti, residence, alberghi sparsi per gli Stati Uniti (ma non che in Italia sia tanto diverso), città disabitate nel deserto con campi da golf e piscine, piccole Las Vegas nate morte. Quindi sono nelle tasche dei costruttori, fuoriusciti dalle banche o dagli agenti immobiliari. I soldi ci sono, ma sono migliaia di ore di lavoro e ingenti risorse ad essere bruciati a vuoto.

Poi c’è una grossa fetta di quei soldi che è entrata nelle tasche di manager furbi che hanno subodorato la crisi o ne hanno capito presto l’entità, ed hanno speculato. L’articolo riporta alcuni esempi di persone che hanno venduto immediatamente prima e ricomprato successivamente. Riporta anche il nome di Berlusconi, accennando all’ingente acquisto di azioni Mediaset da parte di Fininvest. Non so se Berlusconi sia riuscito a fare profitto, credo piuttosto che il gioco delle scatole cinesi serva a mantenere il più possibile stabili il valore delle azioni Mediaset, già molto deprezzate dall’inizio dell’anno. Comunque, non sono un analista finanziario, anzi ci capisco molto poco. Comunque sia, colpisce l’invito di Berlusconi a "tenere le azioni" e di investire in grandi gruppi. Profuma troppo di "tenere ed acquistare le azioni Mediaset".

 

December 17, 2008

17/12/08

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"L’abuso d’informazione dilata l’ignoranza con l’illusione di azzerarla." Carmelo Bene

[pensieriFini] "Il fascismo non basta a spiegare l’infamia delle leggi razziali. C’è da domandarsi perchè l’intera società si adeguò…" Forse perchè c’era un regime fascista di polizia e se si ribellavano gli facevano bere olio di ricino e si cagavano sotto a morte, in tutti i sensi? Forse perchè l’antisemitismo era cresciuto ispirato e imposto dal pensiero unico fascista? Dobbiamo condannare la pervicacia dei fascisti o il timore del popolo che non si è ribellato? Se poi consideriamo che quelli che si sono ribellati, vedi Matteotti, e che hanno combattutto contro Salò non sono proprio tra i miti del Presidente della Camera in carica, beh ha un bel dire!

[snobel] Due membri della commissione Nobel che ha assegnato il premio per la medicina sono indagati per un possibile conflitto di interesse essendo od essendo stati consulenti di una grossa casa famaceutica che beneficierà del riconoscimento al tedesco Harald zur Hausen [qui]. All’estero si stupiscono e indignano ancora per queste cose. Essere italiano è una scuola impareggiabile di dietrologia e rassegnazione.

[virus] Sul fatto che esista un virus causa dell’AIDS non c’è unanimità nel mondo scientifico. Il fronte degli scettici è bollato come eretico e pseudoscientifico, e a sua volta accusa di riduzionismo il mainstream (dinamica consueta tra minoranze e correnti dominanti, in tutti i campi della scienza); ma è guidato da un paio di voci autorevoli,  quella di Peter Duesberg e dello stravagante premio Nobel per la chimica Kary Mullis. Al di là del merito della faccenda, escono alla luce delle manomissioni degli articoli originali da parte di Robert Gallo, che da molti viene reputato lo scopritore del virus e a cui sarebbe stato ingiustamente negato il premio Nobel quest’anno. Questo piccolo scandalo ha una notevole rilevanza scientifica, rendendo tutta una fetta di produzione scientifica inaffidabile. Si può leggere qui l’appello di un notevole drappello di scienziati a Science a rivedere la pubblicazione di materiale basato sugli articoli di Gallo. Cercherò in futuro di documentarmi meglio.

November 25, 2008

25/11/08

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[conversioni] Pare che un’icona di Cristo si sia convertita al comunismo baciando (non si sa se sulla bocca) Antonio Gramsci finchè era in vita.

November 21, 2008

21/11/08

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[villari] "Un vero DC non lascia mai." Un vero DC? Poteva dircelo prima, in questo caso stia pure: noi credevamo che lui fosse un PD e che la DC non ci fosse più.

November 12, 2008

morti sul lavoro

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Vari sentimenti mi si attorcigliano nel ventre oggi, alla vista delle commemorazioni.

[lavoro] Cinque anni fa 19 italiani morivano sul lavoro in Iraq. Altri morti sul lavoro si sono succeduti nel frattempo, ma non essendo dell’Arma non vengono commemorati allo stesso modo.

[pozzi] Il loro lavoro era presidiare pozzi petroliferi italiani nel mezzo di una guerra confusa e sanguinosa, per mantenere le tariffe della luce e della benzina in Italia a livelli accettabili. Era un lavoro sporco e pericoloso, come pulire una cisterna pienza di gas tossici, come saldare un antenna in bilico su un’impalcatura.

[pace] Chi li ha mandati a fare questo lavoro li chiama "portatori di pace", "colombe della democrazia". Ma dove sono passati loro (ben barricati nella loro caserma) non c’è un briciolo di pace nè di democrazia.

[storia] Chi li ha mandati a morire ora può fregiarsi di questi morti (sono i "loro" morti) per costruire a tavolino un’epica italiana, come l’Italia potenza coloniale "buona", come l’Italia vincitrice mutilata della prima guerra mondiale, come l’Italia lacerata da una "guerra civile" tra fratelli, nel nome di un’inesistente appartenenza nazionale. La storia gli darà ragione, perchè la scriveranno loro, con le buone o con le cattive.

[istituzione] C’è chi pensa (l’opposizione, il presidente) che un po’ di fedeltà patria non faccia comunque male, che ci sia un bon-ton "istituzionale" da mantenere. Balle! Sono gli argomenti di chi non ha il coraggio, non lo ha mai avuto mai ne avrà, di pensare con il proprio cervello ed imporre la propria visione, nel terrore di essere additato come anti-italiano. Non bisogna essere anarchici perchè scene simili a La Russa impettito di fianco ai generali che dice "la ritrovata comprensione del valore del loro impegno è nel cuore degli italiani" inducano al vomito.

[rispetto] Chi li ha mandati a morire sostiene impudicamente che chi dice cose come quelle che sto dicendo non rispetta questi morti. Indipendentemente da quello che pensano le famiglie dei morti (corteggiate o dimenticate dalle istituzioni che siano), è chi li ha mandati a morire che manca di rispetto. Ve lo sentite il padrone del cantiere che dice dell’operaio morto "E’ morto per una giusta causa! Un sacrificio che fa grande il cantiere! Il valore del suo impegno è nel cuore degli operai. Fu portatore di cemento nel mondo."

[vergogna] Una delle parole più abominevoli sulle bocche dei nostri carnefici è "sacrificio", in quanto incorpora un certo senso di necessarietà e predestinazione. E’ anche possibile che sacrificare una manciata di persone per il petrolio sia ritenuto a maggioranza accettabile, ed è per questo che bisogna poi rivestire il tutto di principi universali, per non sprofondare nella vergogna. Noi non vogliamo nè sappiamo più vergognarci.

[sacrificio] Ogni sacrificio è stupido, ancorchè possa avere valore simbolico (tranne il sacrificio di cavallo in certe partite di Alekhine): era uno sciocco Abramo a voler sacrificare Isacco per il suo Dio, erano idioti i credenti a sacrificare a caro prezzo bestiame sull’altare invece che mangiarselo. Erano furbissimi invece i sacerdoti e i commercianti del tempio, che si beccabvano i quattrini prima e le carni dopo, terrorizzando i fedeli con la parola di Dio. Ecco cosa sono i nostri politici, e i nostri manager e imprenditori dell’energia: dei furbi senza vergogna nel nome dello Stato.

[cristo] Ricordate cosa successe al tempio? Un bel giorno arrivò Obama.

 

November 11, 2008

Sul carro del perdente

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[Berlushconi] Qualche settimana fa, alla vigilia dell’evento che avrebbe finalmente relegato Bush nei libri di storia a fianco a Commodo, Custer, Mussolini ed altri personaggi stupidi, ridicoli e tragici, Berlusconi gli faceva visita saltando con un balzo suino sul carro dei perdenti. Abbiamo tutti negli occhi e su per l’esofago le immagini di questi scambi affettuosi, delle effusioni amorose che Berlusconi ha riversato sul suo George. Il quale, abbandonato da tutti, ai minimi storici di gradimento di ogni presidente dopo che finalmente il disastro che ha lasciato è riconosciuto da tutti, si è commosso e stupito per tale attestato di stima da parte del suo "amico". Ma come, deve aver pensato, tutti mi abbandonano e questo gigolò italiano mi cerca ora? Considerato che all’apice del suo potere la destra americana ha sempre ritenuto Berlusconi un servile e fedele vassallo (che, per esempio, ha concesso loro una base militare con "accordi" privati), indegno di nota, uno zerbino con un ruolo assolutamente marginale e vergognoso in tutte le loro sporche guerre, e gli altri leader europei come nemici o ostacoli, questa operazione prende connotati di revisionismo storico. Berlusconi vuole dimostrare ora che prima era veramente pappa e ciccia con il suo George. E al contempo vuole attestare che Bush entrerà nella storia (il che è sicuro, bisogna vedere come ci si entra): e con lui, il suo più fedele alleato, Berlusconi. Insieme fanno un ben triste quadretto.

[Cossiga] Ma lo vedete? Fa di tutto per farsi notare, urla in parlamento, si sbraccia davanti ai giornalisti, minaccia dimissioni, invoca scandali. Dopo che Berlusconi l’aveva superato dicendo la frase più stupida della settimana, non ne ha voluto sapere di aver perso la gara d’idiozia e in zona Cesarini ne ha detta una ancora più grossa (pochi giorni fa, aggiungendo dettagli al suo piano del 23 ottobre). Nessuno lo caga mai. Se un qualunque presidente emerito della Repubblica avesse fatto simili dichiarazioni un velo nero si sarebbe steso sulla Storia. Lui che dalla storia è stato escluso, oscurato dai democristiani più grandi e potenti di lui, fa di tutto per farsi notare facendo un uso spregiudicato di quella che lui chiama ironia, con il solo dettaglio che questi vaneggiamenti sono privi di ogni briciolo di intelligenza e di spirito. Il sagace Cossiga. Provoca perchè si sente solo, è un giullare che non fa ridere nessuno. Vuole riconquistarsi un suo posto nella Storia apparendo (come probabilmente era, non lo metto in dubbio) come il Rasputin italiano, a capo di un potere occulto che ha garantito la stabilità di un sistema a democrazia limitata, impedendo ai comunisti di accedere al potere. Lasciamo che Cossiga si rigiri nella fossa: che tra qualche mese salta fuori con un’uscita ancora più grossa e, questa volta, magari anche divertente.

 

November 6, 2008

6/11/08

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[a-a-bbronzatissimi] Da mesi ci si interroga se l’Italia sia diventato un paese razzista, cercando di valutare con argomenti più o meno contorti se un singolo episodio sia dovuto ad un razzismo di massa, di stato, personale, episodico, endemico o non sia razzismo. Per fortuna è venuto Berlusconi a mettere definitivamente una pietra su queste chiacchiere, facendo l’affermazione più razzista possibile, perchè volendo apparire leggero e disinteressato ha confessato il suo atteggiamento di non riconoscimento del processo storico di liberazione ed emancipazione che i neri d’America hanno compiuto ieri. Berlusconi non sembra razzista solo perchè non è il governatore dell’Alabama nel ‘68, altrimenti si calerebbe molto bene nel ruolo.

[turnover] Clamoroso turnover della Gelmini, alla sua prima apparizione pubblica in mesi che viene invocata e portata, la buona Maria, in processione per tutte le strade d’Italia. Non più ogni cinque professori pensionati un ricercatore, ma ogni professore pensionato ben due ricercatori! Una figata intraprendo il mio dottorato con molta più speranza nel cuore, avendo la certezza della poltrona - a meno di altri turnover.

October 30, 2008

30/10/2008

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[ipsedixit] "Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità". Quindi, in virtù della doppia negazione, dice il vero.

October 27, 2008

27/10/08

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[larussa] Il 4 novembre in quello che rimane delle nostre scuole si celebrerà la mitica vittoria italiana nella prima guerra, un episodio fondativo della nostra dittatura imbecille. Qui un ottimo articolo.

[precari] Montaggio con botta-risposta Brunetta vs. precari della ricerca e molte cifre interessanti [qui].

[brunetta] Il professorino Renato Brunetta si attribuisce meriti scientifici all’altezza del Nobel [qui]. Vediamo la produzione scientifica dell’ultimo premio Nobel [qui], di Alesino, che a sua detta meriterebbe altrettanto quanto lui di vincerlo [qui], e i suoi [qui]. Occhio però, non conta quanti libelli si scrivono, ma quante citazioni si ricevono da persone che ritengono che il lavoro sia valido. Un altro indizio: le pubblicazioni in inglese. OK, diciamo che aveva iniziato bene, in fondo in fondo chi non ci crede? Certo, c’è l’impegno politico. Vediamo Padoa Schioppa [qui] allora. Andiamo un po’ meglio. E Tremonti? Ah, è vero. lui è un no-global.

[djoogga] La droga è brutta. Brutta e cattiva. Tutte le droghe ti bruciano il cervello. Non drogarti. Le droghe sono tutte  uguali. Questo il messaggio della nuova campagna di informazione progressiva del ministero alla salute. E’ educativa. Non bisogna stare a questionare sui dettagli. L’importante è che passi il messaggio. Che i ggiovvani stiano lontani dalla djogga. Finchè non sanno, non fanno. Propaganda, non verità; per carità, quella potrebbe far male. E allora che questi giovani che conoscono almeno venti nomi di droghe diverse che gli strateghi pubblicitari del ministero non hanno neanche sentito nominare si facciano quattro risate davanti alla televisione mentre si preparano a passare le giornate strafatti di Droga, quella con la TV maiuscola. Non sopporto la totale mancanza di scientificità di ogni messaggio, tanto più se pubblicitario, che ci circonda: ad esempio, secondo letteratura, non sono noti i danni celebrali della cannabis, ed è noto che gli oppiacei non provocano danni permanenti al sistema nervoso. Mentre sono vagamente noti quelli degli alcolici. Ma lasciamo pure che le nostre televisioni pullulino di spot di alcolici e le nostre piazze si riempiano di sprizzettari assetati di bevande rosse assuefanti. Qualche sballo di massa il sistema deve pur lasciarlo: serve per mantenere il controllo sociale.

October 24, 2008

24/10/08

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[ingerenze] A suo tempo sui DICO (ma anche sul testamento biologico, ma anche su mille altre cose) i piu’ temerari osavano dire "Ci siamo annoiati di certe intromissioni negli affari interni dello Stato. Giudizi esterni possono disturbare e sembrano voler obbligare il presidente a scelte". Oggi qualcuno dice (rivolto al ministro degli esteri israeliano Herzog): "Ci siamo annoiati di certe intromissioni negli affari interni della Chiesa. Giudizi esterni possono disturbare e sembrano voler obbligare il papa a scelte". Contrappasso?

[mercato] Tivvu’: come sempre le opinioni disinformate si sprecano, discussioni senza fine sui massimi sistemi che nulla c’entrano con il problema in questione. Ma un colpetto di Veltroni non mi e’ dispiaciuto: ha fatto notare che l’uscita di Belusconi sulla possibilita’ di chiudere i mercati non ha prodotto su questi alcuna fluttuazione, come ci si sarebbe potuti aspettare se una simle uscita l’avesse avuta un presidente comunque autorevole come Sarkozy o il premier Gordon Brown. Persino la saggia mano invisibile del mercato sa’ che quando parla Berlusconi sara’ una pagliacciata se va bene o una cazzata il piu’ delle volte.

[rassegna] Stamattina alla rassegna stampa di radio 3 (tenuta dal direttore del settimanale "formiche", tuttosommato un buon commentatore, neutro e ragionevole) un intervento splendido di un ascoltatore e’ servito per mettere un po’ di ordine nelle cifre, che in questo paese sono sempre aleatorie, soggettive e soggiogabili ai propri intenti. Questo professore altoatesino (se ricordo bene) di studi comparati di sistemi didattici (insomma uno che ne sa) ha puntualizzato che non puo’ essere vero che il 90% e passa della spesa scolatica vada in stipendi per i professori, visto che la spesa per stipendi e’ sostenuta dal finanziamento ministeriale che costituisce solo l’87% (il resto e’ regionale), e che stimando cautamente le altre spese si scende fino al 73%. Inoltre ha fatto notare che quando si compara il sistema italiano con quello europeo non si tiene conto di una scelta "di grande civilta’", usano le sue parole, che e’ stata quella di voler inserire i diversamente abili nelle classi ordinarie, principio non omogeneamente seguito in Europa, e spese e numeri relativi incidono sul bilancio e sulle statistiche scolastiche, mentre altrove gravano su altre voci di bilancio. Ad esempio, facendo i conti la proporzione di studenti per insegnanti risulta assolutamente in linea con quella europea, e aggiungo io la spesa per studente ben minore. Quanto ai bidelli, beh non saranno mica il problema principale dell’istruzione italiana. Ringrazio costui che finalmente ripristina un po’ di metodo in una discussione altrimenti demenziale.

[rispamio] L’ascoltatrice seguente, molto schietta e semplice, ha chiesto: "L’Italia nel secondo dopoguerra l’abbiamo costruita con il risparmio. Perche’ ora tutti dicono che [per superare la crisi] bisogna consumare? Sono io che non capisco o c’e’ qualcosa di sbagliato?". Ci voleva la casalinga risparmiatrice di Vittorio Veneto (scusate il pregiudizio) per capire che un’economia che si basa sul debito e sul consumo e non fa corrispondere ad un risparmio reale un miglioramento reale delle condizioni di vita ha qualcosa che, se non altro, urta con la ragionevolezza e, aggiungo io, con le leggi di conservazione della fisica. Forse sono proprio gli strati meno "colti", ma ancora genuinamente popolari (mia nonna, per intenderci), liberi da pregiudizi e dai modelli del neoliberismo - ed anche del comunismo - che possono cogliere meglio l’essenza delle nuove parole d’ordine - risparmio, decrescita, sobrieta’ - come contrapposte a quelle vecchie - aumentare i consumi, aumentare i consumi, aumentare i consumi.

[keynes] Questo non vuol dire che lo Stato non debba indebitarsi per far ripartire la distribuzione della ricchezza, meccanismo che in questo sistema efficiente ma perverso si basa sulla spesa: il neo-keynesianesimo fpotrebbe funzionare, e come dice Veltroni si potrebbe puntare sulla spesa pubblica in tecnologie verdi, che consentirebbero di investire in ricerca e di guadagnare posizioni competitive. Purtroppo pero’ l’Italia si e’ indebitata negli anni in cui doveva risparmiare, ed oggi non ne abbiamo piu’ (grazie Cirino Pomicino! oggi a capo di qualche organismo di controllo sulla spesa pubblica, sistemato dal suo potentissimo amico della nuova DC, il ministro a non so cosa Rotondi [via Travaglio]).

[demenziale] A proposito della demenza che serpeggia per gli studi televisivi e radiofonici (v. gli ospiti e i commenti del pubblico al programma del dott. Forbice). Ogniqualvolta che qualcuno parla per difendere il DL Gelmini, lo fa attaccando l’Universita’ con i mille suoi problemi (peraltro riconosciuti da tutti, ed anzi co-soggetto delle mire delle proteste) e senza spiegare in che modo il decreto attacchi questi problemi. Io sono stufo di questo iato, di questo passaggio logico mancante, e sono stufo che nessuno (Veltroni ieri) usi questo semplice argomento per inchiodare alle sue parole il contendente: ma e’ tanto difficile dirgli "adesso tu mi spieghi come il 20% del ricambio riduce le baronie", o come i tagli possano diminuire i corsi di laurea scemi. Anzi, li aumenteranno, visto che le Universita’ aprono corsi di precariato (Scienze della Comunicazione e giu’ di li’) per farsi concorrenza o sciatti corsi di laurea aziendali (Scienze e Tecnologia per la Moda, Luxottica e Optometria) per raschiare il fondo del barile dei finanziamenti. Qualcuno che usi un po’ di numeri ed un po’ di logica l’avrebbe vinta in ogni dibattito.

[fottere] Questo blog sta’ diventando un luogo di critica televisiva. Tant’e’. Ieri sera dalla Dandini c’era Pier Luigi Celli, autore di Comandare e’ fottere. Non conosco il libro e non mi interessa, probabilmente non condividerei certe opinioni dell’autore, ma alcune massime le trovo notevoli. Primo: il mercato si fonda sulla fiducia, e la fiducia e’ un valore che si solidifica per cooperazione, e non per competizione. Secondo (riferito a certi top manager italiani): un rimedio contro la vergogna e’ la spudoratezza, e molti di costoro sono spudorati; la vergogna e’ un valore che ci consente di dare compimento alla verita’. In Solaris di Tarkowsky, Solaris, quando il professore si suicida perche’ messo di fronte alla sua pedofilia, dopo aver registrato in un messaggio in cui dice "la verita’ salvera’ l’uomo". Altro episodio, ne La Zona, si racconta di un ragazzo suicida per vergogna quando scopre di aver desiderato molto denare piu’ visceralmente di quanto desiderasse la resurrezione del fratello.

October 22, 2008

22/10/08

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[sanità] La Lega vuole togliere l’assistenza sanitaria agli immigrati irregolari, semplicemente cancellando un articolo di una precedente legge che permette ai medici che prestano loro cure di non denunciarli. Insomma si costringe i medici ad essere delatori. E inoltre togliendo la copertura finanziazia, lasciando ricadere sulle regioni l’onere (sarà questo il federalismo fiscale?). E’ chiaro che questo provvedimento è nocivo per la salute pubblica, è una violazione dei diritti umani e costituzionali di una persona, ed una chiamata alle armi alla disobbedienza civile. Un articolo molto chiaro e soprattutto scritto da persone che ne sanno su Aprile qui.

[complessità] Dell’articolo citato sopra, riporto solo una frase (non la più significativa in verità): Inoltre, la salute viene perseguita come bene della comunità, anche grazie ad una normativa precisa e matura che delimita e regola i casi in cui il sanitario ha il dovere di notificare all’autorità giudiziaria l’identità dei pazienti. Per tornare ad un vecchio discorso (un’interpretazione proposta anche da Serra in una sua amaca qualche tempo fà), una delle cose che fà più paura di questa destra è la totale mancanza di complessificazione ed il vuoto ideologico. Una volta, DC o PC o PSI che fosse, il buon politico per regolamentare una situazione (e.g. salute e legalità) rispettando un principio generale (e.g. diritti umani e diritto alla sicurezza) e realizzando un’ideologia (e.g. carità cristiana / solidarietà sociale / ordine etc.) doveva analizzare le situazioni nel dettaglio e normare in maniera precisa evitando per quanto possibile le contraddizioni. Un lavoro da professionisti. Ora si prende il bianchetto e si cancella nella speranza di ottenere un certo risultato, senza analizzare le conseguenze reali, senza rispettare principi universali, senza neanche avere esattamente chiaro qual è la propria posizione, guidati solo da salivazione per stimolo pavloviano ogni volta che si sente parlare di immigrati.

[radiotre] Cercando su internet "radio tre" per connettermi come d’abituale allo streaming, uno dei primi link trovati è "radio tre è morta", che mi ha portato ad un forum in cui un utente faceva il suo punto in maniera molto chiara sul fatto che radio tre si sia completamente snaturata sostituendo progressivamente la programmazione mattutina di musica classica commentata con programmi d’opinione. Credo che la causa scatenante sia il nuovo spazio dedicato alla rassegna stampa delle pagine interne dei giornali, Tabloid. Ora io non sono dell’idea che si debba per forza occupare il tempo in radio con tediose discussioni di filologi e musicologi che discutono della modernità dell’Orfeo di Gluck (ogni cosa antica salta fuori che è moderna, miracolo della critica colta contemporanea), e credo che tale intellettualismo non faccia un servizio alla diffusione sempre più striminzita della musica classica. Inoltre trovo che ogni proposta di radio tre sia di un livello superiore, per esempio l’idea di dedicare la rassegna stampa alle pagine meno frequentate dei quotidiani, in un periodo in cui i giornali soffrono il calo delle vendite per via della sempre più superficiale fruizione via internet di fast news e in generale di una forma mentis assuefatta ed anestetizzata da un flusso enorme di infomazioni standardizzate e neutralizzate. Ciò detto, sono sostanzialmente d’accordo nel rimpiangere una radio che si accoda al mainstream di radio uno, due, radio ventiquattro etc. aumentando lo spazio dedicato alle opinioni, perchè d’opinioni pur sempre si tratta. La nostra informazione (ed i blog, come questo, sono un’esasperazione del fenomeno*) sta diventando sempre più il commento personale, l’opinione non informata, la critica provocatoria, ad una massa sempre più scarna e standardizzata di informazione che proviene dalle agenzie, dai quotidiani locali (il nocciolo duro dell’informazione capillare), dai pochi giornalisti veri che bazzicano soprattutto i periodici, e dai blog stessi che talvolta fanno informazione, e non solo l’amplificano. Non sono contrario all’opinionismo, ma trovo che ormai ci sia un’ansia di partecipazione (sorda) al cicaleccio generale, e che radio tre meglio avrebbe fatto a mantenere la programmazione musicale o a tentare di proporre veri servizi giornalistici. Comunque, nonostante le difficoltà el presentatore, la colonna sonora di Bollani non all’altezza, rimane la migliore rassegna stampa. (continuerà…)

*assoluzione per i blogger: noi non trasmettiamo in diretta nazionale; noi non siamo pagati per fare opinione.

 

October 21, 2008

21/10/08

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[lezioninpiazza] Vedendo le lezioni in piazza a Roma, il ricordo mi è tornato alla mitica manifestazione che avevamo organizzato a Padova nel 2005 [qui], con tanto di "aule" ed orari. Uno sforzo notevole che era stato premiato con un lungo servizio sul TgR del Veneto e con un accenno sul nazionale. Peccato non aver tenuto la rassegna stampa. Allora si protestava contro la Moratti, oggi contro la Gelmini, non cambia praticamente nulla: si manifesta sempre contro una gran ***** sorda alle ragioni della gente, e anzi non sorda, ma sadicamente attizzata di piacere quando vede professori studenti e genitori in piazza.

[gelmini] Avevo avuto questa notizia di seconda mano, ma wikipedia mi conforta [qui]. Mariastella Gelmini fu presidente del Consiglio Comunale di Desenzano del Garda fino al 2000, anno in cui fu sfiduciata (gli atti sono pubblici e titolano Mozione di Sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale Presentata dai Consiglieri di Minoranza etc.); non v’è scritta la motivazione, ma a quanto ho sentito (e riferisce wikipedia) sembra che fosse una sfaccendata inoperosa, insomma una fannullona per dirla con Brunetta. Non è la sola notizia sulla sua proprio non eccelsa carriera che ci arriva, ma questa non l’avevo ancora sentita in giro.

October 20, 2008

20/10/08

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[powell] L’endorsement [qui per un video] di Powell a Obama è stato un colpo ad effetto nella campagna presidenziale americana, inducendo ad un inaspettato sbilanciamento perfino Terence Tao [qui], giovanissimo matematico vincitore della medaglia Fields, una delle menti più brillanti al mondo che tiene un blog quasi esclusivamente di carattere matematico. Del parere di Powell a noi ce ne può fregare un fico, ma una frase del video la voglio citare: i membri del partito repubblicano continuano ad insinuare che Obama sia mussumano, e i sostenitori rispondono che Obama è un cristiano, ed un buon padre di famiglia. Qualcosa di strano? Ci voleva Powell per dire a tutti (parafrasando), Sarebbe un problema se fosse mussulmano? In America è vietato per un bambino mussulmano di 7 anni sognare di diventare presidente? Questa non è l’America. E tra un patriottismo e l’altro (ricordando un soldato americano mussulmano caduto in Iraq, conclude E’ sbagliato polarizzarsi in questa maniera. Mi piace chi usa parole con un sapore scientifico in maniera appropriata.

[obama] Tra i regali di laurea ho ricevuto quella magnifica sagoma di cartone di Obama [qui]. La matrice è più bella della sagoma, per cui credo che la appenderò come un poster, senza distruggerla con la mia imperizia manifatturiera.

October 18, 2008

18/10/08

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[scuola] Proposte le classi di inserimento per favorire l’integrazione dei bambini stranieri, previo sostenimento di un esame di italiano. Un primo elemento di segregazione razziale, apartheid. Lo sanno tutti che i bambini sono spugne, imparano le lingue stando a contatto con altri che le parlano. Il problema è che questo provvedimento piacerà alle tante famiglie che si ribellano all’idea che il proprio figlio debba stare in classe con degli stranieri.

[itagliano] Non capisco poi questo elemento discriminatorio che solo i bambini stranieri debbano sostenere l’esame di italiano. Perchè non farlo fare a tutti allora? Non per essere razzista quanto i leghisti al governo (non ce l’avevano con i terroni una volta?), ma provate a far sostenere un bell’esame di italiano agli italiani, magari in certe zone del meridione, e vedrete che bella composizione multietnica avranno queste classi di inserimento.

[università] Segnalo che prima dell’inizio della discussione delle tesi di laurea in fisica, a Padova ieri il presidente di commissione ha letto  e fatto distribuire un comunicato ben scritto e preciso sui tagli all’Università e ricerca. Mi sembra un gesto valido.

[proteste] Ovviamente chi ha votato il governo Berlusconi a vedere il mondo della scuola che protesta (per loro,una protesta di categoria) penserà che questo governo sta facendo bene il suo lavoro, e infatti il gradimento aumenta, anche per la Gelmini. Devono essere quelle stesse persone che non sopportano che i loro figli vengano giudicati da un professore, che contestano i voti, che denunciano gli insegnanti (sic!), che pagano giovani studenti universitari per fare i compiti ai loro figli; quelli che odiano il mondo dell’università, tutti baroni e fannulloni questi professori univeristari sboroni e intellettualoidi. A lavorare! Quelli che una volta davano dignitosamente il sangue per vedere i loro figli diventar dottori, come diceva lussu recentemente su malingut, non so dove, ed ora danno sanguignamente via la dignità pur di vedere i loro figli calciatori. Se non li avete mai visti, andate ad una partita di calcio di ragazzi, e ascoltate gli insulti che i genitori-tifosi si lanciano e lanciano agli arbitri; uno spettacolo miserrimo.

[bipartisan] Napolitano dovendo sembrare bipartisan è scivolato, come sempre più spesso gli capita, bacchettando i NO privi di proposte, in riferimento alla contestazione della cosidetta "riforma" della scuola. Le porposte sono doverose, certo, da parte di chi protesta (e non credo che mancherebbero, forse non una proposta unitaria, ma tante proposte se ci fosse qualcuno ad ascoltarle), ma ancora di più da parte di chi governa. Il problema di questa "riforma" è che non è una riforma, è solo un taglio senza nulla di strutturale, senza un fondamento ideologico, senza un concetto di pedagogia, senza una proposta culturale o altre pedanterie sinistroidi che tentano di restituire una dimensione sfaccettata a fenomeni complessi (l’istruzione, la sanità, l’integrazione etc.). Questo governo invece è per le cose semplici: bisogna tagliare perchè la scuola italiana non è produttiva (ma come è possibile? io direi che il PIL nazionale poggia, anche, sulla scuola), e non si curano di capire se questa "improduttività" rispetto a confronti con altri sistemi scolastici sia un problema del sistema o della sua attuazione a livello locale. Per semplificare ancora le cose e semplificarsi la vita, poi, mettono un paio di specchietti per le allodole (il 7 in condotta, il grembiule e altre stronzate così) per deviare il discorso e tacciare di immobilismo e arretratezza ideologica chi protesta.

[liceo] Io credo che il sistema scolastico italiano sia ancora uno dei migliori al mondo, con delle punte di eccellenza. Ho frequentato quattro scuole pubbliche eccezionali, il "tempo prolungato" alle elementari Pomponazzo, il Conservatorio di Musica Campiani ed il Liceo Scientifico "Belfiore", l’Università di Padova, ricevendo una preparazione di gran lunga superiore a quella che si impartisce nelle migliori scuole straniere. Sono stato un anno in una buonissima scuola pubblica (bianca) nell’hinterland di New York, frequentando tutti i corsi pre-universitari (detti Advanced Placement classes), e non c’era confronto. Ho scambiato impressioni con tedeschi, francesi, inglesi, e non c’è confronto. La laurea in America non vale niente, la nostra laurea è come il loro dottorato. I fisici italiani in Italia sono accolti con i tappeti rossi. Non per dire che sia tutto rose e fiori: disparità tra nord e sud del paese, ricambio generazionale dei professori, risorse didattiche insufficienti, programmi incredibilmente arretrati (ancora gentiliani!), baronaggi, sacche di improduttività scientifica etc., è chiaro, ma questo è solo per dire che il problema non è "sistemico", che il nemico non è "la scuola", e una riforma va affrontata con un’abbondante dose di pazienza e di proposte concrete ed analitiche, pezzo per pezzo, regione per regione, corso di laurea per corso di laurea.

[canfora] Per opinioni interessanti, Settore Demokratico [qui] e il video di Canfora da lì linkato [qui]. Nel video, in particolare il richiamo alla concezione di Togliatti e Marchesi della difficoltà degli studi come qualificante, ed il fatto che gli studi facili sono un regalo avvelenato per le classi più deboli.

October 12, 2008

12/10/08

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- [inversioni] C’è chi dice, "Vista la situazione di grave crisi finanziaria, opposizione e sindacati dovrebero rinunciare alle proteste". Ma uno potrebbe anche dire: "Data la situazione di grave crisi finanziaria, il governo potrebbe anche rinunciare alle proposte". Soprattutto quelle che riguardano scuola, università e giustizia.

- [diamanti] Una delle punte di diamante di Repubblica sono gli editoriali di Diamanti a commento dei dati statistici di Demos & Pi. Su quello di oggi ("Mappe") segnalo solo due frasi: "lo sbriciolarsi dei legami e delle solidarietà sociali, alimentato dalla decomposizione urbana", e "ministri della paura, geniale invenzione di Antonio Albanese". ‘Ministri della paura’ e ‘decomposizione urbana’ mi pare che siano espressioni perfette per dire molto dicendo poco.

- [prodi] Ho incontrato Prodi con la moglie; mi ero ripromesso di fargli un applauso quando l’avessi visto, perché sinceramente ritengo che sia un grande uomo politico, con due palle così, molta tenacia, e che tra qualche anno lo rimpiangeremo (mai governo sarà altrettanto a sinistra, anche se è argomentabile che certi governi della DC fossero più a sinistra). Ero in bici e non potevo togliere le mani dal manubrio.

- [ilmanifesto] Su Internazionale di questa settimana ben due articoli (Loretta Napoleoni; Barbara Ehrenreich, The Nation) fanno presente che ne Il Manifesto Marx ed Engels prevedevano la caduta del capitalismo per via della concentrazione di denaro e dell’instabilità del sistema derivante da questa concentrazione (di cui già abbiamo parlato). Mi pare quasi incredibile che su un giornale americano si osi menzionare Marx (è quasi una parolaccia in USA). Comunque, la previsione è corretta ma diversi sono i dettagli e, sicuramente, le conseguenze. C’è un livello di potere in più: sono le banche che strozzano i capitalisti, e non i capitalisti i lavoratori (almeno, non è questa il motivo della crisi). E non è la concentrazione di plusvalore derivante dalla produzione industriale, ma al contrario il valore fondato sul debito. Previsioni per domani: ci sarà una sterzata statalista nell’amministrazione dell’economia, ma difficilmente assisteremo ad una rivoluzione comunista.

- [cina] In Internazionale la Cina salta fuori un paio di volte. Per dire che: il debito pubblico degli americani è in mano ai cinesi, e anche questo sarà motivo di problemi in futuro (cosa esattamente voglia dire non lo so). Più interessante l’opinione di Zizek: non assisteremo alla rivoluzione comunista, perchè i provvedimenti saranno presi in favore dei ricchi e del potere e a danno dei poveri: la "socialistizzazione" sarà una tendenza a trasformare i nostri sistemi economici in capitalismo di Stato, come in Cina.

October 11, 2008

11/10/08

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- [televisione] ne ho vista tanta nelle ultime sere. Santoro ha fatto una bella puntata: gli economisti sono diventati tutti bravi, sembrano dei guru rivoluzionari adesso. Federico Rampini e Massimo Mucchetti sono autorevoli (quest’ultimo poi è emerso da poco e spacca), persino Porro del Giornale diceva cose sensate. Ma alla fine la studentessa di economia islamica intervistata dalla Granbassi dava dei punti a tutti, e Santoro ha dovuto fermarla quando stava per cominciare a parlare di asimmetria informativa. Il Corano vieta la speculazione: le banche islamiche hanno un comitato di saggi della Shari’a che valuta quali investimenti fare conformemente alla legge islamica. Per questo l’economia islamica è al riparo. Scopro inoltre che il credito è un diritto garantito dalla costituzione. A detta di tutti, le banche dovrebbero farsi più garanti di questo diritto e guadagnare meno. A mio avviso, se il sistema bancario deve essere un’infrastruttura di un paese democratico dovrebbe essere nazionalizzato (come dovrebbero tutte le altre infrastrutture).

- [rispetto] tra i personaggi che hanno bazzicato le serate televisive uno dei più sensati (e di quelli che parlavano meglio, cosa per me molto importante) era "il marra", rapper milanese delle periferie degradate. Dice quello che tutti sanno: le droghe si trovano ovunque, di ogni tipo. In centro come in periferia. In periferia si sedimentano perchè c’è ignoranza e noia. La Bignardi casca dalle nuvole. Forse dovrebbe fare un’ispezione più approfondita dei camerini del suo studio televisivo. Poi parla del "rispetto"; a mio avviso un codice paramafioso di gerarchizzazione di una comunità, di amici, di conoscenti, di una classe, del vicinato. Ma non mi scandalizzo; il rispetto inteso in questo modo è una costante di ogni organizzazione umana che abbia stima di modelli, modelli che spesso spiccano per spessore morale (anche tra i rapper; anche in una comunità di tossicodipendenti; anche tra gli anarchici, i più moralisti di tutti). Il superamento di questa concezione è una faccenda complicata ed ha a che fare con lo spirito cristiano di sottomissione; ma ne siamo ben lontani. Il "degrado" della società italiana lamentato da tutti è dovuto anche al deterioramento di questo sistema (il rispetto per il politico, il maestro, l’anziano, il prete etc.), perchè non c’è nessuno che ha più forza morale, visto che siamo tutti sputtanati (politica di merda, i maestri stanchi, la ricca gerarchia ecclesiastica etc.). Non sarà l’autoritarismo a portarci fuori. L’unica soluzione: il ricambio (devono morire le vecchie generazioni perchè succeda qualcosa).

- [lotterie] Non capisco qual è la ragione che porta i giocatori superstiziosi a giocare nelle ricevitorie in cui ci sono state vincite (in quanto "fortunate"). Intuitivamente mi verrebbe da fare il ragionamento contrario: visto che c’è gia stata una vincita grossa, perchè mai dovrebbe essercene un’altra? Una vincita è un evento raro, due vincite rarissimo! (ovviamente non è così, ogni estrazione è un evento indipendente).

- [gelmini] Zaia aveva saggiamente proferito: "un ministro dell’agricoltura che non riesce a trovare un contadino che lo inviti a pranzo sta sbagliando qualcosa". E un ministro della scuola che deve stare ad almeno 1 kilometro di distanza da ogni scuola per evitare il linciaggio (politico da parte dei professori, verbale dai genitori degli studenti, fisico dagli studenti), come sta facendo il suo lavoro?

October 8, 2008

bancomatto

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- [bancomat] Domani vado a fare bancomat. Ritiro gli ultimi 250 € sul conto e mi sfilo dalla crisi.

- [coniglio] Stasera il coniglio dei Ministri è uscito all’impazzata dal cappello: tutti i risparmi saranno garantiti; lo Stato assicurerà la liquidità e le banche non falliranno. Qualcuno, vampirizzato dai bancari, potrebbe questionare sul fatto che il pubblico salvi il privato per poi restituirlo pulito-pulito ad interessi privati (v. Alitalia).

- [fisico] Sono un fisico, e pur non intendendomene di economia ho una sensibilità acuminata e interiorizzata per le leggi di conservazione*. Se le banche fallissero veramente, una ad una, come potrebbe lo Stato garantire tutti i risparmi, ma proprio tutti? Ad occhio e croce servirebbero altrettanti soldi quanti quelli depositati: e quindi (a livello puramente teorico) si dovrebbe chiedere agli italiani un contributo pari a quanto essi stessi hanno depositato in banca. Cioè, in sostanza, impedirgli il prelievo. Messi da parte dubbi di incostituzionalità e illiberalità, non sarebbe più semplice inventarsi una legge-pulsante di sicurezza che congela tutti i depositi tranne una percentuale mobile necessaria per far investimenti, in attesa che la crisi passi?

*Ovviamente i soldi non sono un fluido incomprimibile, ma tant’è.

- [liberismo] Tutti dicono che ci dovrà essere una riflessione sull’etica del capitalismo e sull’economia di carta. Ovviamente non ci sarà niente di tutto ciò. Ma volendo proprio pensare, penso. Tutta l’economia è di carta. Nel momento in cui deposito in banca 1 euro e la banca dispone di 0.8 centesimi che investe in un’altra banca che disporrà di 0.64 centesimi etc. e alla fine il capitale totale (in serie geometrica di ragione del tasso di sconto al 20%) è 5 euro, è chiaro che se tutti gli attori agiscono spendendo quei soldi come se ci fossero il sistema diventa virtuale, e può reggere solo se si mantiene in uno stato stazionario di non-equilibrio stabile. Evidentemente il sistema era diventato troppo sensibile a perturbazioni*. Il fatto è: l’economia liberista è un sistema virtuale in cui le correnti più o meno spontanee di denaro sostituiscono efficacemente la faraggine burocratica di un sistema socialista**. Ma bisogna sempre ricordarsi che è un costrutto fittizio e, spesso, controintuitivo e irrazionale. Per esempio: su quale economia reale si basa lo stipendio dei bancari?

* Sarebbe interessante studiare i tempi di risposta del sistema capitalista a perturbazioni di varia entità. Bisogna considerare che cause ed effetti non sono contemporanei, ma che ci sono tempi di latenza che possono diventare cruciali.

** Ognuno ha sognato, ammettetelo, di essere il dittatore di uno stato perfetto, in cui lui personalmente si cura e controlla tutti i dettagli della burocrazia.

- [bruciato] Essendo il sistema un costrutto virtuale, non sorprende che si possa incappare in paradossi (tipo l’idea di Keynes di far scavare e riempire buchi per far ripartire l’economia, un modo più umano di immettere capitale pubblico nel mercato e far ripartire lo stato stazionario). Io penso che quando i paradossi sono palesi, non li si possa accettare ma li si debba prendere come campanello d’allarme di una situazione che prima o poi esploderà. Per esempio, un’economia che avvelena il pianeta. Ancora non stiamo pagando per questo, il conto arriverà tutto in una volta (e non parlo del riscaldamento globale). Oppure, un PIL che aumenta per un morto stradale. Il rilancio dei consumi, al posto di una cultura del risparmio. Quest’ultima: se il risparmio, palesemente una virtù individuale, non si rispecchia altrettanto virtuosamente nel sistema liberista, allora c’è un difetto; gli effetti sono ora visibili. Propongo che questo diventi un principio universale: se puzza di bruciato, è bruciato.

October 7, 2008

7/10/08

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- [nobel] Dedicherò ai recenti Nobel per la fisica un post apposito, quando usciranno le motivazioni. Si ritorna nell’alveo della fisica subnucleare. Probabilmente il mezzo Nobel a Nambu và per la carica di colore in QCD, e non per i bosoni di Nambu-Goldstone (altrimenti non mi spiego l’esclusione di Goldstone). 50% ad SU(3) e 50% ad SU(2) X U(1): la metà di Kobayashi e Maskawa, diviso un quarto a testa, per la matrice omonima CKM. Ma mi manca un quinto quarto di premio Nobel: Niccolò Cabibbo (la C in CKM) è (ingiustamente?) escluso. Peccato, sarebbe stato bello rivedere un italiano in Italia spartire un Nobel.

- [errata] Nicola Cabibbo, non Niccolò.

- [letteratura] Farhenheit: l’ospite Patrick Fogli intervistato sul suo nuovo libro (si evince, un "grande" libro, ma solo nel senso del numero di pagine, ed ambizioso) racconta di aver studiato tre anni gli atti giudiziari sulla strage di Bologna per documentarsi, e di aver avuto tempo di leggere solo due romanzi. Sinibaldi: non ti sei perso niente. E’ il migliore: mille interviste ad autori italiani di ogni tipo (oggi in studio anche un’autrice di libri d’amore giovanili tanto per dire), legge tutto, parla di tutto, non si sbilancia mai, non trapela mai un’opinione. Ma la visione complessiva sullo stato della letteratura italiana è chiaro, e non perde occasione per ribadirla.

October 6, 2008

6/10/08

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- [ossimori] Il papa: "solo la parola di Dio è una realtà solida". La solidità del Verbo è sfuggente, dev’essere fatto di aerogel. Ancora: "…chi costruisce solo sulle cose visibili, come il successo, la carriera, i soldi". Come lo disegneresti il successo? E i soldi non sono forse virtuali? Non si era detto che queste crisi sono dovute all’inconsistenza di queste risorse finanziarie speculative (inteso "del pensiero") che non poggiano su beni reali e solidi? Soluzione: per rimettere in moto l’economia, bisogna investire nella parola di Dio. Ingegnoso ma ingeneroso da parte del Papa proporre di prezzare le parole del suo superiore, è un’operazione al limite dei precetti liberisti: come si fà con una risorsa illimitata, innecessaria e ovunque disponibile, indipendente dalla domanda e dall’offerta?

- [update] Anche altri non si sono lasciati sfuggire l’ironia dell’abbinamento papa-finanza [qui][qui]

- [endorsement] Il mondo universitario è in subbuglio ed io non mi sto informando come dovrei. Aderisco virtualmente alle iniziative di democrito e del sindacatodeglistudenti, che questi link servano almeno ad aumentarne la visibilità su google. Il mio cervello è in fuga dai pensieri troppo difficili, dall’impegno politico, da una presa di coscienza che queste cose mi riguardano e me ne accorgerò presto, quando tenterò di intraprendere l’impervio percorso della ricerca scientifica. Chissà che per quel giorno i miei neuroni non abbiano deciso di mobilitarsi.

October 4, 2008

5/10/08

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- [religione] Augias (raffinato) da Fazio (raffazzonato): per Agostino ognuno è concepito con peccato originale perchè figlio di un orgasmo. Logica conclusione: chi è concepito in provetta, è privo di peccato originale? L’affermazione riportata nei vangeli ufficiali ‘Pietro, su questa pietra fonderò la mia chiesa’ si riferiva al primato della corrente petrina tra i discepoli di Cristo, e in particolare rispetto alla corrente che faceva testa alla Maddalena, amante di Cristo.

- [jazz] ‘[…] quando 37 gradi Fahreneit avebbero regnato dentro e fuori, per sempre, quando l’incerta e curiosa dominante delle loro vite separate si sarebbe sciolta in una nota tonica oscura e nell’assenza finale di ogni movimento’. Thomas Pynchon, Entropia.

4/10/08

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- [economia] L’insigne economista Jean-Paul Fitoussi sostiene che le crisi cicliche dell’economia sono iscritte nel genoma del sistema liberista. Anche gli attacchi epilettici sono iscritti nel genoma degli epilettici (nota medica: solo di certe forme di epilessia).

- [televisione] "Doppio Gioco": ieri sera su raitre stupendo docu-fiction sulle talpe nell’antimafia [qui], con immagini e audio dalle intercettazioni telefoniche e ambientali originali della polizia. Una rete infiltrata nei pool d’indagine, nei servizi tecnici dello spionaggio e nelle forze dell’ordine, con a capo il "re Mida della sanità siciliana", Aiello, e il suo fedele Ciuro (personaggi al centro della disputa tra D’Avanzo e Travaglio, finita [qui] in vergogna per il giornalista che ambisce al parricidio di Ezio Mauro). Impressionante l’ingegnosità delle reti telefoniche clandestine, e l’abilità nell’individuarle dal più piccolo passo falso. Nei palazzi di giustizia, avvocati e giudici dell’una e dell’altra parte (compresi Falcone e Borsellino) si parlano nei sottoscala, negli ascensori chiusi, negli anfratti.

- [nobel] A detta di un giudice della commissione che assegna i premi Nobel per la letteratura [qui], gli scrittori americani (gente come Roth, de Lillo, Updike) sono insulari e ignoranti. Negli ultimi quindici anni gran parte dei premi Nobel sono europei o europeriferici, fino all’ultimo scandaloso premio alla scrittrice ottocentesca Doris Lessing, bicentenaria narratrice del colonialismo inglese. Personalmente penso che Roth avrebbe dovuto riceverlo da parecchio tempo, e che Coetzee sia lo scrittore più sopravvalutato del mondo, oltre a essere una persona insopportabile: il suo "Vergogna" è una pallida imitazione dei peggiori libri di Kundera.

- [entropia] ‘Comunque trovò nell’entropia la misura del disordine di un sistema isolato, una metafora adeguata a certi fenomeni del suo mondo […]: nel "consumismo" americano  scoprì una tendenza simile dal meno probabile al più probabile, dalla differenziazione alla somiglianza, dall’individualità ordinata ad una specie di caos. […] ebbe la visione della sua cultura nella stretta di una morte calorica in cui le idee, come energia calorica, non sarebbero più state trasmesse, perchè ogni punto finiva con l’avere la stessa quantità di energia; di conseguenza qualsiasi movimento intellettuale sarebbe cessato.’ Thomas Pynchon, Entropia.

- [blog] E’ nato l’ennesimo blog inutile, si chiama Tomate [qui], e serve per mettere tutto quello che non può stare altrove [qui]. Esprimerà esclusivamente opinioni non informate.



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