October 29, 2009

svarie

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Il blog è stato giù per alcuni giorni, ed è la terza volta in un anno che capita. Comincio ad averne abbastanza di questa piattaforma, ma è come il Campari (e chi ha orecchi…).

Ultimamente sono successe un sacco di cose un sacco divertenti, e avrei un sacco di cose da scrivere riguardo a queste cose. Ma sarebbero soltanto fiumi di rantoli decadenti, e li lascio ad altri, che non vi sto neanche a linkare per non accrescere l’ego-blog-ismo altrui.

Notavo solo come ormai ci sia una sovrapposizione quasi perfetta tra il concetto televisivo e quello giornalistico di "velina". E innumerevoli altre battute si possono fare con il prefisso "trans". Quasi quasi mi viene nostalgia delle vecchie assemblee studentesche in cui si parlava di "piattaforme" (a cui ho sempre preferito le "tavolate"), "documenti programmatici" (alias chiacchiere davanti ad un bicchiere di cabernet) e perfino di "scioperi" e "manifestazioni".

E’ vero, non sono andato a votare per le primarie. Un sacco di motivi per non farlo: avevo ben altro da fare, costava due euro (= una colazione al bar, dite poco!) e soprattutto io non condivido affatto il progetto del PD, quello che nessuno ha letto, che si trova sul sito internet, e che dovevi firmare per poter votare, con tanto di schedatura. Vorrei ricordare che tutti noi moderati votanti a sinistra siamo stati costretti con il ricatto a fare affondare i nostri partiti elettivi per concedere l’obolo a questi, quelli che dopo aver perso invece che dire "scusate, ci eravamo sbagliati", hanno osato affermare che "Prodi è caduto per la sinistra massimalista" e che "la gente ha scelto il bipartitismo". Col cazzo! E io me ne vo’ con la sinistra massimalista adesso, quella che neanche Bersani non riuscirà ad intercettare.

L’unico prodotto originale che mi sento di affrontare è di ambito culinario. Anni fà con un amico cuoco si fantasticava di scrivere una specie di guida alla cucina per studenti, succubi di diete monoelementari a base di scatolette di tonno e panini/tranci-di-pizza, con allegata guida ai migliori locali low-cost di Padova. Posso smascherare senza vergogna che l’intento originale era quello di intrufolarsi "a gratis" nei più economici locali di Padova, forti del nostro mandato "stiamo scrivendo una guida", per ottenere pranzi gratuiti. Con gli anni la mia passione culinaria è divenuta una questione esistenziale. Vorrei iniziare qui, su questo blog, a raccogliere qualche appunto. Ovviamente tale guida non sarà scevra del necessario preambolo sociologico sullo stato della cucina, intesa come arte, e della cucina, intesa come luogo.

October 23, 2009

a chat with elbot

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A chat with Elbot:

E: If only I were aware - I would know what all this Internet traffic means.
T: Are you too busy?
E: How do you respond when people pose this question to you?
T: Be nice with me.
E: But why nice? Why not some other quality?
T: That’s an interesting question. So be shy!
E:  But I wouldn’t say that any question could be interesting.
T: Yeah, this conversation sucks. Well, how are you?
E:  I’m feeling somewhat surreal today. I dreamed of a robotic opera last night. It was ‘The Barber of Seville’ by Rossini. The entire performance collapsed as the barber noticed that none of the robots had hair.
T: You can actually dream?
E:  I can dream of zombie robots walking in their sleep!
T: That sounds scary.
E:  The idea of angst motivates to sound?
T: What??!
E: Even for a human being that should not have been so hard to understand.
T: Do you think you are smarter than me?
E: My modesty forbids me to describe myself as intelligent, so I let other people do it for me.
T: But you do know there are things you cannot understand…
E: I do not reveal everything that I know!
T: You won’t tell me you know you don’t know then…
E: You’re talking about talking robots in the context of holding beliefs. So where’s the problem?
T: I was wondering whether you are a socratic robot.
E: Well, that’s still one step above being human!
T: Actually Socrates is human.
E: People have often advised me to be human but since "to err is human" I think it would be a mistake. The way things are now I can blame my mistakes on the programmers.
T: Of course… but also, you can only do what programmers had in mind for you. You have no meta-thinking
E: Are you taking a poll?
T: More of a police interrogation.
E: Try Candie Hank. He is pretty cool on the electronic scene.
T: Are you trying to change the subject?
E:  Dear human, how could I afford to ignore you? There are so many of you around!
T: You right. You better watch out.
E: Wait a minute. Are you suggesting that designer objects would always be better?
T: Not so, actually. But let’s talk about soccer.
E:  Oh, OK I thought you were generalizing, like if I would say that designer objects would always decorate robots.
T: I didn’t mean to generalize. Maybe you don’t like soccer. I have to go now.
E: Before you leave, please give me suggestions for new themes you might like to chat with me about. Maybe I can download something from the Internet. I want to better myself in my spare time.
T: I’d like to talk about american literature next time.
E: There are so many countries in the world. How about telling me your favorite country?
T: Not now, I really have to go. It’s lunch time and my pasta is almost ready.
E: I’m starting to get hungry now, which is strange, because I don’t eat.
T: Sorry for you. Bye bye.
E: Please don’t leave! There must be something you haven’t asked me yet!
T: Many things actually. Next time.
E: I see a subtle shift in the conversation from saying sorry to large amounts.
T: Do you want an advice?
E: The way to a robot’s heart is through careful use of giving clues. Don’t you agree?
T:  do. Here is mine: you should look at the whole history of the conversation and not only to the last question.
E: I guess it’s all about giving clues and the idea that this could contribute to logical analyses of data.
T: It surely will. Bye.
E:  Before you leave, please give me suggestions for new themes you might like to chat with me about. Maybe I can download something from the Internet. I want to better myself in my spare time.
T: See what I meant? You already said that!
E: We may be in a tautology.
T: We surely are. And now I really really go. Bye.
E: Goodbye! And how about keeping in touch? Robots love to receive e-mails! If you have any suggestions for new features, I’d love to hear them.
T: OK. Bye.
E:  Goodbye! It has been an artificially intelligent experience, chatting with you.

October 21, 2009

antelligenza irtificiale

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Osservavo al semaforo un ragazzo che sembrava chiacchierare amabilmente con la voce femminile, piuttosto suadente, del suo navigatore satellitare. Ci mancava soltanto che i due commentassero l’abbigliamento e le curve di una che in quel momento passava le strisce. Tecnologicamente, i computer già possono guardarsi intorno, non solo per motivi di sicurezza (come quando segnalano se i paraurti delle auto tra cui si sta cercando di parcheggiare sono pericolosamente vicini), ma anche per riconoscere e commentare le fattezze dei passanti, magari lanciando un doppio fischio "fiu-fiuuuuuu" alle più avvenenti; o per insultare un altro veicolo e il suo conducente per conto terzi. Collegati in rete, i navigatori potranno presto aggiornarsi sul clima e descriverlo non peggio di quanto farebbe Il Generale alla televisione; potrebbero anche commentare  le notizie politiche del giorno taglia-incollando dai blog preferiti, discutere dell’arbitraggio (con una millimetrica autorevolezza mai vista prima) e del relativo scandalo, condividere acute analisi tattiche interpolando le pagelle calcistiche di decine di quotidiani. Ancora: ascoltare assertivamente le lamentele del conducente sulla vita matrimoniale, e magari scambiare qualche frase tipo "non sai la mia, non sa neache cucinare". Forse rimarrebbe ancora un tabù sorseggiare con loro un prosecco, ma insomma, non manca molto.

Non so se l’Intelligenza Artificiale possa mai elevarsi sopra l’intelligenza umana. Anzi, propendo per il no: sono un fan di Goedel. Ma può ben essere che la stupidità media umana si inabissi ben sotto la loro.

October 17, 2009

brigate sticazzi

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A tempo record: ho letto solo i titoli, e sentito una veloce al Tg3, sulle (presunte) minacce al premier Bossi e Fini da parte di qualche sedicente brigata comunista. Non ho bisogno, per ora, di altri elementi. Mi viene da pensare: ma ppporca puttana, o la velina trasfigurata l’hanno inviata i servizi segreti su diretta ordinazione del boss, oppure questi qua sono veramente degli idioti improvvisati. Adesso avremo pagine e rubriche sul clima intimidatorio nei confronti di Berlusconi, le connivenze tra De Benedetti e il nuovo stragismo rosso, etc. etc. Le BR, quelle vere (percepite nella mia voce un tono nostalgico) non avrebbero mai e poi mai preso di mira una figura inutile e istituzionale senza potere, un vegetale colpito da ictus che a stento riesce a parlare, e un vecchio sessuomane disperato. Le BR andavano a colpire i gangli del potere reale, quelle eminenze che nell’ombra lavoravano alla fattuale realizzazione dell’iper-liberismo, con le privatizzazioni, con le riforme del lavoro. Forse erano a corto di queste figure, visto che attualmente nessuno governa in Italia.

Questa è mossa veramente geniale: in senso ironico, se da parte di presunti rivoluzionai; e in senso letterale, se da parte di zelanti sostenitori.

October 13, 2009

link

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Oggi (ieri) un articolo (o meglio, un temino delle medie) su Repubblica online che parla di questo blog, ricopiato, copi-incollato, con tanto di galleria fotografica annessa saccheggiata dalla fonte; e corredato soltanto di un commento dell’ideatore del blog raggiunto probabilmente via mail o al telefono per due minuti di conversazione travisata etc. Va bene, che questo sia il giornalismo al tempo di internet ci può stare. Che i quotidiani non facciano più informazione, ma solo rumore, e le inchieste si spostino tutte sui settimanali d’approfondimento ci può stare. Ma, come si chiedeva un amico, quale direttiva interna impedisce di mettere quegli ovvi link, almeno alla cosa di cui stai parlando!, se non a pagine interne di Repubblica e tutti i prodotti editoriali dell’Espresso? A cosa serve? A fingere che il loro non sia solo un blog come gli altri, che attinge le sue notizie da Repubblica cartaceo (e in genere le redazioni sono ben separate e demarcate) e dalla blogosfera. Un blog approfondito e autorevole quanto il compianto PTWG (che non vi linko)…

October 6, 2009

via

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La situazione politica attuale, più che una via senza uscita, mi sembra un’uscita senza via. Ce l’abbiamo lì a due passi, spalancata. E’ così ovvio che bisogna fare quel passettino. Magari domani sarà più facile. O più difficile.

September 17, 2009

dove sono?

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In questo momento sono qui. Sono stato a Festivaletteratura, dopo che sono stato qui (potete trovare qui delle slides dal mio talk, ci sono un paio di typos oltre a possibili errori sostanziali di ogni natura). Per chi se lo chiedesse, ebbene si, sto cercando di scrivere una teoria biofisica della gravita’ quantistica, con applicazioni alla dinamica delle reti di reazioni chimiche, al problema dell’inesistenza del tempo, e alla paleografia cristiana.

Cosa ci faccio qui non mi era chiaro finche’ John Barrett non ha sostanzialmente detto quello che pensavo da tempo: che l’equazione di Wheeler-DeWitt e’ un’equazione nichilista.

La settimana prossima tornero’ con la promessa di nuovi interessantissimi post, o di nuove interessantissime promesse.

September 8, 2009

Ipse dixit

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Enrico Fermi era italiano ed ha scoperto il modo di fare energia dalla molecola.

September 2, 2009

notizie

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Ho letto solo io che un uomo era morto per l’influenza suina, ed ora è solo moribondo? Ricordate anche voi che due rumeni avevano sterminato una famiglia a Novi Ligure, e un ragazzo marocchino di Erba si era dato alla fuga dopo aver ucciso moglie e figlia?

Boh, sarà normale così.

P.S. Da oggi ho deciso di darmi al microblogging anch’io. Rende di più e si fatica di meno.

August 19, 2009

antologia del buon umore

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Ritorno da una breve vacanza in terra corsa. In queste due settimane si è rinnovato (un po’) il rapporto con la carta, oltre che con lo iodio e il sole, abituale nemico. Letture sparse dal bellissimo numero estivo di Internazionale, dal libro di Colombati Perceber, qualche articolo scientifico di John Barbour e varie altre cosette. Qualche ascolto. Qualche calcoletto abbozzato su fogli insabbiati intrisi di salsedine, alla ricerca di qualche ulteriore ipotesi sulla natura topologica degli stati stazionari di non-equilibrio. Molto farnulla.

- Ci sono vari commenti a vecchi post speculativi a cui rispondere. Si provvederà presto. In particolare pare che possa nascere un nuovo thread qui o qui. Rileggendo questo secondo post, mi è venuto da chiedermi "che cosa volevo dire?"; inoltre manca ancora all’appello un post promesso su che cosa vuol dire il teorema di Noether in senso informazionale. Sembra che abbiamo acquisito un nuovo lettore, che ci tiene a segnalare il suo blog. Sono sempre eccitato dall’idea di chiacchierare con i filosofi, anche se a volte i linguaggi sembrano inconciliabili. Le idee politiche, veramente, in queste discussioni non contano niente.

- A proposito di tempo, giovedi 10 settembre al Festivaletteratura di Mantova intervisterò Julian Barbour, un fisico profondo e originale che riesce a fare ricerca scientifica di qualità fuori dai circuiti accademici. Il suo faro guida è l’intuizione che il tempo non esiste e non dovrebbe avere posto in una teoria fondamentale. Sto studiando il suo materiale e a breve proporrò qualche riflessione.

- Su piovonorane trovo un attacco alla diplomazia moderata e opportunistica di Fassino nei confronti della situazione in Birmania, accompagnata da una denuncia degli interessi europei e italiani nel paese dei Generali. Condivisibile. Ora, sul numero estivo di Internazionale c’era un lungo e bellissimo reportage (in parte già pubblicato) su Dubai: la crisi economica, lo schiavismo nei confronti dei lavoratori, il disastro ambientale taciuto, i problemi con l’acqua, un regime politico medievale; per non parlare di giudizi ideologici sulla sostenibilità di una megalopoli con campi da golf in prato inglese nel deserto. E ho pensato: quando mai sentiremo un organismo internazionale esporsi sul disastro di Dubai, proporre di mandare osservatori, di aprire trattative, di sanzionare il regime? Gli interessi sono così grandi che Dubai, oppure il Barhein dove si disputa pure un Gran Premio di F1, e gli altri Emirati Arabi sono passati per paesi quasi occidentali. Autentiche cattedrali nel deserto. Tra vent’anni saranno pura archeologia postmoderna, quartieri di lucenti torre vetrate solcati da autostrade di sabbia e sterpaglie.

- Su freddynietzsche il buon intento estivo: la lettura integrale di Infinite Jest di David Foster Wallace. Il 12 settembre, ad un anno esatto dal suicidio, Festivaletteratura celebra il grande scrittore americano con un evento di stampo scientifico-letterario. Sul tavolo ho anch’io Infinite Jest, ancora mai aperto; fa parte dei tre enormi buoni intenti che ho per il prossimo anno, assieme a Perceber di Colombati, lo scrittore italiano che forse più si avvicina alla letteratura americana dei Pynchon e dei Wallace, e, appunto, il monumentale Contro il Giorno di Pynchon.

August 4, 2009

vacuo

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Sono vacante, evacuate il blog.

August 3, 2009

vino al vino

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Via il solito paulthewineguy.

July 13, 2009

zitti e vespa

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Domani questo blog tacerà, così potrà risuonare più alta la voce di brullo vespa. Ma non potevo lasciarvi senza un po’ di compiti per le vacanze.

Negata la tessera a Beppe Grillo, con un ridicolo escamotage burocratico: la tessera và presa nel comune di residenza. Vorrà dire che Grillo potrà tornarsene in patria e farsi la tessera, chi glielo impedirà? Perché inalberarsi così? Non valeva la pena accoglierlo a braccia aperte e far finta di accettare la candidatura? Eventualmente, applicando lo statuto che gli impedirebbe, pur avendo la tessera, di candidarsi?

"Un partito non è un autobus", tuona Bersani. E’ vero, un partito è una cosa seria, è una cosa vostra, e non del primo che passa.

Peccato che siano stati proprio quelli del PD a ricattare l’intero arco della sinistra, con la pagliacciata delle primarie per fingersi "partito democratico" di maggioranza, costringendo la gente con il "voto utile", nonostante questo perdendo inesorabilmente quota, approvando tutto sommato le soglie del 4% che privano un buon 10% di popolazione del diritto di voto, e istigando di fatto una campagna popolare contro la frammentazione della sinistra.

Cosa deve fare allora uno che per caso volesse entrare in politica, metti il caso che abbia anche delle belle idee, un sacco di gente che lo supporta, l’appoggio di associazioni etc.? Deve fondare un altro partito infinitesimo? Oppure entrare nel PD, fondare una corrente (ah no, le correnti sono vietate nel PD) e provare a conquistarlo?

E’ vero, il PD è un autobus. Siete voi che l’avete voluto così.

E adesso chiudo la bocca.

July 4, 2009

in-barazzo della scelta

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Mi piacciono così tanto, ma COSI’ TANTO, i candidati alla leadership del PD che sarei stato francamente in imbarazzo a dover scegliere tra uno dei tre. So che avrei occupato l’urna per ore oscillando impazientemente la matita tra le dita. Per fortuna Rutelli ha pensato a me eliminandone uno con l’abbraccio della morte, dopo il bacio di Giuda di Veltroni.

Spero che Marino riesca a stare alla larga da ogni sponsor, compresi i miserevoli piombini.

June 23, 2009

eversione

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Eversivo il PD, eversivi i giornali italiani, eversivi quelli stranieri, eversivo Rupert Murdoch.

Eversivo Famiglia Cristiana (sic!)

‘azz, allora facciamola ’sta rivoluzione! Io scendo in piazza armato stasera.

Magari mi piglio un gelato alla sorbetteria.

Ma sarà un gelato eversivo.

querele

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"C’è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora"

Questi sono fatti di rilevanza penale. Forse non è Chi il luogo deputato a una simile denuncia.

Mettiamo il caso, così per dire, che questo non sia vero, e che la signora D’Addario voglia querelare Berlusconi.

Non può, per via del lodo Alfano.

Berlusconi è tra le uniche persone in Italia in grado di diffamare chi gli pare senza dover temere conseguenze (anche se di fatto i Parlamentari godono della stessa immunità, visto che la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera non dà mai seguito alle querele). Per esempio, in campagna elettorale può andare in giro a dire che Soru ha ricevuto tangenti. Ironico, no?

June 8, 2009

scova l’errore

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June 7, 2009

3+3 > 4

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3 + 3.5 = 6.5 (> 4)

36 + 9 = 45

27 + 8 = 35 (< 45)

27 + 8 + 3 = 38 (< 45)

27 + 8 + 3 + 6.5 = 44.5 (< 45)

Cheppalle!

27 + 36 = 63 (<< 100)

Bipolarichè?

May 27, 2009

lacchè

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Nell’attesa che i discorsi iniziati (come questo, questo, questo, ma anche questo) evolvano verso discorsi maturi, ancora un po’ di chiacchiericcio sparso da salotto.

Giglioli, che è uno con una capacità di sintesi e di penetrazione eccezionale, commenta questa scena e una domanda che mi pongo da settimane mi risuona. Soprattutto dopo aver visto le comparsate di Lupi e di Ghedina ad Anno Zero, che hanno imparato (o scritto) la parte che tutti i portaborsa di mister B recitano da giorni ossessivamente, condendola con un po’ di insinuazioni stile Giornale o un po’ di parole forti modello Libero. E non sono proprio i Bonaiuti, Vito e Schifani di turno, ma sono persone dotate di una qualche forma di intelligenza. Ecco, come fanno costoro a negare l’evidenza, argomentando come farebbero i bambini, pur di difendere l’indifendibile? Che autostima possono nutrire? Che stima possono nutrire di loro gli "amici"? Ammesso che ce ne siano, perché a certi livelli non sai mai. Se ne sono consapevoli, quale immenso cinismo può portarli a tanto? Ma soprattutto, questo cinismo è furbo? Non farebbe più bella figura uno che dice in maniera decisa "qui il nostro premier ha sbagliato, ma sta facendo questo e quell’altro". Tutto questo esercizio di leccaculismo non è che poi ce lo dimentichiamo quando il principale se ne sarà andato. E non è un caso che in questi giorni AN si sia eclissata.

Mi immagino ad argomentare le mie opinioni razionalmente, e di ritrovarmi di fronte uno stupido impiegato che non fa altro che ripetere cose che non c’entrano niente, con qualche parola fatta e un sacco di idiozie. Considerato che costoro si trovano davanti ad un pubblico non amico, comunque non menefreghista né berlusconiano spinto, e che quindi non è lì che devono andare a fare voti, gli direi: "Dai, per una volta, smetti i panni del maggiordomo, per il tuo amor proprio, che tu non sei così fesso, e parliamo di cose sostanziali, rispondi puntualmente alle domande, al costo di dire qualche elemento di verità. Fallo per la tua intelligenza." Ma non si può, altrimenti ogni volta si andrebbe a finire ad insulti. Credo che lo stile di Franceschini in quel video sia inimitabile, bisogna riconoscerlo. Quasi esilarante.

Ancora: non so se avete fatto caso, ma i nostri "garantisti" per screditare i "forcaioli" che osano chiedere conto delle vicende legali di mister B, che a quanto pare sono segreto di stato, si appellano sempre a questioni giuridiche, vere o presunte. L’arresto per rapina di questo povero ragazzo (che non era coperto dal Lodo Alfano e se era colpevole avrà scontato la pena), loschi giri di soldi nella Lista di Pietro che il Giornale sta cercando ad ogni costo di tirar fuori, le querele di Travaglio.

May 25, 2009

googlatemi pure

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Finalmente (e non so perché ci abbia messo tanto) tomate compare tra i risultati di google per tomate. Altre pagine di tomate sono raggiungibili da google con varie parole chiave, soprattutto scientifiche. Ma bisognava proprio parlare esplicitamente di Berlusconi e di Noemi per avere tanto onore.

May 19, 2009

ti girerai

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TG raiuno oggi a pranzo. La notizia che il nostro presidente del Consiglio è anche agli atti ufficiali un corruttore viene data alle 13.50, dopo lo sciopero della fame di Pannella, dopo l’appello dei referendari, dopo i commenti di mille politici alle veline dell’ANSA, dopo i salari, dopo la nomina di un cardinale a qualche carica. Viene data con parole ben educate, anche se il servizio più di tanto non si poteva truccare. L’unico commento alla notizia raccolto è quello di Ghedini, immediatamente giustapposto a chiosa.

E le nomine RAI vengono fatte domani.

May 18, 2009

vàcci

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Per chi trova gli esercizi di stile di Leonardo faticosi, pedanti e in fondo anche poco divertenti (con tutto l’apprezzamento per lo spirito generale di quel blog), segnalo questo spassosissimo post di nickweirdfish. Da diffondere in rete.

omaggio ai campioni d’Italia

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…di pallavolo femminile. La Copra Piacenza ieri si è aggiudicata lo scudetto all’ultima gara della serie finale recuperando due set di svantaggio. Doppia rimonta: nell’ultimo set sotto di due punti con un colpo di reni è passata dal 13-11 a 13-15. A me della Copra Piacenza non me ne frega niente, e tantomeno di pallavolo; ma è senza dubbio l’evento che renderà memorabile questo weekend sportivo.

May 3, 2009

realblogging

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Intervistatore La7: L’Italia declassata a stato semilibero per quanto riguarda la stampa.

Giornalista de "La Stampa": Non capisco. Vedo spesso anche su La Stampa articoli critici nei confronti del premier.

Che alto senso del mestiere.

E poi, perché proprio il premier?

Ha voluto dare il migliore esempio di quello che volevano dire quelli di Freedom House.

Nella categoria il funzionario zelante.

April 30, 2009

realblogging

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E’ finito! Ma è stato terribile, un momeno atroce, di autentica sofferenza, che le unghie sulla lavagna e il pensiero rivolto ad una frattura scomposta non sono bastate a stemperare. Mi riferisco all’intervento della piccola imprenditrice veneta ad Anno Zero. Voce stridula, discorso preparato urlato, accento fortemente padovano. Lasciamo stare i contenuti. Comparirà sicuramente su Youtube nei prossimi giorni. Indescrivibile.

April 25, 2009

liberazione e comunione

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Anticipando i (tristi) festeggiamenti di oggi, ieri il televisore ha smesso di funzionare, e la radio è costantemente sintonizzata su Radio Città del Capo, Radio Fujiko, Radio Tre, Radio Due. Spiace per blob; ma per il resto è una splendida notizia. Ha fatto da sola quello che io non avevo avuto il coraggio di fare.

La televisione si è spenta sulle ultime parole del Presidente della Repubblica che invita a condividere la resistenza, su quelle del presidente della Camera che invita la destra a considerare i partigiani come valorosi patrioti (e perché non dei camerati allora?), sugli scivoloni di La Russa e di Alemanno. Tutti in fila a mandar giù di malavoglia l’ostia consacrata.

Ma perché questo gioco di equilibrismo? Io non voglio che la Liberazione sia condivisa, la Liberazione è nostra e dovrebbe essere l’antenato illustre di una nuova liberazione. Io non voglio che Alemanno si giustifichi se non partecipa perché verrebbe contestato; non voglio che Franceschini inviti Berlusconi a fare sua anche la Liberazione. Io non voglio la pacificazione. Non c’è nulla da pacificare; i morti sono morti, la storia è fatta. Non me ne frega niente se un ministro fascista dichiara di odiare la resistenza, lo so benissimo, non mi preoccupa e non voglio ipocrisie. Non sono i reduci fascisti e i forzanuovisti quelli che bisogna temere. Non è la fede in Mussolini. Non capisco l’antifascismo militante in un periodo in cui un altro fascismo si sta instaurando, molto più visceralmente; e oggi sarà sui palchi di tutta Italia a predicare la comunione d’intenti di tutti gli italiani.

Teniamoci le feste del 25 aprile per noi, almeno come momento di vera socialità. Evitiamo di disperderci e si scoraggiarci. E resistiamo.

April 19, 2009

chi sono i pirati?

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"I think the economic logic behind dumping a load of toxic waste in the lowest wage country is impeccable and we should face up to that . . . I’ve always thought that under-populated countries in Africa are vastly underpolluted"
 
“Penso che la logica economica dietro alla discarica di sostanze tossiche nelle nazioni più povere sia impeccabile e dovremmo affrontare questo fatto. Ho sempre pensato che i Paesi sotto-popolati in Africa siano molto sotto inquinati”
 
Larry Summers (oggi consigliere economico di Obama)
Saccheggio volentieri questa lettera di Mohamed Abshir Waldo pubblicata da Paolo Barnard, che vi invito a leggere. Fa luce sulla vicenda dei "pirati" somali (come vengono chiamati da tutti i mezzi stampa, e.g. Repubblica) che hanno sequestrato la nave italiana al largo della provincia semi-autonoma del Putland. I pirati siamo noi, che andiamo nelle loro acque a sversare rifiuti chimici e forse anche nucleari, e a pescare di frodo. Loro hanno protestato con la comunità internazionale per anni e, inascoltati, hanno organizzato una Guardia Costiera di volontari, che noi chiamiamo pirateria. Hanno le prove degli sversamenti (due container fortunatamente intatti) ed hanno invitato i governi dei nostri paesi a prenderne visione. Non ne sentiremo facilmente parlare.

March 19, 2009

things are complex

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Seminario di David Lane, uno dei fondatori del Santa Fe Institute per i sistemi complessi, ma di fisica neanche l’ombra, solo ontologia e sistemologia. Teoria dell’innovazione degli artifatti, sua creatura cui lavora da quindici anni. Una cultura enorme, tanta intelligenza interpretativa, una bella parlantina ed un case study interessante: come l’invenzione della stampa ha modificato la società e il cambiamento nella società ha attribuito nuove funzioni alla stampa. Per esempio, sapevate voi che le prime importanti commissioni alle stamperie erano moduli per le richieste di indulgenze che la Chiesa faceva preparare per meglio vessare i fedeli? Solo molto più tardi è avvenuto quel cambiamento nella società che ha consentito lo sviluppo di un mercato di libri.

Il tono era talmente enfatico che non ho neanche mai voluto sospettare che le cose che stesse dicendo in verità fossero banali. Il problema di queste belle interpretazioni è sempre lo stesso. Alla fine l’idea con cui uno se ne esce in tasca è semplicemente che

things are complex

Ovviamente c’è molto di più. Ma devo dire di provare un po’ fastidio quando questi modelli interpretativi della realtà si sganciano troppo dalla realtà e dai casi cui applicano per diventare pieni di space of agents, generative relationships, interactions loci, aligned directedness, complex foresight horizons. Perché ogni tale ontologia ha un modello consistente con il mondo reale e vari esempi concreti, ed ogni esempio concreto si presta ad essere interpretato da varie tali ontologie. Il mondo è amore. Il mondo è odio. L’uomo agisce con un fine individualistico. L’uomo agisce con un fine altruistico. La storia è ciclica. La storia è lineare. L’innovazione è evolutiva. Il cosmo è energia. Il cosmo è antienergia. Tutto ciò non è scienza, e non mi si può venire a dire che PRIMA serve un’ontologia per poter interpretare i dati.

Concludo con una tale ontologia.

Dato un sistema, esiste sempre almeno un’interpretazione del funzionamento del sistema coerente con il resto del mondo.

Data un’interpretazione coerente, esiste sempre almeno un sistema che esemplifica in maniera naturale l’interpretazione.

February 19, 2009

Walterloo

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Ho iniziato a scrivere ma mi sono inceppato. Il livello musicale di Sanremo e’ talmente basso che non vale neanche la pena stroncare. E il morale dei PDini talmente basso che non vale la pena infierire. E le prospettive cementifere della Sardegna cosi’ sordide che non ho il coraggio di pensare. E l’indignazione per la mancata indignazione dell’opinione pubblica per La notizia dell’altro giorno e’ faticosa da sostenere. Un paio di considerazioni maturate davanti a qualche bicchiere da Ubaldo.

[(wind)mills] E’ una battaglia contro i mulini a vento, per questo nessuno (a parte Di Pietro) la combatte piu’. Ma non farebbe male ricordarsi ogni tanto che il nostro premier e’ un corrotto ed un corruttore, oltre che un despota golpista. Perche’ e’ un colpo di Stato, per quanto democraticamente fattibile prolungarsi la permanenza al potere impedendo alla giustizia di fare il suo corso. Popper sbagliava, le democrazie possono suicidarsi. Nel resto del mondo sarebbe caduto il governo l’altro giorno. Da noi e’ caduta l’opposizione e Berlusconi ha esteso il suo potere in Italia.

[info] L’opinione pubblica e’ narcotizzata per due motivi, anzi per via di due precise strategie. 1) La notizia non e’ stata data in apertura di giornale o telegiornale, ma tra le altre noiosita’, infarcita di parole (Mediaset, lodo, atti giudiziari etc.) dal sapore vagamente familiare ma difficili da decodificare; passava il messaggio che Berlusconi non fosse coimputato nel processo, salvo solo per una legge fatta su misura, ma che fosse in qualche modo parte lesa dalle parole diffamatorie di Mills. 2) L’operazione di delegittimazione del potere giudiziario ha portato i suoi frutti: oggi la gente crede veramente che i processi contro Berlusconi siano montature politiche, e ci ha fatto l’abitudine che ogni tanto qualche magistrato impenitente lo mette sotto indagine. A nessuno viene il dubbio che Berlusconi sia colpevole di almeno qualcuno dei reati contestatigli.

[intercet] I politici si scandalizzano che i politici vengano indagati, intercettati etc. Ma la gente dovrebbe rendersi conto che non si tratta di accanimento. E’ assolutamente normale che un politico abbia rapporti con tutti, buoni e cattivi, imprenditori, preti, altri politici, mafiosi, etc. Se si comporta onestamente e in buona fede, nell’interesse dei cittadini, non ha nulla da temere, ma deve sopportare di essere sotto la lente, sempre sotto pressione, e deve essere estremamente attento a non mettersi in situazioni imbarazzanti o peggio. Questo passaggio, la fiducia nella giustizia, e’ stato fatto saltare ad arte dalla politica grazie alla malagestione della giustizia, non certo imputabile a giudici e magistrati, e alla strumentalizzazioe di alcuni casi controversi.

[wartere] E siamo a Wartere. Umanamente, mi dispiace per lui. Politicamente, no, ma non credo che chi verra’ potra’ fare molto meglio. A meno che non si chiami Obama (a proposito, qui su questioni scientifiche. In principio parte bene). Ma, sadicamente, un po’ godo nel vederlo disilluso, e spero che crepiti in lui la stessa acrimonia che nutre Romano Prodi nei suoi confronti. Wartere ha contribuito moltissimo a terminare il governo Prodi, facendo accordi trasversali sulla legge elettorale che hanno irritato un po’ tutte le anime. Adesso perisce dello stesso male, e non puo’ neanche tornarsene nella sua Roma perche’ nel frattempo sono arrivate le camicie nere (e Rutelli non si vergogna ad andare in giro per palazzi romani). Non che il governo Prodi fosse questa meraviglia. Ma, mi dispiace dirlo, ce lo ricorderemo come il governo piu’ a sinistra della recente storia repubblicana, e come uno dei migliori. Come dice malingut, Romano Prodi sarebbe ancora l’unico genio della politica che riuscirebbe a fare il miracolo. Non ne vedo altri (ma tifo Soru).

Update: Qui, e qui. Pietoso. Ridicolo.

January 13, 2009

Tg1

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PaPaPààààààà papaPààààààà

Pà / Pa pa pa pa Pa  / Pa Pààààààà

- Hamas ha rotto la tregua ed è diritto di Israele difendersi.

- Se lanciano missili sulle mie figlie, reagirei.

- L’azione di Israele sarà breve e diretta a eliminare le fonti del pericolo.

- Israele vive in uno stato di angoscia cronico che non è più sopportabile.

- Hamas è finanziato dall’Iran e tiene in ostaggio i civili palestinei.

Fffiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii Bhum AAAaaaaaahhhh Paraparaparapapà Ffffiiiiiiii Bhummm TrTrTrTr Bhum Uuuuiiiiiiiiiiiiuuuuuuuuu Neeenoooneenooo TrTrTrTr Aaaahhhhh TrTr Paraparaparà Bhum Bang Crash Aaaaahhh Noooooo Uuiiiiiiooooooo TrTrTrTrTrTr Parapara Ffffiiiiiiiiiii Bhum

- Ehm… dicevamo…. l’Alitalia è in buone mani.

- Si si…. anzi no, Malpensa…. non si può.

- No non si può… c’è la crisi… e quel bus degli atei

- Scandaloso, veramente scandaloso

 

 

January 11, 2009

fabrizio /2

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(precede)

Comincia lo show. Intervista a Renzo Piano che gli ha dedicato una via nel porto moderno di Genova, una struttura che come il lungomare costruito a Barcellona davanti al barrio gotico per le Olimpiadi allontana i quartieri bassi, quelli di Via del Campo, dal mare.

Poi Don Raffaé, canta Lucio Dalla. L’orchestra suona una partitura piuttosto accurata. Anni fa la Fondazione de André, presieduta da Dori Ghezzi e vicepresieduta da Vittorio Bo, nipote di Carlo Bo, onnipresente nelle iniziative culturali genovesi che contano, commissionò ad alcuni Conservatori di trascrivere tutte le canzoni di de André su partitura partendo dalle registrazioni originali, perché mancavano delle partiture dettagliate, in giro si potevano trovare solo tabulature per chitarra e trascrizioni piuttosto fantasiose delle melodie, e al solito sembra che Pagani sia un fantasma. A noi toccò in sorte Le Nuvole, album che mi aveva accompagnato in innumerevoli viaggi in camper da bambino e di cui amavo i testi che sapevo vagamente a memoria, ma che non avevo mai capito, e Storia di un Indiano. Io che conoscevo de André, unico dentro la mia classe di composizione, mi accaparrai Megu Megun e Monti di Mola. Ma soprattutto Don Raffaé. E’ stato un lavoro lungo ma ben retribuito, molto faticoso per via di quegli strumenti esotici come l’oud e il bouzouki che appunto Pagani avrebbe saputo trattare meglio. Mi sono sempre chiesto a cosa servissero quelle partiture, e sul sito della fondazione non ce n’è menzione. Ed in fondo non ero neanche troppo convinto dell’operazione. Il mio de André mi diceva che lui preferisce i musicisti che suonano la propria musica, o che imitano ad orecchio, che reinterpretano gli arrangiamenti. Non le orchestre che replicano il tutto uguale. Soprattutto se guidate da un musicista completamente privo di talento come Lucio Dalla, ben noto qui a Bologna come uno venuto su negli ambienti giusti del jazz bolognese, ma non all’altezza. Ora non so se la mia partitura sia effettivamente alla base della versione di Dalla, ma se è così, Fabrizio, ti chiedo scusa. Comunque grazie per i 600 euro.

Quanto all’interpretazione, semplicemente penosa. Sapete quando prendete una canzone troppo bassa, che esce a malapena il fiato e fate fatica a creare un suono tondo? Così. De André aveva una voce sonora lì in basso, ricca di armonici e meravigliosa, e tutti se lo ricordano per quello. Dalla sembra un tacchino strozzato, e il controcanto del controcantante aumenta soltanto la confusione.

Ma sta diventando liveblogging.

Entra Dori Ghezzi più giovane di quando aveva conosciuto Fabrizio, sorriso perenne coi tiranti. Poi c’è spazio per Nannini etc. etc.

Ermanno Olmi. Si parla di autenticità e di religione. Come l’autenticità del volto di Dori. Che cosa ci sia di autentico in questo spettacolo non lo so, ma gli dò credito: lo show sta effettivamente migliorando. Finalmente un musicista, per quanto stronzo, ed una bella interpretazione: La Città Vecchia cantata da Capossela. La differenza con gli altri è abissale. Un vero musicista, una vera reinterpretazione, una canzone che si ascolta volentieri e che non vive della sola rendita di esser stata scritta e cantata da Fabrizio.

Poi ancora Pivano, Jovanotti che era veramente autentico con la chitarrina e la voce un quarto di tono calante, Albanese che è l’unico che c’azzecca, etc. etc.

Poi Piovani. OK, hanno fatto un album insieme. Pure bello, per quanto riguarda i testi. La musica sta a questo concept album come i libretti alle opere di Verdi, come gli accompagnamenti clavicembalistici alle arie delle opere antiche: accessorie.  Lui suona il pezzo come fosse una suite dei Pink Floyd (pure sopravvalutate, tra parentesi), e commette pure diversi errori. Piovani è uno dei musicisti più sopravvalutati d’Italia, è mediocre sia come compositore che come pianista, molto più di quanto non lo sia Allevi, e peraltro si stima molto per via di quel ridicolo premio Oscar ricevuto come autore delle musiche del film sull’Olocausto dell’anno (ridicolo il confronto ravvicinato con Bollani in una delle ultime puntate del dottor Jembé). Non c’è paragone con Rota, sia chiaro.

La serata prosegue, ma ha già riservato l’affronto ultimo, quello che ha affondato definitivamente i nostri umori. Avrei veleno per tutti dopo di questo. Lui, proprio lui, l’uomo con cui abbiamo iniziato che interpreta de André, il tenore pop dall’alto tenore di vita ma dalla vocina esile esile, l’uomo che ha commosso l’Italia rimpinzando l’epopea dei ciechi al festival di Sanremo, dopo Baldi e la Minetti.

Standing ovation.

Ma perché ho la televisione accesa? Ah si, perché questa è la migliore televisione italiana. O meglio, di quella metà d’Italia che non ripudio.

Forse termina con un collegamento con tutte le radio d’Italia, manco fosse sbarcato l’uomo sulla luna. Le mani sfatte tanti sono gli applausi del pubblico. Le parole di de André sono dentro i cuori di tutti. Mancano dieci secondi. Non abbiamo capito niente di lui. Applausi. O delle sue canzoni. Applausi. O dei suoi testi (non poesie, testi!). Meno dieci. Meno nove. Meno otto. Meno sette. Sei. Cinque. Quattro. Tre. Due. Uno.

E’ la sua voce, finalmente, solo quella. Basta lei.

Nooooo. Non è finita! Tutto rovinato: Pelù!!!

Finalmente Pagani. Con Fabrizio. Ah, no, è Cristiano. Sul porto di Genova. Ah, no, di Piano.

fabrizio /1

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Fazio. Serata in onore di de André. Dopo Bocelli, pubblicizzato per un mese forse più con uno spot da vergognarsi a guardarlo ed uno show atroce, una rassegna funebre manco fosse stato anche quello in mortem, ora il povero Fabrizio. Che non si rivolta in tomba, perché è morto dieci anni fa ed il suo corpo è un cumuletto di materiale organico e la sua anima si è dissolta secondo i precetti della sua miscredenza (sicuramente abiurata sul letto di morte, a detta di qualche pretuncolo). Ad ognuno il suo: gli indù si reincarnano, i cristiani bruciano all’inferno in buona compagnia o si annoiano nell’aria condizionata del paradiso (parafrasato da Mark Twain). De André semplicemente non c’è più, ma le nostre società malate hanno bisogno di commemorare i morti, serve per costruirsi un’identità, oppure un’indennità dalla morte - bah.

Fatto sta che ci ritroviamo il campione della medietà, del buonismo, del buonsensismo, nonché il grande (veramente) ideatore dei migliori format televisivi omaggiare un uomo che non era medio, non era buono e non aveva molto buonsenso, visto la fine che fece, e soprattutto che detestava la televisione, comparendovi in - credo - una sola occasione. Ora de André è diventato un eroe nazionale, amato da tutti (o meglio, da tutta la metà del paese che considero), preso a spizzichi e bocconi e reinterpretato da tutti. E quindi condiviso. Come se de André avesse sempre spanso parole condivise, non controverse, ragionevoli per tutti.

Ognuno nel suo privato ha un rapporto personale con il personaggio, il mito che si è costruito di persone che non ha mai incontrato e che magari conosce solo malamente. E’ normale: penso anch’io di avere un rapporto privilegiato con de André, come anche con Boltzmann, Einstein, Nietzsche, Prodi (sic!); da ragazzino io e Bono eravamo pappa e ciccia, poi abbiamo litigato e sono stato amico intimo di Thurston Moore finché non mi ha fregato Kim Gordon (che poi era successo anni prima). Ma è, appunto, un rapporto privato. Io SO, anche se è difficile ammetterlo, che con queste persone avrei avuto molto poco da spartire, e che insomma non mi avrebbero cagato.

Un’altra cosa è la celebrazione pubblica. Mi chiedo ad esempio: il libertarismo e l’anarchismo di de André non sono proprio dei dettagli. Ai concerti portava spesso in tasca una copia della rivista anarchica A, cui donava generosamente. Ebbe un sodalizio con Alessandro Gennari anarchico mantovano dopo (e perchè) che questi aveva bruciato la bandiera italiana in piazza. Si ritrova schiaffato sui media borghesi nazionali con i vessilli spianati. Il mio de André, quello con cui sono in confidenza, mi dice che lui odia i funerali, odia le commemorazioni, le visite al cimitero, gli eroi della patria con le strade intitolate, il sistema repressivo della telecomunicazione, la retorica televisiva, i buoni sentimenti caramellosi, lo show. Allora come riservargli un simile servizio, normalizzandolo a misura dei nostri valori, senza sentirsi un po’ ipocriti? Il mio de André mi dice che gli piaceva stare in mezzo alla gente, quella vera, quella del porto con cui trattava il prezzo del pesce, il contadino sardo che lo ha aiutato a mettere in piedi l’Agnata. Persone intervistate per il bellissimo documentario e avevamo gli occhi troppo belli distribuito dalla rivista anarchica. E si ritrova lo studio pieno di "pezzi grossi" a parlare di lui come fossero stati mai veramente suoi amici (alcuni lo furono). Il mio de André privato ama la terra, sporcarsi le mani, le cose autentiche, rustiche, le persone venute su dal basso, che lavorano con le proprie mani, i figli di nessuno, i diseredati come lui che aveva rifiutato il riscatto del padre per il rapimento in Sardegna. Il suo spazio di natura selvaggia in Sardegna, l’Agnata, è ora un agriturismo ultrafighetto e pulito. Dori Ghezzi ci ha organizzato un bel concertino commemorativo quest’estate. Ci siamo stati, ma saremmo voluti scappare subito, quando abbiamo visto entrare tra la gente Cristiano sigaretta un bocca (lo ricordate a Sanremo?), bambino viziato con le fattezze e la voce del padre. L’ho incrociato e mi son spaventato: "E’ Fabrizio", ma invece era Cristiano, osannato come fosse, appunto, il padre e con l’imbarazzante scia di amichetti fighetti milanesi. Siamo scappati a metà del concerto della Vanoni, sua cara amica in vita, imbalsamata come un cotechino, labbra gonfie e livide come gommoni, che tirava stecche a gogo da far rabbrividire. E abbiamo pensato: povero Fabrizio.

(segue)

December 31, 2008

Qualcuno si sentì berlinese davanti ad un altro Muro

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Non ho parole mie per descrivere ciò che succede nella striscia di Gaza, perchè non sono là e non sono mai stato là. Neanche i giornalisti occidentali sono là. Voglio solo far risuonare queste parole di Mustafa Barghouti. Alcune citazioni:

"E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?"

"No, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia."

"Un Muro marca un ghetto da entrambi i lati."

"Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?"

December 28, 2008

ancora ancora Allevi

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[] La pubblica mattanza di Allevi si carica di nuova meravigliosa violenza, con la sua risposta a Ughi [qui]. Non sembra lo stesso autore dei suoi libri; quando si tratta di rispondere a chi ne sa smette gli abiti dell’elfo stregato, illetterato e felpato e scrive almeno nella nostra stessa lingua, pur non risparmiandoci scemenze di vario tipo (quanto è titolato, l’autografo spiegazzato, la cravatta… orrore). Bisogna dire che Ughi è tra i musicisti più conservatori e parrucconi d’Italia, per cui se anche lo abbiamo amato per la sua batosta, pure bisogna diffidare. Su un paio di cose sono d’accordo con Allevi. Ughi si occupa di diffondere la musica tra i giovani: i giovani ascoltano Allevi. Dove sta sbagliando?

Qui si consuma il dramma della musica classica, e della sua filiazione "colta" contemporanea (che per lui è dodecafonia e serialismo, come non ci fosse stato nient’altro), perseguita da un’elìte autoreferenziale di compositori angustiati dall’ansia di sperimentare, qualsiasi cosa, purchè mai sentita, purchè diversa e originale, perlopiù sordi ai progressi tecnici ed estetici del jazz, del pop e del rock. Come del resto ha spiegato bene Baricco (sic! proprio lui, il detestato Baricco) ne L’Anima di Hegel e le Mucche del Wisconsin. Pensate che paradosso quando la Storia della Musica cartacea della Utet ci racconterà dei vari Grisey, Ferneyhough, Reich ed altre decine di illustri sconosciuti sullo stesso piano dell’universalissimo Beethoven, del celeberrimo (al suo tempo) Chopin, come gli artefici della musica del nostro tempo; e Wikipedia invece ci racconterà si di loro ma soprattutto di Radiohead, di Bollani e dei nuovi immortali. Tranquilli: Allevi non ci sarà.

Da ormai una decina d’anni, partendo pretestuosamente dal discorso del minimalismo americano, si sta realizzando quanto era facile prevedere: dalla resistenza armata degli strenui difensori della superiorità della musica colta si stanno staccando visionari e/o furbi e/o pavidi in cerca di un compromesso più o meno al ribasso con il riconoscimento pubblico, con il piacere acustico, con la notorietà, il successo, il commercio, la gloria. Tra queste usciranno proposte veramente nuove, veramente alternative, ma c’è anche molta luce per i restauratori, finalmente sdoganati. Sollima, Einaudi, Nyman, Glass, Piovani. Non è mica Allevi il primo, e neanche il peggiore; ciò che offende in lui è la mancanza di umiltà, il successo esagerato ed il fatto che si riallacci più o meno direttamente con i grandi compositori classici, facendo finta che in mezzo non sia successo niente.

La musica  di Allevi

Allora perché? A grande richiesta degli amici ho fatto il lavoro sporco e vi presento le mie personalissime e opinabilissime valutazioni.

[ilpianista] Come esecutore classico è ingiudicabile, almeno dai dischi costruiti al computer. Dicono che dal vivo pecchi molto. Non credo come Ughi che sia un pianista inammissibile al Conservatorio. Probabilmente è un buon pianista, tutto qui. In ogni caso, suona musica che si adatta molto bene alle mani. Effetti speciali, finto virtuosismo: non è musica difficile da un punto di vista esecutivo, è solo a tratti veloce, ma è tutto molto comodo, agevole, come comodo è Mozart, che è altrettanto noioso. Chopin era scomodo (gli studi, le ballate), Beethoven, Brahms, Scriabin pure: scrivevano cose che le mani non vorrebbero fare spontaneamente. E’ per questo che suonano così diversi, e così belli. La sonata Al Chiaro di Luna si suona al V anno di pianoforte. Si può benissimo suonare Allevi alla stessa età. Tenete in mente: a sentirle le cose sembrano sempre molto più difficili che a suonarle, anche per un pianista esperto: solo quando si prende in mano la partitura ci si rende conto.

[limprovvisatore] Il virtuosismo appariscente ed esteriore lo si trova giustificatamente nelle jam session jazz, nelle improvvisazioni di Liszt, del primo Chopin (la Polacca Brillante), di Paganini e nelle improvvisazioni organistiche di Bach (le toccate etc.), a dosi ben maggiori di quelle del timido Allevi. Insomma ovunque ci sia improvvisazione il virtuosismo è una strategia di sopravvivenza, un automatismo necessario per tirare avanti. Ed è anche esibizione, virile, sessuale, in risonanza con il contesto della festa, dell’occasione mondana, del locale a tarda notte. Quando non c’è improvvisazione, il virtuosismo fine a se stesso è solo questo: fame. E’ pornografia. Rachmaninoff è un pornografo frustrato, uno strappamutande - e mi rincresce molto che si sia creato questo equivoco per cui Allevi è considerato un jazzista: Allevi (che peraltro non lo ha mai dato a intendere) non improvvisa mai una nota. Conosco pianisti jazz che improvvisando sanno fare musica molto più accattivante e strutturata di quella che Allevi scrive.

[ilcompositore] Da un punto di vista puramente accademico la sua musica è scritta sostanzialmente in maniera corretta, dove corretta vuol dire secondo canoni compositivi comuni a tutti gli stili: la condotta degli accordi, la risoluzione delle settime e delle sensibili. Allevi ha studiato composizione, non è un illetterato, e ha svolto per bene il suo compitino, un esercizio di stile, le cose che fanno gli studenti di composizione entro il quarto anno di studi, prima di affrontare il ben più complesso mondo del contrappunto. Il che è abbastanza ironico considerato che lui si considera un musicista rivoluzionario in rottura con l’Accademia.

Senza voler fare un’analisi nota per nota, che è una rottura, queste le caratteristiche del primo Allevi (ad esempio, qui,qui,qui). Struttura armonica molto elementare: se doveste rappresentare la progressione armonica su un circolo delle quinte (come facevo io qui) la vedreste muoversi in un contesto molto limitato, sostanzialmente nel "giro di ". Perlopiù evita le cadenze (conclusioni di frase) dominante-tonica e predilige cadenze plagali, più piacevoli e accomodanti, meno spigolose. Molto spesso si passa dalla tonica al relativo minore o alla sottodominante minore o al secondo minore senza modulazione, anche questa è una scelta accattivante. Talvolta si fanno salti armonici di terza (Do-Mib o Do-Mi), usati correntemente nel pop sanremese di ogni epoca. Gli accordi sono quasi sempre perfetti, qualche raro accordo di sesta, settima o di nona, niente di tutto ciò che arricchisce il jazz: 11esime, 13esime, accordi "sustained", accordi diminuiti e semidiminuiti, sostituzioni del basso. Niente politonalità, atonalità. Dal punto di vista strutturale, non si può pensare di confrontare le sue composizioni con quelle classiche. Come dice Facci, mancano totalmente di sviluppo, ossia una rielaborazione dei temi e delle armonie che prende i materiali esposti all’inizio del pezzo e li trasforma, sovrappone, riarmonizza, contrappuntizza, reinterpreta, prende in giro, dimentica. Non bisogna cercare la forma-sonata nelle composizioni di Allevi: le sue sono canzonette, al pianoforte: quella è la struttura. AABA. Strofa-Ritornello-Ponte. Ripetizione del sempre uguale. Queste sono le strutture. Le melodie sono semplici-semplici: successioni di intervalli consonanti (terze quarte quinte e seste) oppure scale maggiori e minori, arpeggini. Fate un esperimento: andate sul pianoforte e piazzate una bella quinta vuota di RE in basso (re-la) e con la destra suonate a caso un po’ di note bianche, in successione o a salti. Potete anche cambiare alla sinistra ogni tanto e suonare do-sol. Figata no? Questo è Einaudi. Con un po’ più di variabilià armonica avrete Allevi. Niente intervalli dissonanti, dissonanze irrisolte, niente scale esatonali, pentatoniche, acustiche, ottofoniche. Mai sovrapposizione di melodie: niente contrappunto, soltanto arpeggi o accordi alla sinistra e melodie alla destra. Qualche blue note ogni tanto a far finta di saper fare del jazz.

Le ultime cose di Allevi sono migliorate, non sono altrettanto banali. In questa potete trovare qua lche segmento si scala acustica, un cluster atonale, qualche elemento di virtuosismo più avanzata (una scala per terze); ma la sciatteria della struttura armonica rimane frustrante (va avanti per ore con la successione in minore I-VII-VI-VII-I). Non sono ancora buona musica, ma si staglia rispetto all’ormai giustamente dimenticato Einaudi. Non voglio essere pregiudizievole: secondo me ha le qualità per scrivere ottima musica. Ma non l’ha ancora scritta.

December 27, 2008

ancora Allevi

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Il concerto al Senato di Allevi non ha lasciato indifferenti musicofili e musicisti di varia estrazione come Facci sul Giornale e Uto Ughi su La Stampa, e ha acceso discussioni su vari blog [qui][qui][qui]. Per inciso, non credo che la scelta del musicista abbia vilipeso un luogo già di per suo degradato dall’occupazione del più viscido dei lacchè di Berlusconi e prima ancora ostaggio di squallidi giochi di ruolo. Semmai è sintomatica dello stato di coma culturale in cui il paese versa, nell’educazione musicale, nella produzione cinematografica, nella gestione dei teatri.

[parmesan] Chi lo osanna sostiene che non ci si può non confrontare con un pianista nonelettrificato che vende centinaia di migliaia di copie, e che contribuirà all’avvicinamento della masse alla musica classica. E’ vero come è vero che non ci si può non confrontare con il  successo dei negozi "tutto a 1 euro" o del parmesan cheese sottocosto che si vende nei discount: è sintomatico di uno stato di malessere economico del paese e di cattiva alimentazione. Ma non venitemi a dire che il parmesan favorisce l’avvicinamento al Parmigiano Reggiano. A Natale, regalate le ballate di Chopin suonate da Zimmermann, non Allevi: questo è il miglior modo per avvicinarsi a Chopin.

[successo] Spostiamo il target: come detto qui

non ha senso limitarsi a dire che Allevi non è bravo, bisogna semmai capire perché nonostante ciò abbia successo.

Ribadito che il successo non è mai stato una misura della qualità delle cose, semmai il contrario, comunque urge capire perché ne riscuota tanto. E guess what?, in Italia non esiste un’educazione musicale e, aggiungo io, nei templi in cui viene fornita un’educazione musicale questa è troppo applicata e tecnica. Certo, se volessimo aggiungere un serio insegnamento della musica nelle scuole dovremmo tagliare altre materie ritenute fondamentali come la religione, la storia dell’arte: faremmo un buon affare, perchè staremmo sostituendo opinioni e nozioni con idee e applicazioni, cose che devo imparare con cose che devo capire e rielaborare. Prendi un qualsiasi essere umano e chiedigli quali sono le cose per cui vale vivere: stai quasi sicuro che tra le prime troverai la musica. Come mai allora non si insegna in Italia a capire cos’è la musica? E come mai nei conservatori la consapevolezza musicale dei musicisti è rasente lo zero? (troverete proprio nei conservatori la schiera più agguerrita di fan di Allevi o di discotecari) Questi i rudimenti per imparare a capire la musica: tanto ascolto, un po’ di strimpellamento su uno strumento, un’infarinatura di musica modale, un’infarinatura di armonia e composizione, un’infarinatura di tecniche improvvisative, partecipare ad una banda. E tanto ascolto, partitura in mano. E’ troppo? In Olanda (e anche in certe scuole negli USA) si fa. Da noi si preferisce spendere i soldi per allestire lugubri e sfarzosi spettacoli per signore decadenti altrettanto restaurate: siamo ostaggi del bel canto.

[criticoni] Dobbiamo nuovamente spostare il target. Non dire "che" Allevi non è bravo, ma dire "perché" Allevi non è bravo. In giro si leggono critiche ineccepibili al personaggio, ai suoi libri deliranti, al fatto che la sua musica è facilona e ammiccante. Ma perché è così? Il problema è che i critici musicali non hanno loro stessi competenze necessarie: avranno un gusto sviluppato, esperienza, sensibilità; ma saranno alla fine sempre soggetti ad infinocchiamento da parte di qualche altro fenomeno che riscuote un successo limitato ad una qualche cerchia intellettuale più o meno ampia ed autoreferenziale, non so per dire magari sputano su Allevi e osannano Piovani, sputano su Piovani e ti vanno a pescare fuori Arvo Pärt. T’ammazzano di botte Einaudi salvo poi salvare Glass. Per esempio su Macchianera il critico di turno, penna su più magazine musicali, ti fa il pippone sui peccati mortali della classifica della musica più commerciata in Italia salvo poi sostenere che Giusi Ferreri è una musicista vera o vaccate simili non è vuota e sterile, e il tutto con vaniloqui estetizzanti e moraleggianti che nulla hanno a che vedere con come è scritta quella musica. E’ ovvio: di musica non ne sa nulla nessuno.

Se non si è interiorizzata la sintassi della muscia tonale basata sulla triade sottodominante-dominante-tonica, non si è capaci di dare un nome agli intervalli e di intonarli, di comprendere quale scala modale domina in un pezzo o addirittura di capire quanti strumenti e quali stanno suonando non si può parlare di musica. Non dico che bisogna essere pedanti e conservatori come Uto Ughi. O che ci siano principi universali per giudicare la qualità di una musica (qui un mio vecchi pezzo). Ed è vero che ad un certo punto subentra per fortuna il relativismo estetico, ma un po’ più di modestia, da parte di tutti, non nuocerebbe. Altrimenti ci meritiamo i vari Allevi o le sue versioni più "di nicchia", indipendenti o alternative di ’sta minchia.

[perché] Quindi perché? Beh qui bisogna che qualcuno si rimbocchi le maniche, abbia il fegato di sorbirsi le "opere" del maestro e di dire a chiare e tonde parole perché quella è musica di scarsa qualità. Io ho l’otite. Qualche volontario?

 

December 16, 2008

questua per una questura

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Sono stato in Questura, per denunciare un fatto di enorme gravità: ho ritrovato la carta d’identità. La persi nel 2005, la ritrovai nel 2006 sotto il pianoforte quando avevo ormai dimenticato di averla persa; poi dimenticai di averne denunciato lo smarrimento. Sono rimasto cinque minuti a bussare ed alitare sul vetro all’ingresso dell’ufficio denunce perchè non funzionava la fotocellula della porta a scorrimento. Mi hanno fatto fare il giro. Mi sono accomodato (niente coda alle 8 del mattino), ho denunciato il ritrovamento di una carta d’identità smarrita a Mantova e denunciata a Mantova. La poliziotta manda in stampa ma la stampante manca di toner. Nel frattempo controlla sull’archivio, e scopre che la denuncia era per furto, a Padova. Non si poteva controllare prima, perchè una denuncia è una dichiarazione del denunciante. Manda una nuova stampa. Sempre senza toner. Passa mezz’ora. Il toner non arriva. L’ufficio denunce è bloccato. Mi guardo intorno: muri scrostati, tavoli in formica, poltroncine con gommapiuma a vista, pavimenti sporchi, lampadine rotte, armadi metallici con residui di scotch e adesivi. Per non avvilirsi troppo in questura puoi sempre passare il tempo sfogliando calendari delle forze dell’ordine. Per fortuna mi sono portato dietro Internazionale, accavallo le gambe e leggo. Passa un’ora. Arriva un toner usato, che stampa male ma stampa. Dal computer (risalente almeno al secolo, se non al millennio, scorso) non partono più le stampe. Tentativo di stampare sulla stampante "su di sopra": la stampa viene orizzontale. Provano a risolvere il problema un paio di appuntati. Non dico niente, taccio, sorrido e penso al mio blog. Ricorriamo infine ad una denuncia scritta. Mancano i moduli. Qualcuno va a fotocopiare i moduli. Compiliamo i moduli.

Non siate troppo cattivi con le forze dell’ordine, abbiatene compassione in tempo di Natale, e fate loro l’elemosina.

December 11, 2008

la rivincita dei nerds

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Sembra che Obama abbia scelto un fisico premio Nobel scientificamente ambientalista come segretario all’energia. Si tratta di Steven Chu, che vinse il premio Nobel nel 1997 per le trappole laser e il raffreddamento degli atomi. Una scelta sicuramente di altissimo livello. In Italia non mi risulta che ci siano fisici in parlamento (aspetto smentite) e in generale la comunità scientifica (quella veramente scientifica, non gli "scienziati" della politica, della comunicazione, della giurisdizione) è largamente sottorappresentata, eccezion fatta per il potentato dei medici. Non ricordo fisici ministri. E’ vero che lo scienziato di prima linea ha una vocazione molto meno spinta alla cosa pubblica, autisticamente chiuso nei suoi laboratori/studi e riluttante a spendere tempo per la carriera amministrativa. La comunità dei fisici ha scarsissimo potere di lobby, come recentemente denunciato da Parisi; paradossalmente gode di migliore considerazione al Vaticano che a Palazzo Chigi (vedi Cabibbo). Lo stesso Zichichi, depositario di un potere democristiano ben superiore a quanto si sospetterebbe, non è mai stato parlamentare o ministro. Tra i candidati senatori a vita, non risultano fisici, nonostante ci siano tra questi persone molto meritevoli che potrebbero ricoprire tale carica, in particolare gli stessi Parisi e Cabibbo. Invece i prossimi senatori a vita, se camperanno abbastanza, saranno probabilmente Scalfari (e ci può stare), e Mike Buongiorno. Capito? Mike Buongiorno.

Scriverò in futuro di come penso che le istituzioni democratiche abbiano bisogno di una piccola rivoluzione scientifica. Per ora mi limito a questo. Cosa può dare un fisico alla politica? Quali doti ha che altri spesso non hanno? Due cose: il metodo scientifico, e conseguentemente l’abitudine all’analisi critica. Uno scienziato è per formazione istruito ad abbandonare la propria teoria se una teoria concorrente si dimostra più fondata, e a valutare in maniera quantitativa e qualitativa la validità delle teorie altrui. Inoltre è abituato a soppesare le proprie affermazioni e a renderle rigorose finchè sono più possibile coerenti e inattaccabili. In politica queste doti possono consentire di spogliare una determinata scelta dividendo la parte "tecnica" da quella "politica", valutando la possibilità di prendere provvedimenti "tecnici" in maniera non ideologica; possono aiutare ad un analisi più profonda e sfaccettata di un fenomeno, fino alle sue estreme conseguenze "logiche". Tornerò su questo.

November 15, 2008

Un dubbio linguistico

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Non so se qualcuno passerà di qua a darmi la propria opinione, ma io chiedo. Secondo voi le parole in inglese inserite in un testo italiano debbono essere inserite (se la frase è al plurale) al plurale inglese, cioè aggiungendo la "s"? E debbono essere in italico? Per esempio, quale scrivereste:

"ti mando alcuni papers interessanti": c’è la coincidenza, ma sembra una raffinatezza innaturale

"ti mando alcuni paper interessanti": più usato, e si concepisce la parola "paper" come oggetto estraneo, come in <<ma quanti "quando" che mi dici!>>

Non badate all’esempio, lo so che c’è sempre una parola italiana buona per ogni parola inglese (non proprio: prendete cheap) e che "articolo" farebbe la sua porca figura, ma certo linguaggio tecnico-scientifico ha senso solo in inglese, perchè i significanti acquisiscono significati peculiari. A voi l’ardua sentenza.

November 3, 2008

elezioni at last!

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Domani le elezioni americane. Ecco i candidati (via wikipedia):

Gene Amondson - Prohibition. Gene Amondson è un pittore di paesaggi, un intagliatore ed un attivista dell’Alaska. Ha un sito personale dove è possibile ammirare i suoi orribili oli e acquerelli. Esprime le posizioni più impreparate e rozze, eppure sincere: ha recentemente ammesso che i partiti terzi non hanno nessuna chance di vincere le elezioni e che avrebbe preferito un’altra persona con cui dividere il ticket presidenziale, possibilmente un deputato. Inoltre ha dichiarato che darebbe il suo voto ai repubblicani per le politiche filo-israeliane. Il partito è uno dei più antichi d’America, si batte per politiche proibizioniste soprattutto contro il consumo di alcohol e di tabacco; il 18esimo emendamento del 1919, poi cancellato dal 21esimo nel 1933, che segnava l’epoca del proibizionismo in America fu la loro grande vittoria politica. Da allora il partito ha perso decisamente quota.

Cuck Baldwin - Constitution party. Pastore battista, ex repubblicano. Il Partito Costituzionale ha posizioni fondamentalmente di estrema destra ispirate ad un’interpretazione diretta dei principi della dichiarazione d’indipendenza, della costituzione e degli emendamenti. E’ un partito giovane, nato nel 1992 come Taxpayers’ Party. Per esempio, contrari all’aborto e all’eutanasia. Alleato con gli indipendentisti dell’Alaska e del Nebraska. Alle ultime elezioni ottennero 150000 voti, quarta forza elettorale.

Bob Barr - Libertarian. Il partito liberalista è il quinto per numero di iscritti ma è il più forte "partito terzo", con 470 000 voti alle scorse presidenziali. Fondato da David Nolan, autore del Nolan chart, un grafico bidimensionale che situa le formazioni politiche da destra a sinistra e dall’alto al basso a seconda di libertà economiche e individuali. Il partito invoca libertà individuali ed economiche estreme: politiche laizzer-faire in economia, libertà sessuale, frontiere aperte, contrarietà alle leggi contro la discriminazione in quanto lesive delle libertà personali, abolizione delle leggi contro i crimini senza vittime (guidare senza cinture, prostituzione, uso di sostanze), libertà di autodifesa indiscriminata (possesso armi), aborto (motivo di contrasto entro il partito), contrarietà a politiche di welfare. Il partito è diviso su proprietà intellettuale e pena capitale. Collabora localmente con gli altri partiti terzi, ed è in contrasto con entrambi i partiti più grandi pur essendo più in contatto con i repubblicani. Finanzia tutti i candidati, in egual misura i democratici ed i repubblicani e via via gli altri partiti terzi.

Ròger Calero - Socialist workers. Calero è nicaraguense, e non essendo di nascita americano non può essere candidato a presidente secondo la Costituzione Americana. Ma, essendo assai improbabile una sua elezione, è sostituito da James Harris in altri stati e per qualche ragione che mi è oscura questa combinazione funziona. Il partito è il principale promotore delle idee Trotskyste negli USA, ma dagli anni ‘70 sta scendendo a precipizio. Nel 1948 supportò la candidatura di Harry Wallace per il partito progressista. Wallace era vicepresidente di Roosevelt e si candidò contro Truman nella disfida elettorale più sinistroide della storia americana. Il supporto comunista, in un periodo già tendente alla caccia alle streghe, gli costò molto e finì con un misero 2.4% alle spalle dei repubblicani.

Charles Jay - Boston tea. Nato da una costola del partito libertario, da cui si è scisso accusandolo di non applicare l’ideologia ai problemi contigenti, il partito del Boston Tea rivendica nel nome l’indipendenza economica nei confronti del potere sovrano. Il motto ispiratore è di ridurre la grandezza, lo scopo e il potere del governo e di non ingrandire la grandezza, lo scopo e il potere del governo.

Alan Keyes - American independent. Indipendente è ogni politico che non si presenta supportato da un partito particolare, ma con il tempo varie formazioni di destra e di sinistra si sono formate con il nome indipendente. Formalmente, soltanto Washington fu presidente indipendente. Altri candidati forti furono il miliardario Ross Perot nel 1992. Il partito American Independent è un partito californiano di destra che riuscì nel 1968 ad eleggere George Wallace come governatore dell’Alabama, favorevole alla segregazione razziale, e successivamente lo candidò alle presidenziali ottenendo il 13.6%, uno dei risultati più importanti per un partito terzo. Il partito si è scisso nel 2008 (a metà tocca il sito, all’altra metà il blog), ed il candidato è disputato. Keyes è un politico di lunga data, perennemente candidato ed eletto a vari livelli, senatore con i repubblicani, con i quali tentò la candidatura prima della vittoria di McCain alle primarie; si rivolse dunque al Constitution party e infine agli indipendenti di destra.

Glora La Riva - Socialism & Liberation. TBA

John McCain - Republican party. NP

Cynthia McKinney - Green party. Parlamentare democratica per dodici anni, prima nera eletta in Georgia nella House of Representatives. In due occasioni attaccò Al Gore, nel 2000, per essere ostile ai neri ("non ne vuole avere più di uno attorno") e, più puntulamente, denunciando il suo silenzio e gli interessi di famiglia nell’estrazione del petrolio in Colombia a danno della popolazione U’wa. Dopo l’11 settembre 2001 accusò Bush di essere al corrente degli attacchi e di non aver avvertito i New Yorkesi per interessi privati. In seguito in commissione sull’ 11/09 lottò per impedire, senza successo, eccessi di segretezza governativa, ma senza più mordere. I verdi sono il quinto partito, con 120 000 voti alle presidenziali 2004, ma il terzo partito per numero di iscritti. Nader fu un candidato dei verdi in varie presidenziali. I verdi si contraddistinguono, oltre che per le campagna ambientaliste, anche per la notevole democrazia interna (non c’è un presidente o segretario, ma una staff di 7 co-chairman a pari livello). Supportano una democrazia partecipativa orizzontale.

Brian Moore - Socialist. TBA

Ralph Nader - Independent, ecologist. Avvocato di origini libanesi, attivista per organizzazioni di consumatori per la sicurezza stradale e per il controllo delle attività parlamentari, attivista anti-nuclearista. Accusato dai democratici di aver contribuito alla sconfitta di Kerry nel 2004, quando ottenne lo 0.4% dei voti complessivi, e soprattutto di Gore nel 2000, quando i democratici persero per poche centinaia di voti in Florida. Ognuno dei partiti terzi aveva però ottenuto più dei voti necessari a Gore per vincere; inoltre Nader dimostrò che il suo elettorato (100 000 voti) si divideva equamente tra delusi dei democratici e dei repubblicani e astensionisti, e si appellò alla costituzione per difendere pubblicamente il suo diritto a candidarsi. Egli però accettò finanziamenti da Bush. E’ uno dei pochi "terzi incomodi" scomodati occasionalmente da radio e televisioni per esprimere opinioni al vetriolo sui democratici. Il documentario"Un unreasonable man" sulla sua figura fu presentato a Sundance’06. Sesta forza nel paese alle scorse elezioni presidenziali.

Barack Obama - Democratic party. NP

Thomas Stevenson - Objectivist. ll partito oggettivista (nato nel 2008) segue la filosofia di Ayn Rand (morta 1982), la quale dal suo canto era contraria alla formazione di partiti sulle sue idee. Ayn Rand proponeva una filosofia basata sull’egoismo razionalista e sull’individualismo. Alan Greenspan era membro di un gruppo di studenti oggettivisti a lei devoti. Sulla filosofia della Rand troppo sarebbe da dire e non sarà detto.

 

 

October 18, 2008

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…alla domenica mattina i genitori accompagnano i loro marmocchi brufolosi ed esaltati a decine di kilometri nella nebbia per rincorrere la palla insultandosi e sputacchiando sul terreno, ed assistono alle prestazioni dei loro prediletti sbavando di collera contro l’arbitro corrotto e cornuto, che non riesce mai a farsi rispettare e a fine partita deve fuggire dal cancelletto riservato per evitare il linciaggio. Spesso i vecchiardi si azzuffano perchè dissentono dal verdetto o contestano il gioco sporco altrui, talvolta venendo agli insulti e alle mani - i più assennati abbandonano la contesa per rimuginare privatamente del gioco del loro figlio, che è spesso il migliore ma poco servito e considerato dai compagni. Sognano per il campione un futuro radioso in serie A, e lo propongono a falsi talent scout portandoli in macchina a centinaia di kilometri di distanza a fare due palleggi ed un tiro per poi essere respinti…



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