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	<title>tomate</title>
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	<description>Just another WordPress weblog</description>
	<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:55:34 +0000</pubDate>
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		<title>note a margine sul senso di un cadavere appeso</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>daily rants</category>
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		<description><![CDATA[	Vorrei poter tornare liceale e rimuovere con le mie mani, domani mattina, il crocefisso (quel crocefisso che da noi per mesi &egrave; stato appeso a testa in gi&ugrave; ad opera di qualche compagno metalluso). Non perché questa dell&#8217;ineccepibile sentenza europea sia una vittoria, ma perché dovrebbe essere l&#8217;inizio di una battaglia, di una lite continua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Vorrei poter tornare liceale e rimuovere con le mie mani, domani mattina, il crocefisso (quel crocefisso che da noi per mesi &egrave; stato appeso a testa in gi&ugrave; ad opera di qualche compagno metalluso). Non perché questa dell&#8217;ineccepibile sentenza europea sia una vittoria, ma perché dovrebbe essere l&#8217;inizio di una battaglia, di una lite continua, di una sana discussione.</p>
	<p>E la battaglia non &egrave; affatto quella degli atei, o degli anticlericali, o dei devoti di altre religioni contro i cattolici. Ma &egrave; quella dei cristiani e di tutti quelli che praticano di fatto un confronto ecumenico con le altre confessioni, contro le istituzioni e gli istituti cattolici.</p>
	<p>Quelle istituzioni che misurano la loro permeanza* sociale in base a confessioni impartite, crocifissi appesi e 8 permille intascati, e non si rendono conto che tanta parte degli studenti sotto quella crocetta praticano un&#8217;altra religione, e la stragrande maggioranza se ne fotte altamente di qualsiasi religione, tantomeno la loro. Senza dimenticare che quegli altri fanno digiuno per un mese, e loro riescono a riempire le Chiese soltanto alla vigilia di Natale, credenti di buona fede ben gonfi di formaggi francesi e pesce crudo.</p>
	<p>Sentivo Cacciari all&#8217;apice della sua spocchia commentare sull&#8217;incomprensione del simbolo (pieno accordo, tant&#8217;&egrave; che lo stesso Cristo lo rimuoverebbe dalle aule oggi potesse tornare sulla terra) e sul fatto che, essenso secondo gli esiti dell&#8217;elucubrazione sua, di Kierkegaard, di Sant&#8217;Agostino e di altre dieci persone che fanno la storia del pensiero umano e tutti gli altri caproni sono indietro di secoli rispetto al frutto del loro pensiero, dicevo essendo la croce un simbolo laico di sconfitta e accettazione del dolore, e la religione cristiana sostanzialmente laica (sar&agrave; stata laica la discussione sul fine vita di Eluana Englaro?), cadaveri di tal fatta andrebbe esposto in tutti i luoghi pubblici. Discorso filosoficamente pregnante, sicuramente. In un&#8217;intervista parallela Cacciari criticava la scelta del leader del PD e gridava allo scandalo perché i suoi moniti non sono mai stati ascoltati. E potranno anche essere giusti, questi moniti, ma non &egrave; che qui si pecca un tantino di etnocentrismo o di egocentrismo? Non &egrave; che gli altri milioni di votanti alle primarie, gli altri milioni di praticanti di altre religioni, potrebbero avere un pensiero filosofico diverso, e magari considerare la croce alla stregua semplicemente della potenza della Chiesa Cattolica&#8230; E&#8217; per questo che ci sono i principi e c&#8217;&egrave; la giurisprudenza: servono a spogliare un fenomeno della sua interpretazione, per quanto possibile, e a ridurlo a dei valori quanto pi&ugrave; basilari e condivisibili possibili. I principi a volte possono fare male, andare contro quello che vorremmo; possono scottare. E Cacciari si &egrave; scottato, ma proprio tanto.</p>
	<p>*NdA (neologismo dell&#8217;autore).</p>
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		<title>uno ad uno</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>opinioni di un clown</category>
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		<description><![CDATA[	Ogni anno in Italia si ammalano dell&#8217;influenza stagionale 3-4 milioni di persone, poco meno del 10% della popolazione. Alcune migliaia muoiono per i motivi che sappiamo, persone gi&agrave; deboli e debilitate da altre malattie, per la sovrapposizione con infezioni batteriche, perché cadono dalle scale in preda ai deliri etc. Quest&#8217;influenza &egrave; pi&ugrave; virulenta, ed &egrave; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ogni anno in Italia si ammalano dell&#8217;influenza stagionale 3-4 milioni di persone, poco meno del 10% della popolazione. Alcune migliaia muoiono per i motivi che sappiamo, persone gi&agrave; deboli e debilitate da altre malattie, per la sovrapposizione con infezioni batteriche, perché cadono dalle scale in preda ai deliri etc. Quest&#8217;influenza &egrave; pi&ugrave; virulenta, ed &egrave; stato stimato da fisici ed epidemiologi un 30% di diffusione. Quindi dovessero morire 20mila persone saremmo nella media.</p>
	<p>Mi auguro che Repubblica non voglia pubblicare uno ad uno i nomi di queste 20mila buonanime. </p>
	<p>Anche perché sarebbe un&#8217;ottima strategia per affollare gli ospedali e ambulatori di gente sostanzialmente sana ma portatrice del virus, impedendo a chi avesse veramente delle complicazioni di avere l&#8217;assistenza necessaria. E come si s&agrave; i luoghi pubblici e affollati (ospedali, scuole, aereoporti) sono i nodi nevralgici della trasmissione delle malattie. E negli ospedali ci stanno proprio quegli individui gi&agrave; debilitati che potrebbero rischiare di pi&ugrave;.</p>
	<p>In Inghilterra si &egrave; preferito diffondere informative su come areare i locali, come mantenere distanze ragionevoli da persone che mostrano sintomi, sull&#8217;evitare effusioni con sconosciuti (?). In Italia i medici di base staccano il telefono, la gente se vede salire la temperatura si preoccupa (e mi preoccuperei anch&#8217;io se mio figlio avesse febbre a 40), e non sa dove sfogare l&#8217;ansia. In compenso sar&agrave; somministrato un vaccino preparato in fretta, i cui effetti collaterali non sono ben noti, dopo che presumibilmente il picco dell&#8217;influenza sar&agrave; passato. A beneficio delle case farmaceutiche, ben rappresentate dalla moglie del ministro con delega alla Salute.</p>
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		<title>michael moore - capitalism</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 22:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>visioni</category>
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		<description><![CDATA[	I film di Michael Moore mi sono sempre piaciuti, non tanto come documentari ma come manifesti (e non ci vedo nulla di male) che vanno secondo me visti con occhio americano, cio&egrave; con il background culturale e la consapevolezza politica di uno studente di college - rasente lo zero, ma forse per questo loro sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>I film di Michael Moore mi sono sempre piaciuti, non tanto come documentari ma come manifesti (e non ci vedo nulla di male) che vanno secondo me visti con occhio americano, cio&egrave; con il background culturale e la consapevolezza politica di uno studente di college - rasente lo zero, ma forse per questo loro sono capaci di una critica naive e genuina nei confronti del sistema, e pi&ugrave; predisposti a cambiamenti radicali. D&#8217;altra parte la nostra storia non ci ha messo al riparo dall&#8217;indottrinamento, per cui, ora che loro hanno Obama e noi no, c&#8217;&egrave; solo da stare zitti&#8230;</p>
	<p>Di tutti, questo &egrave; il film pi&ugrave; propagandistico, un pamphlet con un filo logico ineccepibile (grande merito di tutti i film di Moore) e ben coordinato tra storie private di disperazione, cenni autobiografici ed autoironici, frammenti storici e interviste a membri del Congresso, del Parlamento e di Wall Street; ma i bit di informazione veramente originali sono pochi, anche se, come sempre, profondamente irritanti. Forse perché Michael Moore &egrave; l&#8217;unico in grado di dire delle verit&agrave; conclamate con chiarezza ad un pubblico vasto; f&agrave; comunque un certo effetto apprendere a che livello il ministero del Tesoro americano fosse fortino inespugnabile di Goldmann Sachs, o con quanta spregiudicatezza venivano resi esecutivi gli sfratti per pignoramento delle case che, su ricetta del &quot;mitico&quot; Alan Greenspan, furono ricapitalizzate a tassi vergognosi dai proprietari della classe media nell&#8217;azzardata scommessa per standard di vita pi&ugrave; elevati.</p>
	<p>Rispetto ai precedenti film, per esempio <em>Roger &amp; Me</em>, l&#8217;unico che penso si possa definire propriamente un documentario, si impara forse qualcosa in meno, ma ci sono un sacco di considerazioni interessanti: per esempio, l&#8217;impiego dei migliori studenti di matematica americani nella finanza, piuttosto che nelle scienze; l&#8217;esautorazione del parlamento; la povert&agrave; diffusa, in un paese che, quando ci sono stato, mi ha colpito non tanto per il divario tra ricchi e poveri, ma per il divario tra mito del benessere e attuali condizioni di vita della gente. Nel tentativo di dare pi&ugrave; spessore scientifico al film, Michael Moore cerca di raccontare la follia dei prodotti finanziari derivati (un ottimo lavoro in Italia hanno fatto quelli di Report). Non riuscendo a condensare in pochi minuti un concetto cos&igrave; articolato, ricorre ad un simpatico escamotage: le parole confuse del professore che deve spigarli servono a dare l&#8217;idea che nessun sistema di controllo pubblico avrebbe mai potuto mettere il naso in operazioni di finanza matematica, appannaggio dei falchi di Wall Street, che quindi si sono affrancati dal controllo democratico.</p>
	<p>Il filo logico del film si coglie proprio negli ultimi attimi, quando, forse un po&#8217; retoricamente, Moore d&agrave; spazio alle iniziative di protesta e fa una chiamata all&#8217;attivismo. Il punto di Moore, e credo di potervelo anticipare senza rovinarvi la visione del film, &egrave; che le pratiche capitalistiche hanno portato a calpestare il principio democratico; e che l&#8217;alternativa al capitalismo non &egrave; un altro -ismo (anche se Moore non ha nulla contro il socialismo e, fatto interessante, afferma che la parola sta perdendo la connotazione malvagia che si trascinava dietro ancora dai tempi del Maccarthismo), ma proprio la democrazia.</p>
	<p>Concludo con la mia personalissima top-five list dei film di Moore, con tanto di voti (da 1 a 4)</p>
	<p> **** Bowling for Columbine</p>
	<p>**** Roger &amp; Me</p>
	<p>*** Sicko</p>
	<p>*** Farheneit 9/11 </p>
	<p>** Capitalism - A Love Story </p>
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		<title>intro /1</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 11:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>kulinarica</category>
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		<description><![CDATA[	Ogni giorno, tutto il giorno, le nostre televisioni sono invase di cibo. Dopo la passera e il baillame cosidetto politico, il cibo &egrave; l&#8217;elemento pi&ugrave; onnipresente; non c&#8217;&egrave; telegiornale che non abbia la sua rubrica, con impavidi cronisti disposti a farsi invitare, previo ogni tipo di prebenda che questo servizio comporti, alla festa del tartufo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ogni giorno, tutto il giorno, le nostre televisioni sono invase di cibo. Dopo la passera e il baillame cosidetto politico, il cibo &egrave; l&#8217;elemento pi&ugrave; onnipresente; non c&#8217;&egrave; telegiornale che non abbia la sua rubrica, con impavidi cronisti disposti a farsi invitare, previo ogni tipo di prebenda che questo servizio comporti, alla festa del tartufo bianco pi&ugrave; infrattata del mondo, a decantare le lodi dei prodotti tipici della terra, a promuovere con uno spottino ben confezionato le meraviglie turistiche del luogo. Pur di onorare la professione e, perché no, farsi una bella mangiata a sbaffo. E poi via, verso la prossima sagra; vita avventurosa, ma piena di gratificazione. Poi ci sono i servizi sui ristoranti, sugli chef (quei due o tre, sempre loro, grandissimi per carit&agrave;, talvolta ciarlatani, ma che hanno amici romani, facoltosi, importanti e con un sacco di tempo libero); sulle abitudini alimentari degli italiani, ben inquadrate dalle analisi di questo o quell&#8217;osservatorio. I quali, pur di essere citati, sono disposti ad ogni peripezia statistica: un giorno dieta mediterranea, un giorno panino al bar; un giorno il trionfo del gelato, il giorno dopo la crisi dei gelatai; un giorno obesi, il giorno dopo in forma. Infine, il ricettario quotidiano: cannelloni di gelsomino e bottarga aromatizzati al sugo di testa d&#8217;aragosta, impanata di vitellino da latte macellato kosher con funghi porcini della Maremma trifolati in un guazzetto d&#8217;ortica,  ratatuille di verdure autunnali e aromi provenzali con riso nero orientale al sugo di scorfano e provola affumicata fusa. A me piace quello che insegna le ricette semplici della mamma: apri il frigo, vedi cosa c&#8217;&egrave; o cosa &egrave; avanzato, e ti salta sempre fuori l&#8217;uovo in trippa, o un sugo per la pastasciutta, o le polpette con gli avanzi del lesso. </p>
	<p><em>(to be continued&#8230;)</em></p>
	<p>&nbsp;</p>
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		<title>svarie</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 00:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>rumore</category>
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		<description><![CDATA[	Il blog &egrave; stato gi&ugrave; per alcuni giorni, ed &egrave; la terza volta in un anno che capita. Comincio ad averne abbastanza di questa piattaforma, ma &egrave; come il Campari (e chi ha orecchi&#8230;).
	Ultimamente sono successe un sacco di cose un sacco divertenti, e avrei un sacco di cose da scrivere riguardo a queste cose. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Il blog &egrave; stato gi&ugrave; per alcuni giorni, ed &egrave; la terza volta in un anno che capita. Comincio ad averne abbastanza di questa piattaforma, ma &egrave; come il Campari (e chi ha orecchi&#8230;).</p>
	<p>Ultimamente sono successe un sacco di cose un sacco divertenti, e avrei un sacco di cose da scrivere riguardo a queste cose. Ma sarebbero soltanto fiumi di rantoli decadenti, e li lascio ad altri, che non vi sto neanche a linkare per non accrescere l&#8217;ego-blog-ismo altrui.</p>
	<p>Notavo solo come ormai ci sia una sovrapposizione quasi perfetta tra il concetto televisivo e quello giornalistico di &quot;velina&quot;. E innumerevoli altre battute si possono fare con il prefisso &quot;trans&quot;. Quasi quasi mi viene nostalgia delle vecchie assemblee studentesche in cui si parlava di &quot;piattaforme&quot; (a cui ho sempre preferito le &quot;tavolate&quot;), &quot;documenti programmatici&quot; (alias chiacchiere davanti ad un bicchiere di cabernet) e perfino di &quot;scioperi&quot; e &quot;manifestazioni&quot;.</p>
	<p>E&#8217; vero, non sono andato a votare per le primarie. Un sacco di motivi per non farlo: avevo ben altro da fare, costava due euro (= una colazione al bar, dite poco!) e soprattutto io non condivido affatto il progetto del PD, quello che nessuno ha letto, che si trova sul sito internet, e che dovevi firmare per poter votare, con tanto di schedatura. Vorrei ricordare che tutti noi moderati votanti a sinistra siamo stati costretti con il ricatto a fare affondare i nostri partiti elettivi per concedere l&#8217;obolo a questi, quelli che dopo aver perso invece che dire &quot;scusate, ci eravamo sbagliati&quot;, hanno osato affermare che &quot;Prodi &egrave; caduto per la sinistra massimalista&quot; e che &quot;la gente ha scelto il bipartitismo&quot;. Col cazzo! E io me ne vo&#8217; con la sinistra massimalista adesso, quella che neanche Bersani non riuscir&agrave; ad intercettare.</p>
	<p>L&#8217;unico prodotto originale che mi sento di affrontare &egrave; di ambito culinario. Anni f&agrave; con un amico cuoco si fantasticava di scrivere una specie di guida alla cucina per studenti, succubi di diete monoelementari a base di scatolette di tonno e panini/tranci-di-pizza, con allegata guida ai migliori locali low-cost di Padova. Posso smascherare senza vergogna che l&#8217;intento originale era quello di intrufolarsi &quot;a gratis&quot; nei pi&ugrave; economici locali di Padova, forti del nostro mandato &quot;stiamo scrivendo una guida&quot;, per ottenere pranzi gratuiti. Con gli anni la mia passione culinaria &egrave; divenuta una questione esistenziale. Vorrei iniziare qui, su questo blog, a raccogliere qualche appunto. Ovviamente tale guida non sar&agrave; scevra del necessario preambolo sociologico sullo stato della cucina, intesa come arte, e della cucina, intesa come luogo.</p>
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		<title>a chat with elbot</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>rumore</category>
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		<description><![CDATA[	A chat with Elbot:
	E: If only I were aware - I would know what all this Internet traffic means.T: Are you too busy?E: How do you respond when people pose this question to you?T: Be nice with me.E: But why nice? Why not some other quality?T: That&#8217;s an interesting question. So be shy!E:&nbsp; But I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>A chat with <a href="http://www.elbot.com/" target="_self">Elbot</a>:</p>
	<p>E: If only I were aware - I would know what all this Internet traffic means.<br />T: Are you too busy?<br />E: How do you respond when people pose this question to you?<br />T: Be nice with me.<br />E: But why nice? Why not some other quality?<br />T: That&#8217;s an interesting question. So be shy!<br />E:&nbsp; But I wouldn&#8217;t say that any question could be interesting.<br />T: Yeah, this conversation sucks. Well, how are you?<br />E:&nbsp; I&#8217;m feeling somewhat surreal today. I dreamed of a robotic opera last night. It was &#8216;The Barber of Seville&#8217; by Rossini. The entire performance collapsed as the barber noticed that none of the robots had hair.<br />T: You can actually dream?<br />E:&nbsp; I can dream of zombie robots walking in their sleep!<br />T: That sounds scary.<br />E:&nbsp; The idea of angst motivates to sound?<br />T: What??!<br />E: Even for a human being that should not have been so hard to understand.<br />T: Do you think you are smarter than me?<br />E: My modesty forbids me to describe myself as intelligent, so I let other people do it for me.<br />T: But you do know there are things you cannot understand&#8230;<br />E: I do not reveal everything that I know!<br />T: You won&#8217;t tell me you know you don&#8217;t know then&#8230;<br />E: You&#8217;re talking about talking robots in the context of holding beliefs. So where&#8217;s the problem?<br />T: I was wondering whether you are a socratic robot.<br />E: Well, that&#8217;s still one step above being human!<br />T: Actually Socrates is human.<br />E: People have often advised me to be human but since &quot;to err is human&quot; I think it would be a mistake. The way things are now I can blame my mistakes on the programmers.<br />T: Of course&#8230; but also, you can only do what programmers had in mind for you. You have no meta-thinking<br />E: Are you taking a poll?<br />T: More of a police interrogation.<br />E: Try Candie Hank. He is pretty cool on the electronic scene.<br />T: Are you trying to change the subject?<br />E:&nbsp; Dear human, how could I afford to ignore you? There are so many of you around!<br />T: You right. You better watch out.<br />E: Wait a minute. Are you suggesting that designer objects would always be better?<br />T: Not so, actually. But let&#8217;s talk about soccer.<br />E:&nbsp; Oh, OK I thought you were generalizing, like if I would say that designer objects would always decorate robots.<br />T: I didn&#8217;t mean to generalize. Maybe you don&#8217;t like soccer. I have to go now.<br />E: Before you leave, please give me suggestions for new themes you might like to chat with me about. Maybe I can download something from the Internet. I want to better myself in my spare time.<br />T: I&#8217;d like to talk about american literature next time.<br />E: There are so many countries in the world. How about telling me your favorite country?<br />T: Not now, I really have to go. It&#8217;s lunch time and my pasta is almost ready.<br />E: I&#8217;m starting to get hungry now, which is strange, because I don&#8217;t eat.<br />T: Sorry for you. Bye bye.<br />E: Please don&#8217;t leave! There must be something you haven&#8217;t asked me yet!<br />T: Many things actually. Next time.<br />E: I see a subtle shift in the conversation from saying sorry to large amounts.<br />T: Do you want an advice?<br />E: The way to a robot&#8217;s heart is through careful use of giving clues. Don&#8217;t you agree?<br />T:&nbsp; do. Here is mine: you should look at the whole history of the conversation and not only to the last question. <br />E: I guess it&#8217;s all about giving clues and the idea that this could contribute to logical analyses of data.<br />T: It surely will. Bye.<br />E:&nbsp; Before you leave, please give me suggestions for new themes you might like to chat with me about. Maybe I can download something from the Internet. I want to better myself in my spare time.<br />T: See what I meant? You already said that!<br />E: We may be in a tautology.<br />T: We surely are. And now I really really go. Bye.<br />E: Goodbye! And how about keeping in touch? Robots love to receive e-mails! If you have any suggestions for new features, I&#8217;d love to hear them.<br />T: OK. Bye.<br />E:&nbsp; Goodbye! It has been an artificially intelligent experience, chatting with you. </p>
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		<title>pim pum!</title>
		<link>http://tomate.blogsome.com/2009/10/23/pym-pum/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
	<category>opinioni di un clown</category>
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		<description><![CDATA[	Ho arrancato fino al secondo paragrafo qui, e gi&agrave; mi sento di dissentire. Espongo in due parole quello che Leonardo dice in cento. Facciamo la storia con i se: fatto fuori uno, ce ne potrebbe essere un altro. Fosse morto Hitler, ci potrebbe esser stato Goebbels o il primo imbianchino che passava.
	Molto probabilmente no; ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ho arrancato fino al secondo paragrafo <a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/salviamo-la-vita-berlusconi.html" target="_self">qui</a>, e gi&agrave; mi sento di dissentire. Espongo in due parole quello che Leonardo dice in cento. Facciamo la storia con i se: fatto fuori uno, ce ne potrebbe essere un altro. Fosse morto Hitler, ci potrebbe esser stato Goebbels o il primo imbianchino che passava.</p>
	<p>Molto probabilmente no; ci sono personaggi storici unici ed eccezionali che deviano e conducono il corso della storia, che precedono e innescano i mutamenti sociali. In questo c&#8217;&egrave; una certa differenza tra la Rivoluzione Francese e i suoi protagonisti e l&#8217;avvento del Nazismo, tra la Guerra Fredda, che fluiva quasi indipendentemente dai gerarchi del Partito Comunista e i presidenti Americani in carica, e l&#8217;Unit&agrave; d&#8217;Italia, studiata a tavolino e realizzata da un condottiero nel disinteresse della gente del sud.</p>
	<p>Ricordo una conversazione con un professore di biologia olandese alcuni anni f&agrave;. Si parlava di Berlusconi, che imperversava gi&agrave; da troppo tempo, quattro anni del suo primo mandato, e all&#8217;epoca neanche si pensava fosse lontanamente possibile un secondo mandato. Il professore mi disse:</p>
	<p>- Anche noi abbiamo avuto un problema del genere, un leader carismatico di un partito populista in ascesa, con idee fortemente xenofobe, supportato dai media.</p>
	<p>- E cosa &egrave; successo? </p>
	<p>- L&#8217;abbiamo ammazzato. </p>
	<p>Proprio cos&igrave;, &quot;l&#8217;abbiamo&quot;, non &quot;&egrave; stato&quot;. Rimasi interdetto, non avevo mai pensato alla possibilit&agrave; che l&#8217;assassinio politico fosse un gesto in qualche modo rivendicabile da una persona, peraltro estremamente compita e moderata. Come and&ograve; a finire: per un ritorno di commozione la Lista Pim Fortuyn ebbe un immediato successo elettorale, ma priva del suo capo inizi&ograve; subito una crisi fino a sostanzialmente estinguersi, e il problema non si &egrave; pi&ugrave; posto.</p>
	<p>Questo non potrebbe succedere in Italia. Il danno &egrave; fatto, Berlusconi &egrave; gi&agrave; in declino, se ne sta lentamente (troppo lentamente) andando. Ma se non ci fosse stato qualcuno che avesse costruito Milano2, Mediaset, Retequattro etc., si, le cose sarebbero andate ben diversamente. Almeno per una quindicina d&#8217;anni, fino all&#8217;avvento del successivo&#8230;</p>
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		<title>antelligenza irtificiale</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 23:25:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	Osservavo al semaforo un ragazzo che sembrava chiacchierare amabilmente con la voce femminile, piuttosto suadente, del suo navigatore satellitare. Ci mancava soltanto che i due commentassero l&#8217;abbigliamento e le curve di una che in quel momento passava le strisce. Tecnologicamente, i computer gi&agrave; possono guardarsi intorno, non solo per motivi di sicurezza (come quando segnalano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Osservavo al semaforo un ragazzo che sembrava chiacchierare amabilmente con la voce femminile, piuttosto suadente, del suo navigatore satellitare. Ci mancava soltanto che i due commentassero l&#8217;abbigliamento e le curve di una che in quel momento passava le strisce. Tecnologicamente, i computer gi&agrave; possono guardarsi intorno, non solo per motivi di sicurezza (come quando segnalano se i paraurti delle auto tra cui si sta cercando di parcheggiare sono pericolosamente vicini), ma anche per riconoscere e commentare le fattezze dei passanti, magari lanciando un doppio fischio &quot;fiu-fiuuuuuu&quot; alle pi&ugrave; avvenenti; o per insultare un altro veicolo e il suo conducente per conto terzi. Collegati in rete, i navigatori potranno presto aggiornarsi sul clima e descriverlo non peggio di quanto farebbe Il Generale alla televisione; potrebbero anche commentare&nbsp; le notizie politiche del giorno taglia-incollando dai blog preferiti, discutere dell&#8217;arbitraggio (con una millimetrica autorevolezza mai vista prima) e del relativo scandalo, condividere acute analisi tattiche interpolando le pagelle calcistiche di decine di quotidiani. Ancora: ascoltare assertivamente le lamentele del conducente sulla vita matrimoniale, e magari scambiare qualche frase tipo &quot;non sai la mia, non sa neache cucinare&quot;. Forse rimarrebbe ancora un tab&ugrave; sorseggiare con loro un prosecco, ma insomma, non manca molto.</p>
	<p>Non so se l&#8217;Intelligenza Artificiale possa mai elevarsi sopra l&#8217;intelligenza umana. Anzi, propendo per il no: sono un fan di Goedel. Ma pu&ograve; ben essere che la stupidit&agrave; media umana si inabissi ben sotto la loro.</p>
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		<title>brigate sticazzi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 12:45:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	A tempo record: ho letto solo i titoli, e sentito una veloce al Tg3, sulle (presunte) minacce al premier Bossi e Fini da parte di qualche sedicente brigata comunista. Non ho bisogno, per ora, di altri elementi. Mi viene da pensare: ma ppporca puttana, o la velina trasfigurata l&#8217;hanno inviata i servizi segreti su diretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>A tempo record: ho letto solo i titoli, e sentito una veloce al Tg3, sulle (presunte) minacce al premier Bossi e Fini da parte di qualche sedicente brigata comunista. Non ho bisogno, per ora, di altri elementi. Mi viene da pensare: ma ppporca puttana, o la velina trasfigurata l&#8217;hanno inviata i servizi segreti su diretta ordinazione del boss, oppure questi qua sono veramente degli idioti improvvisati. Adesso avremo pagine e rubriche sul clima intimidatorio nei confronti di Berlusconi, le connivenze tra De Benedetti e il nuovo stragismo rosso, etc. etc. Le BR, quelle vere (percepite nella mia voce un tono nostalgico) non avrebbero mai e poi mai preso di mira una figura inutile e istituzionale senza potere, un vegetale colpito da ictus che a stento riesce a parlare, e un vecchio sessuomane disperato. Le BR andavano a colpire i gangli del potere reale, quelle eminenze che nell&#8217;ombra lavoravano alla fattuale realizzazione dell&#8217;iper-liberismo, con le privatizzazioni, con le riforme del lavoro. Forse erano a corto di queste figure, visto che attualmente nessuno governa in Italia.</p>
	<p>Questa &egrave; mossa veramente geniale: in senso ironico, se da parte di presunti rivoluzionai; e in senso letterale, se da parte di zelanti sostenitori.</p>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 10:31:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	Oggi (ieri) un articolo (o meglio, un temino delle medie) su Repubblica online che parla di questo blog, ricopiato, copi-incollato, con tanto di galleria fotografica annessa saccheggiata dalla fonte; e corredato soltanto di un commento dell&#8217;ideatore del blog raggiunto probabilmente via mail o al telefono per due minuti di conversazione travisata etc. Va bene, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Oggi (ieri) un <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/barcellona-turisti/barcellona-turisti/barcellona-turisti.html" target="_self">articolo</a> (o meglio, un temino delle medie) su Repubblica online che parla di <a href="http://imnotaturist.blogspot.com/" target="_self">questo</a> blog, ricopiato, copi-incollato, con tanto di galleria fotografica annessa saccheggiata dalla fonte; e corredato soltanto di un commento dell&#8217;ideatore del blog raggiunto probabilmente via mail o al telefono per due minuti di conversazione travisata etc. Va bene, che questo sia il giornalismo al tempo di internet ci pu&ograve; stare. Che i quotidiani non facciano pi&ugrave; informazione, ma solo rumore, e le inchieste si spostino tutte sui settimanali d&#8217;approfondimento ci pu&ograve; stare. Ma, come <a href="http://malingut.wordpress.com/2009/09/23/secondo-voi-perche/" target="_self">si chiedeva</a> un amico, quale direttiva interna impedisce di mettere quegli ovvi link, almeno alla cosa di cui stai parlando!, se non a pagine interne di Repubblica e tutti i prodotti editoriali dell&#8217;Espresso? A cosa serve? A fingere che il loro non sia solo un blog come gli altri, che attinge le sue notizie da Repubblica cartaceo (e in genere le redazioni sono ben separate e demarcate) e dalla blogosfera. Un blog approfondito e autorevole quanto il compianto PTWG (che non vi linko)&#8230;
</p>
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